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Speciale Cannes. Howard Draft: 'Ho raggiunto l’80% degli obiettivi'

(Cannes). Il president e Ceo del network Interpublic traccia con ADVexpress un bilancio a un anno dall’annuncio della fusione tra Draft ed Fcb. La perdita di Wall Mart è stata parzialmente compensata dall’acquisizione di K Mart. Aumentano gli incarichi da parte di Kraft in Europa. Ottima la situazione italiana.

In un Festival in evoluzione che vede convergere con sempre maggiore evidenza i diversi mezzi e discipline, si ritagliano un ruolo di primo piano le sigle che fanno proprio l'approccio 'media neutral' e integrato. Una di queste è certamente la Draft Fcb, che ha saputo anticipare la metamorfosi che oggi riguarda tutto il mercato, facendo convergere in un unico contenitore le nuove modalità di comunicazione e le tradizionali. Non poteva quindi mancare a Cannes un appuntamento con la stampa per fare il punto sullo stato dei lavori dopo la fusione tra Draft e Fcb annunciata un anno fa, esattamente il primo giugno, e che è ancora in corso.

All'Hotel du Cap ad Antibes, abbiamo incontrato Howard Draft (nella foto), president e ceo, con cui abbiamo potuto fare un veloce punto sullo stato dell'arte. Parlare di Wall Mart, il budget da 600 milioni di dollari acquisito un mese dopo la fusione e perso dopo circa sei mesi fondamentalmente per il cambio al vertice dell'azienda di distribuzione americana, sembrerebbe come parlare di corde in casa dell'impiccato. Ad alleviare la ferita la recente acquisizione del concorrente K Mart, che ha ridotto la perdita portando nelle casse 200 milioni di amministrato. "Per K Mart ci occupiamo di tutto, dall'advertising al retail al marketing relazionale. Ed è un piacere vedere come il nostro modello di lavoro funzioni così bene. Un modello che si basa sulla gestione e l'analisi dei dati, l'approfondimento sul consumatore e la capacità di emozionarlo".

In generale, le aziende sono pronte ad affrontare questa nuova modalità di approccio? "Se devo essere sincero le aziende non hanno ancora capito come sta cambiando la comunicazione e non sono ancora attrezzate per sapere gestire con efficienza data, creatività e accountability". Quali altre novità sul fronte clienti? "Tra gli altri incarichi abbiamo aumentato la gestione dei marchi Kraft in Europa, Johnson & Johnson, e Bayer".

Quale la sfida più difficile in questa fase? "Come di solito avviene in tutte le fusioni, dobbiamo cercare di convincere 9000 persone a lavorare sullo stesso modello in 110 paesi, e che si sentano parte di un solo network dove tutti i paesi lavorano insieme".
Cosa, invece è più semplice? "La cosa più facile è che proprio in virtù dell'evoluzione degli ultimi anni le persone sono più preparate al cambiamento profondo che ha seguito il merging. Ritengo che l'80% degli obiettivi che mi ero posto li ho raggiunti conseguendo una migliore creatività, dimostrata dalla grande quantità di leoni vinti in questa edizione del Festival di Cannes, e una buona situazione finanziaria. Mi servono ancora 12 mesi per completare il percorso".
Ultima domanda, come giudica la situazione sul mercato italiano? "Perfetta.