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Media Lions: chi non gioca non vince

(Cannes). Secondo Vittorio Bonori, CEO di ZenithOptimedia Italia e giurato italiano ai Media Lions, il mancato confonto dell'Italia sulla scena internazionale del Festival di Cannes penalizza non solo le agenzie ma l'intero Sistema Paese.

Cannes. "Credo che sia necessario guardare in faccia la realtà e i cosiddetti 'brutal facts': il nostro mercato non partecipa a un evento internazionale come il Festival, rinunciando così a un evento che ci darebbe invece la possibilità di rilanciare l'intero Sistema Paese".

Esordisce così Vittorio Bonori, CEO di ZenithOptimedia Italia e giurato italiano ai Media Lions 2007. "Rispetto ai 1.700 e più lavori iscritti, sono convinto che le nostre campagne sarebbero state assolutamente competitive. Forse non avremmo vinto lo stesso, ma è un peccato non aver neppure mostrato quanto si fa quotidianamente nel nostro paese".

In particolare, secondo Bonori, l'approccio delle nostre agenzie al digitale è assolutamente pari a quello degli altri: "Non ho visto un livello di innovazione particolare in questo ambito. Le campagne iscritte facevano largo uso di search, display, viral, ecc. Così come avviene da noi. Siamo forse più indietro nell'ambient, ma alcune soluzioni che ho visto nell'area classica – per esempio nella stampa – dalle copertine in 3D alle pagine 'incollate', le abbiamo già realizzate anche in Italia qualche anno fa... Se guardiamo ai criteri secondo i quali abbiamo assegnato i diversi leoni – coerenza con gli insight sul consumatore, chiarezza strategica, creatività e innovazione, efficacia e risultati ottenuti – l'unica area nella quale siamo ancora deficitari è quella della creatività".

Una video-intervista a Vittorio Bonori che approfondisce questi e altri temi è già online all'indirizzo http://tgcannes.advexpress.it.

Cristina Concari