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BC&E Awards 2026 – “Stories That Matter”: quando i brand scelgono di essere rilevanti. Le voci della giuria dei Premi di ADC Group: fanno la differenza le storie autentiche e utili, con al centro le persone, capaci di creare impatto e connessioni emotive

Nel marketing moderno, non basta più diffondere storie, le narrazioni di brand devono essere rilevanti, autentiche e utili per il pubblico. Attraverso le opinioni dei marchi presenti in Giuria all'ultima edizione dei premi di ADC Group (Lavazza, E.ON, Coca-Cola, Gruppo Banca Investis, Reale Group, The Lego Group, ho. Mobile, Coordown, MediaWorld), emerge che le storie che contano sono quelle che mettono al centro le persone, rispondono ai loro bisogni, creano connessioni emotive e mantengono coerenza con l’identità del brand. L’obiettivo è costruire fiducia e valore concreto, distinguendosi in un panorama comunicativo sempre più affollato di comunicazione fuori bersaglio.

Nel mondo della comunicazione, dove l’attenzione si conquista in pochi secondi, il claim dei BC&E Awards 2026 – “Stories That Matter” – diventa una bussola strategica per i brand. Non si tratta più soltanto di raccontare, ma di farlo in modo significativo, costruendo connessioni autentiche con il pubblico. Un concetto che trova piena espressione nelle parole di alcuni dei protagonisti del settore nel ruolo di giurati all'ultima edizione dei premi organizzati da ADC Group.

Per Lavazza, la rilevanza nasce dalla capacità di intrattenere e rinnovarsi nel tempo. «Da 130 anni intratteniamo le persone», sottolinea Eleonora Coffaro, Group Marketing Communication Director, evidenziando come oggi sia fondamentale «pensare a che cosa le persone hanno voglia di vedere, di ascoltare e di commentare». Il racconto, quindi, non è più centrato sul brand ma sul pubblico, e si costruisce agganciandosi ai momenti culturali della contemporaneità.

Un approccio che trova eco anche in E.ON Energia, dove il focus è sull’utilità concreta delle storie. Mauro Biraghi,Direttore Marketing e Corporate Communication del brand spiega che «raccontare storie rilevanti significa partire dalle esigenze dei clienti, delle comunità, della società». E aggiunge: «Autenticità, trasparenza e consistenza sono fondamentali per creare fiducia». Non solo campagne isolate, ma un ecosistema narrativo continuo, capace di rendere comprensibili anche temi complessi come la transizione energetica.

Nel settore finanziario, Gruppo Banca Investis punta invece sulla personalizzazione. Isabella Matera, Head of Brand Management & Corporate Communication del marchio, sottolinea che «i nostri clienti cercano contenuti esclusivi» e che la sfida è costruire «un percorso che incroci i loro interessi su temi rilevanti», grazie anche a strumenti capaci di offrire contenuti altamente mirati.

Raccontare storie rilevanti può significare anche cambiare prospettiva, come dimostra Reale Group. «Arriviamo quando la gente non è felice», osserva Lucio Berta, Group Head of Brand Communication & Media Relations del Gruppo, spiegando la scelta di ribaltare il racconto: «Abbiamo deciso di parlare dei momenti felici, della salute e del benessere come prima forma di assicurazione». Un modo per costruire un rapporto più vicino e positivo con il cliente.

Per The Coca-Cola Company, invece, la chiave è l’equilibrio tra emozione e coerenza. «Dobbiamo creare contenuti rilevanti per i consumatori ma coerenti con il posizionamento del brand», afferma il Media Manager East Europe della sigla, Enrico Trombetta, sottolineando l’importanza di «trovare un gancio emozionale senza snaturare l’identità». L’obiettivo è generare valore concreto, che si traduca in esperienze reali.

Una visione globale ma attenta al contesto locale è quella di The Lego Group. «È fondamentale creare connessioni profonde con il consumatore», spiega la Trade Marketing and In-store Head del brand, Maria Paola Assi, evidenziando come le storie debbano essere «vicine al consumatore locale pur partendo da strategie globali». Eventi, collaborazioni e presenza omnicanale diventano strumenti chiave per entrare nella quotidianità delle persone.

Anche ho. Mobile richiama il valore dell’autenticità. «Stories that matter significa trovare contenuti che rispondano ai bisogni del pubblico», afferma Arianna Baldanzi, Manager of ho. Brand & Media di ho. Mobile, ribadendo che una narrazione efficace nasce «da ciò che il brand sa fare davvero».

Più sociale la prospettiva di Coordown, dove lo storytelling diventa leva di cambiamento culturale. «L’unico modo per cambiare l’immaginario è raccontare storie», afferma Martina Fuga, Presidente dell'associazione. E precisa: «Vogliamo evitare pietismo e supereroismo, raccontando la vita vera delle persone». Un approccio che mira a costruire una rappresentazione più autentica e inclusiva della disabilità.

Infine, MediaWorld sottolinea il ruolo concreto delle storie nel processo decisionale. «Non basta creare contenuti visibili: devono avere valore per il cliente», spiega Margherita Dongiovanni, Content Marketing Department Head di MediaWorld. L’obiettivo è «aiutare le persone a fare scelte consapevoli», attraverso una narrazione omnicanale capace di accompagnarle in ogni fase.

Dalle diverse voci emerge una visione condivisa: le “Stories That Matter” sono quelle che mettono al centro le persone, che sanno essere autentiche e utili, e che riescono a lasciare un impatto reale. In un ecosistema sempre più affollato, la differenza non la fa chi racconta di più, ma chi riesce a raccontare meglio – e soprattutto, con significato.

Davide Riva