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SPECIALE CANNES. A. Mandelli: il media non è più la Cenerentola della comunicazione allargata

La costruzione contemporanea di un forte posizionamento di brand e lo sviluppo del business per il cliente, attraverso un concept creativo molto forte: è questa, secondo Alessandro Mandelli, ceo di Havas Media Italia, la chiave grazie alla quale la campagna bwin ‘Poker Island’ ha ottenuto il bronzo ai Media Lions.

(Cannes, dal nostro inviato Tommaso Ridolfi). Anche Alessandro Mandelli, ceo di Havas Media Italia (cui fa capo MPG), è più che felice del bronzo ottenuto ai Media Lions dalla campagna 'Poker Island' sviluppata insieme ad Arnold Worldwide Italy per bwin: "Credo che la cosa più significativa sia stata riuscire a emergere con un modello di innovazione che ha saputo unire lo sviluppo di un concept forte a contenuti altrettanto forti, attraverso un'esecuzione che ha unito a sua volta il business del cliente e l'attrattiva per il consumatore".

Cosa vuol dire per la industry italiana tornare dal Festival con tre leoni in una sezione dove finora eravamo rimasti a bocca asciutta?

"Che anche noi siamo riusciti, tanto più in un anno di crisi, a dare al mercato gli stimoli giusti per rispondere alla crisi stessa – risponde Mandelli -. E forse significa, finalmente, lo sdoganamento definitivo del media dalla pubblicità: un riconoscimento che non siamo più la Cenerentola della comunicazione allargata".

Nell'assegnare i leoni, la giuria ha preso in considerazione non solo l'idea ma anche il grado di innovazione e, soprattutto, i risultati raggiunti e dimostrabili in funzione degli obiettivi iniziali dei clienti: come si può leggere il progetto 'Poker Island' da questo punto di vista?

"Sia noi che il cliente avevamo in realtà qualche incertezza sul tipo di risultati che sarebbe stato possibile ottenere in termini di business: stavamo lanciando un prodotto nuovo, il poker online, possibile grazie all'apertura, per la prima volta, da parte del legislatore. L'obiettivo era quindi un posizionamento 'sicuro', e per questa ragione abbiamo messo a punto e declinato insieme ai creativi di Arnold il concept del poker come sport. Insieme abbiamo quindi costruito un modello di contatto, a costi sostenibili, che puntava innanzitutto a sviluppare le visite al sito per un'operazione di data recruitment. A questo si è aggiunta la 'supercompetition' a Ibiza, da cui il nome 'Poker Island', creando un torneo che si distinguesse da tutti gli altri premi del settore, di solito esclusivamente monetari e senza alcun valore in termini di brand".
"Tutta la comunicazione – conclude Mandelli –, si è mossa su questo doppio binario in modo fortemente integrato: stimolando i clienti a visitare il link e contemporaneamente trasferendo il posizionamento della marca, costruito anche grazie al lavoro degli ultimi 4 anni per il cliente nell'area del betting. Credo che il leone sia il riconoscimento di come questi obiettivi siano stati raggiunti".