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Speciale Cannes. Dalle conversazioni alle collisioni

(Cannes) Howard Draft presenta alla comunità mondiale il metodo di Draft FCB, dopo parecchi mesi di lavoro sulla nuova sigla. Auditorium Debussy strapieno e grande attenzione per la filosofia operativa post merger.

Arriva Howars Draft a Cannes, ed ovviamente si mette in prima fila nelle presentazioni che le grandi strutture stanno facendo alla comunità mondiale della comunicazione.

Auditorium Debussy pieno in ogni ordine di posti, nonostante la vicinanza con una presentazione di storico successo come la Saatchi's new talent showreel.
Draft, rilassato e in bermuda, si compiace della cosa e fa il suo esordio.
Piuttosto che essere vittima dei cambiamenti, lui preferisce organizzare e guidare questo cambiamento.

È la prima vera occasione mondiale, a sei mesi dalla nascita di Draft FCB, per spiegare in cosa consiste questa proposta di cambiamento. E lo fa cedendo la parola a cinque suoi manager internazionali, giovani e brillanti, coordinati da Susanne Vranica del Wall Street Journal. E come è tipico di queste occasioni, parte un grande show di talento, entusiasmo, innovazione.
Draft FCB sembra più titolata a guidare questi processi, perché ha fisicamente messo insieme due realtà, quella generalista e quella one to one. Ma nel corso dell'incontro, si precisano meglio i contorni e l'originalità della proposta.

"We have a new Logo" è l'esordio di Roick Gagnon . Non si può ignorare che sono state messe assieme realtà diverse e non abituate a lavorare insieme. Ma "porre attorno allo stesso tavolo gli uomini dell'informazione e quelli dell'Immaginazione" come dice Chris Becker, creative officer della sede di New York, "ci permette di essere simultaneamente individui e gruppo in modo nuovo".

Toby Sachs, che si occupa dello sviluppo globale della nuova sigla, insiste sul fatto che "prima si deve lavorare su un grande concetto base, e solo poi sui singoli elementi esecutivi".

Insomma si tratta di bilanciare lo Ying e lo Yang, far incrociare e collidere la creatività e l'accountability, la passione e la precisione, la scienza e l'arte.
Se finora sembrava che il trend fossero le conversazioni tra marca e consumatore, pare proprio che il futuro sia nelle collisioni. E se la teoria della termodinamica dice che le collisioni aumentano al crescere della temperatura, possiamo prevedere che la convergenza dei media stia scaldando l'ambiente della comunicazione commerciale di tutto il mondo.

Quelli di Draft presentano anche strumenti tecnologici per gestire le collisioni interne, ma anche quelle future tra marca e mercato. Il più interessante è lo Smart Wall, un sistema di tavole che sono a disposizione del cliente e del team dell'agenzia al lavoro, che in forma multimediale permettono di avere tutti i dati del problema a disposizione in tempo reale, per poter prendere le decisioni migliori in fase strategica, nonché esecutiva.

"Molte agenzie si vantano di trovare le soluzioni. Noi preferiamo capire fino in fondo i problemi dei nostri clienti, per trovare solo la soluzione migliore, più giusta ed efficiente" conclude Sachs.

Insomma, un'agenzia che pensa, ed è orgogliosa di questa sua abilità.
Che sicuramente nel terzo millennio sarà sempre utile, esattamente come in quello passato.

Pasquale Diaferia