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Speciale Cannes. Sable (Wunderman): 'Le aziende facciano CSR (solo se ci credono veramente)'

(Cannes). La Corporate Social Responsibility al centro dell'attenzione oggi al Festival di Cannes in occasione della conferenza 'More Than A Fashion Statement' voluta da Wunderman. Tanti i vantaggi dell'impegno nel sociale, uno l'avvertimento: non sia solo un pretesto per creare contenuti.

(Cannes-dal nostro inviato)La CSR al centro dell'attenzione oggi sul palco della Sala Debussy del Palais Des Festivals di Cannes in occasione della conferenza 'More Than A Fashion Statement: Ethics, Marketing and The Modern Brand' voluta da Wunderman.

Il dibattito, moderato da David Sable (Vice Chairman, Chief Operating Officer Wunderman - nella foto), ha coinvolto Jonah Bloom di Ad Age, Tasmin LeJeune di Ethical Fashion Forum UK, Blake Irving di Microsoft, Mitch Kanner di Two Degree Ventures LLC e Craig Kielburger di Free The Children.

Diversi, secondo quanto emerso oggi, i motivi per cui iniziative di Corporate Social responsibility rappresentano una grande opportunità di successo per i marchi. Il mondo della comunicazione attuale, come spiegato da Irving , si basa su strumenti come messenger e blog, grazie ai quali persone e comunità di persone si mettono in contatto in tempo reale, esprimendo e condividendo opinioni e punti di vista, anche di su tematiche di rilevanza sociale. Detto questo, è inevitabile che la comunicazione commerciale si adatti al nuovo ambiente, scendendo in campo sulle tematiche che interessano la comunità, e coinvolgendo i consumatori con campagne e iniziative a tema sociale.

I cambiamenti in atto nella società sono importanti, e i consumatori chiedono che il contributo delle aziende e dei marchi ai princiali problemi di attualità, come riscaldamento e cambiamenti climatici, sfruttamento e mortalità infantile, sia chiaro ed effettivo. Il 'consumautore' moderno vuole intrattenimento, ma anche informazione, è destinatario, ma anche produttore di contenuti. Il consumatore moderno, soprattutto, è critico, se non cinico, nei confronti di iniziative 'caritatevoli' da parte delle aziende.

Purtroppo, da parte delle aziende, sebbene alcuni passi avanti siano stati fatti, l'approccio a campagne di corporate social responsibility non è mai strategico, ma piuttosto ai margini del piano di comunicazione. "E' veramente importante – ha affermato Sable – che i creativi lavorino su progetti in cui credono veramente, e che le aziende si chiedano sinceramente se si trovano coinvolte in progetti sociali solo per avere un pretesto per la creazione di contenuti, o se hanno scelto qualcosa che effettivamente è in sintonia con il proprio brand".

Contattato da ADVexpress a margine della conferenza, Sable ha spiegato perchè la corporate sociale responsibility rappresenta oggi un tassello importante per un piano di comunicazione moderno, coinvolgente ed interattivo. "Affrontare concetti e tematiche sociali in comunicazione – ha affermato Sable – è una strategia molto efficace per creare una comunity e per instaurare un dialogo coinvolgente con il consumatore. Le aziende non pensino, in quanto si parla di 'sociale', che si tratti iniziative o 'fondo perduto' o senza un ritorno in termini commerciali. La realtà è un'altra. Non c'è nessun problema se grazie ad una campagna sociale il marchio realizza un 'profit', e spesso i 'ritorni dell'investimento' sono più immediati di quanto si possa pensare".

Matteo Vitali