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Ubs: Bolloré potrebbe vendere quota in Aegis, voci di takeover

La banca d'investimenti Ubs ha assegnato alla holding il rating 'buy', sostenendo che "prima del previsto Vincent Bolloré potrebbe essere tentato di vendere la propria quota del 29%". Aegis potrebbe così diventare obiettivo di un takeover. Tra i possibili "pretendenti", Wpp, Publicis, Omnicom.

Si fanno insistenti i rumors, riportati dalla stampa specializzata britannica, secondo cui Aegis Group, la holding cui fa capo fra gli altri il network media Carat, potrebbe diventare presto oggetto di un takeover. La banca d'investimenti Ubs ha infatti assegnato alla società il rating 'buy', sostenendo che "prima del previsto Vincent Bolloré (il maggiore azionista del gruppo, ndr) potrebbe essere tentato di vendere la propria quota del 29%".

Sempre secondo Ubs, le azioni Aegis potrebbero arrivare a valere 235 pence. Dopo la pubblicazione del report della banca, il loro valore è salito del 4%, a 142 pence. L'incremento potrebbe essere stato favorito anche dalla vittoria del budget Johnson & Johnson. Ad essere interessate a un takeover potrebbero essere Wpp Group, Publicis Group e Omnicom. "Pensiamo che il management potrebbe essere tentato dalle recenti transazioni digitali a premere per un prezzo di vendita più alto, specialmente perché consapevole dell'importanza strategica di Aegis sia per Wpp che per Publicis" sostiene ancora Ubs. Fa capo ad Aegis anche il netowrk Isobar, specializzato nella comunicazione digitale.

Già nell'autunno 2005 Publicis e Wpp, quest'ultima con il supporto del gruppo di venture capital Hellman & Friedman, avevano dichiarato il loro aperto interesse per la holding guidata dal ceo Robert Lerwill. Publicis, dopo avere avanzato un'offerta di 1,56 miliardi di euro, si era ritirata nel mese di ottobre, mentre a novembre era stata la volta di Wpp, che aveva rinunciato ad avanzare un'offerta.

Il report Ubs giunge a due mesi dall'ultimo general meeting di Aegis in cui per la quarta volta è stato respinto il tentativo di Bolloré di ottenere due seggi nel board, a motivo del conflitto di interessi che il finanziere rappresenta: Bolloré, come noto, è infatti anche chairman del gruppo rivale Havas.