Advertising

Super Bowl 2015: tra gli advertiser meno auto e più 'debuttanti'

Come riporta oggi, 26 gennaio, Ad Age, sono almeno quattro le tendenze che saltano all'occhio osservando gli spot pianificati al Super Bowl di quest'anno, in programma l'1 febbraio: minor numero di spot di case automobilistiche (tra i rinunciatari Honda, Volkswagen e General Motors), presenza di numerosi 'debuttanti' tra gli investitori (tra questi Loctite e Carnival), presenza di numerosi spot legati alla figura del 'papà', mercato pubblicitario più debole.
Manca ormai poco al Super Bowl, in programma l'1 febbraio, dunque si possono già identificare i principali trend che caratterizzano gli spot pianificati quest'anno durante l'evento.

Come riporta oggi, 26 gennaio, Ad Age, sono almeno quattro le tendenze che saltano all'occhio.

1- Minor numero di spot delle case automobilistiche

Quest'anno gli spot legati a brand dell'automotive saranno meno rispetto agli anni scorsi. Tra coloro  che quest'anno hanno rinunciato a pianificare al Super Bowl ci sono grandi player come Honda, Volkswagen e General Motors, che tuttavia sarà comunque presente poiché premierà con una Chevolet Colorado il 'Most Valuable Player' (leggi news). Nel 2014, stando ai dati di Kantar Media, 11 marchi di automotive hanno speso ben 113 milioni di dollari per aggiudicarsi spazi duranti la diretta, ma quest'anno saranno soltanto sei i nomi sul piatto: Mercedes, Toyota, Nissan, BMW, Kia e Lexus.

In parte ciò è dovuto al fatto che si sono ridotti i lanci di nuovi modelli e le case automobilistiche che non hanno nuove vetture da presentare hanno deciso di disertare l'evento.

2 - Presenza di numerosi 'debuttanti' tra gli investitori

L'edizione 2015 del Super Bowl sarà caratterrizata da almeno 15 marchi che quest'anno pianificano per  la prima volta durante l'evento. Tra questi figurano ad esempio Mophie, azienda produttrice di accessori per smartphone, Carnival, compagnia di crociere, il colosso della colla Loctite, la piattaforma wix.com. Si tratta per lo più di brand che
comunicano generalmente poco ma che hanno deciso di investire nell'evento contando sull'enorme reach potenziale per potenziare la brand awareness. D'altra parte, sono noti a tutti gli ottimi risultati che brand come SodaStream, Wonderful Pistachios e Oreo hanno ottenuto proprio grazie al loro debutto al Super Bowl.

3 - Presenza di numerosi spot legati alla figura del 'papà'

Il Super Bowl 2015 si preannuncia essere un 'Daddy Bowl'. Nissan, Dove e Toyota hanno infatti ingaggiato papà più o meno celebri per le loro campagn, con la volontà di cavalcare l'onda della sempre maggiore attenzione che suscita il tema del ruolo del padre all'interno della famiglia.

In particolare, Nissan ha dato vita a brevi video online che celebrano il modo in cui i papà rendono la vita migliore ai loro famigliari; Unilever per Dove Men+Care ha lanciato un film di 60 secondi che mostra scene di vita tra padri e figli, e Toyota ha presentato uno spot della campagna 'One Bold Choice Leads to Another' che mostra calciatori famosi del presente e del passato e i loro figli che riflettono sul rapporto padre-figlio (guarda il video).

4 - Mercato pubblicitario più debole

Come sempre gli spazi pubblicitari del Super Bowl su NBC saranno sold out, tuttavia qualche segnale della crisi che interessa il mercato dell'advertising televisivo non è mancato. All'inizio del mese NBC aveva comunicato di aver venduto il 95% degli spazi: una dimostrazione di come le aziende tendano sempre più a posticipare gli investimenti in comunicazione. Inoltre, nonostante l'enorme audience del Super Bowl, la tv si trova sempre più a competere con altre piattaforme, che consentono una targettizzazione più mirata.
SP