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Speciale Cannes: Tutto succede sul punto vendita
Gli importanti cambiamenti che stanno avvenendo nella grande distribuzione
sono stati oggetto di una presentazione di Jim Lucas di
Draft FCB.
Se infatti fino ad oggi la relazione sul punto vendita erano basata su una
triangolazione tra marca, consumatore e distribuzione, la tendenza va sempre più
verso un rapporto di coppia tra consumatore e punto vendita.
Alcuni dati
supportano l'affermazione. Il più evidente dei quali è la prevalenza di
vendite tra marche e private labels nelle 10 maggiori catene distributive
mondiali.
Wall Mart, per esempio, che guida la classifica delle
vendite assolute, sugli oltre 300 miliardi di dollari, registra più di 130
miliardi di fatturato su sue private labels. La situazione è resa ancora più
caotica da quella che è stata definita claustrofobia dell'abbondanza.
Sul
mercato USA ci sono quasi 1 milione di referenze di tutte le categorie
merceologiche.
Questi prodotti nella grande distribuzione diventano meno di
100 mila.
Ma alla fine il consumatore rimane affezionato, su base annuale, a non più di
20/25 prodotti che stanno nella sua lista mentale di fedeltà.
Questi due
aspetti, crescita della marche private e sempre maggiore riduzione dei brand
presi in considerazione dai consumatori, porta alla necessità di nuove strategie
di approccio al punto vendita, che non siano influenzate solo dal prezzo. Se
infatti la variabile costo in assoluto non è più decisiva , visto che si
comincia a parlare di ROI dell'acquirente, quello che fa la differenza è
l'approccio della marca al singolo punto vendita (o alla singola catena).
L'esempio più significativo che viene proposto è il differente approccio di iPod della Apple, che nella catena Radio Shack, popolare e di primo prezzo, viene presentato in vending machines self service molto pratiche. Da Macey's lo stesso prodotto può essere acquistato in aree self di ottimo design. Nei flag stores Apple fa parte di un'esperienza di acquisto unica per bellezza e coinvolgimento del personale di vendita. Addirittura nei PopXpress l'esperienza è ancora superiore per livello di design dei corner dedicati. Il tutto, ovviamente, per un proddotto che viene commercializzato allo stesso prezzo ovunque.
Analoghe esperienze di questa differenziazione di approccio senza perdere la
filosofia di marca sono state espresse da Levi's nel mondo come da altre grandi
brand. Interessanti infine i sette Brand Filter che si possono applicare per
differenziare sul punto vendita in valori di marca: differenziazione fisica,
novità, design alla portata di tutti, soluzioni innovative, responsabilità,
qualità, basso prezzo.
Dove il primo prezzo diventa il gradino più basso e
meno remunerativo da praticare, in termini di Brand Value. Non se lo
dimentichino i brand managers, che tutti i giorni devono lottare per trasformare
l'esperienza di acquisto del consumatore in un momento di emozionante rapporto
con il proprio prodotto.
Più che una vendita, insomma, un evento.
Pasquale Diaferia

