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SPECIALE CANNES. R.Sobrero: pochi iscritti, molte buone idee
L'avanzata dell'intero 'sistema' digitale e l'alto tasso di creatività proveniente da alcuni paesi 'sorprendenti'. Questo, secondo Rossella Sobrero, presidente di Koinètica e rappresentante italiano in giuria, il bilancio della prima edizione dei PR Lions . Ma l'Italia deve fare di più: in primis, partecipare. Guarda l'intervista video su: www.advexpress.tv
(Cannes, dal nostro
inviato Tommaso Ridolfi). Per un
settore in crescita come le relazioni pubbliche, 431 campagne iscritte non sono
davvero molte. Rossella Sobrero (nella foto), presidente di Koinètica e giurato italiano
alla prima edizione dei PR Lions, concorda con il presidente
della giuria Lord Tim Bell, ma calca la mano sull'assenza di
lavori italiani, che definisce "molto triste".
"Cannes continua a essere sinonimo di Festival dell'advertising – spiega infatti –, e credo che occorrerà un lavoro di promozione molto più intenso di quanto non sia stato fatto finora per convincere le agenzie a confrontarsi su questo palcoscenico. Tanto più che, come dimostra 'Comunicare Domani', la ricerca di AssoComunicazione che sarà presentata a fine giugno, in questo momento di crisi le PR sono il comparto che va 'meno peggio' degli altri...".
Al di là della quantità, il vero problema italiano è però quello della qualità: "Il dato di fatto è che le Digital Pr sono ormai una realtà in tutto il mondo, ma da noi non ancora. E quando si parla di digital va sottolineato che ci si riferisce all'intero 'sistema' digitale, dai siti web al mobile, dai blog a Facebook e a tutti gli altri social media. A 360 gradi".
Il Grand Prix alla campagna australiana "The best job in the world" (vedi notizia correlata), e la lista dei leoni assegnati, secondo Sobrero, lo dimostra perfettamente: "In molte delle campagne che abbiamo giudicato abbiamo in realtà incontrato non poche difficoltà per capire se e quanto l'idea all'origine fosse un'idea di PR. Ma resta in ogni caso evidente l'importanza del ruolo della disciplina nel mix di comunicazione fatto di digitale, media relations e tutto il resto".
Qual è stato, in conclusione, l'aspetto più positivo di questa prima
edizione?
"Sicuramente la quantità e la qualità delle
idee che abbiamo visto – risponde Sobrero –. In particolare provenienti da
alcuni paesi dai quali non me lo sarei mai aspettato... Ucraina, Polonia e
Moldavia, ma anche Costa Rica e paesi del Centro-Sud America – oltre al 'solito'
Brasile –: portatori di idee a volte fin troppo 'estreme' ma comunque molto
interessanti".
Guarda l'intervista video su: www.advexpress.tv

