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Nasce Klein Russo creative community

Ad un mese dall'uscita come partner, Chief Creative Officer di TBWA/Italia e ad della sede romana, Fabrizio Russo fonda con Sofia Cortellini Klein 'Klein Russo', Creative Community. "Voglio creare una nuova dialettica creativo-cliente e scambio il reparto creativo con una community - dichiara Russo - cercando un territorio di confronto più vasto per produrre idee che parlino sempre di più alla pancia e al cuore”.

Ad un mese dall'uscita come partner, Chief Creative Officer di TBWA/Italia e ad della sede romana (vedi notizia correlata),  Fabrizio Russo fonda con Sofia Cortellini Klein 'Klein Russo', Creative Community.

Lo start up parte con Liu-Jo , azienda di Carpi, brand di tendenza del pret-a-porter. Due le sedi del nuovo network pubblicitario guidate da Fabrizio Russo, direttore creativo, e Sofia Cortellini Klein, new business e financial director: Roma e Bologna.

Il primo impegno che Klein-Russo si pone è di lavorare alla costruzione di una nuova cultura creativa e ad un nuovo rapporto creativo - agenzia - cliente fondato sulla qualità della relazione. Investire nelle possibilità tecnologiche per superare il limite fisico dell'agenzia e coinvolgere sempre più e nuovi talenti nel processo di produzione dell'idea, questo il senso primo della community voluta da Russo e Klein.

"Ho conosciuto tanti talenti e ho avuto una carriera estremamente fortunata e ricca di stimoli che mi hanno sempre tenuto sulla corda - dice Fabrizio Russo -. Devo a questa spinta, a questi incontri e alla mia curiosità quello che sono. E allora rilancio. Divento indipendente per cercare una nuova dialettica creativo-cliente e scambio il reparto creativo con una community, cercando un territorio di confronto più vasto per produrre idee che parlino sempre di più alla pancia e al cuore".

"Farò il direttore creativo e non solo – ha commentato Russo ad ADVexpress - intendo dedicarmi a promuovere la cultura della creatività nelle scuole di marketing ad esempio e aiutare le aziende a comprendere quali sono le condizioni migliori per aiutare i creativi ad esprimere buone idee e a lavorare al meglio. In agenzia potrò dare un taglio più sartoriale al mio lavoro, personalizzandolo e arricchendolo delle idee provenienti dal confronto con tutti quelli che ho conosciuto con la mia professione, coinvolgendoli nei progetti che ritengo più adatti. Credo ci sia bisogno di un modo nuovo di lavorare con i clienti in Italia e ho deciso di provare a cavalcare quest'onda".