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Media Lions: il grand prix alla moneta digitale neozelandese
(Cannes ) Secondo Grand Prix, dopo quello ai Promo Lions, per la
Nuova Zelanda, che si aggiudica il massimo riconoscimento nella sezione media
con la campagna ASB Bank firmata da OMD New
Zealand e TBWA\Whybin che ha affiancato all'uso del
digitale un mezzo antichissimo ma al tempo stesso inedito: le banconote.
Per promuovere un conto corrente con la capacità di
movimentare denaro attraverso il cellulare, la campagna è partita da un accordo
con la Bank Of New Zealand (il corrispettivo della Banca d'Italia) che ha
consentito all'agenzia la possibilità di incollare alle banconote in
circolazione un adesivo: sul retro di questo erano presenti le indicazioni per
connettersi ad ASB Bank e ottenere informazioni sul nuovo conto corrente.
"Un'idea che ci ha lasciato senza parole – ha commentato il presidente della
giuria dei Media Lions David Verklin (a sinistra nella foto), CEO di Carat
Americas
–, e che è stata sviluppata in modo innovativo e integrato attraverso
ogni media, ambient, online, web, mezzi classici...".
"Lo stato di salute del settore che emerge dal Festival di quest'anno – ha proseguito Verklin – è quello di un comparto in forma strepitosa ovunque nel mondo. L'importanza del business media è ormai ovvia a tutti, ed è nel media che si trova la creatività dei nostri giorni. E' qui che si fa quotidianamente innovazione. E' l'area più dinamica dell'intera industria".
Se è vero che la creatività può arrivare da qualsiase paese, è certo però che un trend importante è quello che vede i paesi dell'area del Sud Pacifico assumere un ruolo trainante, affiancando e superando molti paesi occidentali: ai 7 leoni degli Stati Uniti (1 oro e 6 bronzi) e della Germania (1 argento e 6 bronzi) rispondono infatti i 7 del Giappone (2 ori, 1 argento e 4 bronzi) e i 6 che si ottengono sommando i 4 della Nuova Zelanda (il Grand Prix, 1 argento e 2 bronzi) e i 2 dell'Australia (1 argento e 1 bronzo).
"Credo ci sia un'energia davvero creativa che proviene da quell'area – ha commentato il presidente della giuria –. Il Giappone, ad esempio, sta lavorando in modo eccezionale sulle nuove tecnologie e in particolare sul mobile, alcune delle quali, come il QR, non sono ancora neppure arrivate in altri paesi, America compresa. Al tempo stesso, sono estremamente focalizzati sull'innovazione dei linguaggi e sul pensiero strategico. Questo è un punto che credo sia abbastanza evidente non solo nei lavori giapponesi ma in tutte le campagne premiate: la linea di demarcazione fra media e creatività è invisibile, è impossibile dire dove finisce una e dove comincia l'altra. Il contesto e il contenuto sono perfettamente integrati".
Per contro, un paese che sembra scomparso dalla mappa, o quanto meno dalla cima del podio della creatività (almeno fino a questo punto) è la Gran Bretagna: "Che cosa ci è successo? – si domanda il giurato britannico Iain Jacob, chief executive Emea di Starcom Mediavest Group –. Esattamente quello che è successo ovunque: l'asticella si è alzata e gli standard sono cresciuti. Per emergere bisogna fare qualcosa di veramente speciale, e anche se in passato il nostro contributo alla crescita della creatività è stato enorme, tanto da aver esportato molti dei nostri talenti in tutto il globo, è forse arrivato il momento di aprirci maggiormente e cominciare a re-imparare, assorbendo quanto di meglio si fa oggi altrove".
Della stessa opinione il suo collega in giuria Graham Bednash, managing partner di Michaelides & Bednash: "La maggior parte dei lavori inglesi di quest'anno non era sorprendente ne' innovativa. Siamo forse diventati troppo sofisticati e aggiungiamo troppi layer alle pur buone idee che sviluppiamo. E' come se ci fossimo dimenticati che la semplicità è la chiave di volta per costruire campagne memorabili ed efficaci".
Tommaso Ridolfi

