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Accordo Microsoft-ST Microelectronics per traghettare le aziende nell''Internet of Things'. Purassanta: 'L'Italia ha le carte per essere paladina della svolta'

Nel 2020 saranno 50 milioni gli oggetti collegati alla rete, ovvero 6 a persona. Sono i numeri di 'Internet of Things', che fanno comprendere quante opportunità si celino dietro a questo fenomeno. Opportunità che anche le PMI possono cogliere, grazie ad esempio all'abbattimento delle barriere all'ingresso per portare l'elettronica all'interno degli oggetti. Va proprio nella direzione di aiutare le aziende la partership presentata oggi, 9 aprile, tra Microsoft e ST Microelectronics. Ecco perché.
Già oggi la maggior parte di noi possiede almeno uno smartphone connesso in rete. Ebbene, nel 2020 saranno ben 50 milioni gli oggetti connessi a Internet, 6 per ogni individuo, ciascuno in grado di inviare e ricevere informazioni in modo autonomo. E' ciò che viene definito 'Internet of Things', un fenomeno di cui non è difficile indovinare le opportunità, considerando che questi oggetti sempre in rete possono portare innovazione in qualunque industria.

Nasce da questi presupposti l'accordo firmato oggi, 9 aprile, da Microsoft Italia, attiva nel software, nei servizi e nelle tecnologie Internet per la gestione delle informazioni di persone e aziende, ed STMicroelectronics, consociata italiana dell'azienda globale attiva nel segmento dei semiconduttori con clienti in tutti i settori applicativi dell’elettronica.
 
Obiettivo della partnership è promuovere la diffusione dell’Internet of Things in Italia. Capitalizzando il proprio know-how di leader tecnologici, le due aziende intendono supportare la produzione e la gestione di grandi volumi di dati e le esigenze di elaborazione di informazioni, aiutando gli ingegneri e le aziende italiane a creare prototipi e casi applicativi che connettano device basati sull’STM32 Open Development Environment (ambiente di sviluppo aperto) alle soluzioni cloud di Microsoft.

Obiettivo del progetto, che prende avvio a livello locale, è quello di concretizzare un ecosistema di sviluppo 'sensor-to-cloud' flessibile e scalabile, che consenta alle aziende di creare e prototipizzare applicazioni IoT sicure e scalabili da integrare in molteplici settori verticali, dai wearable alle smart city, dallo smart metering alla smart home, fino agli ambienti industriali intelligenti.

D'altra parte, come ha spiegato Fabio Santini, direttore divisione developer experience, ci sono vari fattori che rendono quello attuale il momento giusto per puntare sull'Internet of Things: la connettività più elevata (nonostante il Paese si trovi ancora nelle parti basse della classifica la connettività sta aumentando, ndr.), lo sviluppo più semplice, la ricerca da parte delle imprese di nuovi scenari per il business, il cloud.

"L'Internet della cose può rappresentare per l'Italia la svolta che l'informatica non è riuscita a realizzare - ha commentato Carlo Purassanta (nella foto a sx), Ad Microsoft Italia - . Nei prossimi dieci o vent'anni la tecnologia cambierà molto più la nostra vita di quanto non abbia fatto finora. Se da un lato è vero che l'Italia sul fronte dell'utilizzo dell'informatica è più indietro rispetto ad altri Paesi, come ad esempio Francia e Germania, dall'altro bisogna considerare che gli italiani sono molto tech-addicted dal punto di vista personale. Da una recente indagine è emerso ad esempio che il 64% sarebbe disposto a farsi installare un chip all'interno del corpo se ciò servisse a migliorargli in qualche modo la vita: questo indica quanto l'Internet of Things possa rappresentare un'ottima opportunità di business per chi sarà in grado di coglierla".

"Mi sento di dire che l'Italia è pronta a cavalcare il cambiamento - ha continuato Purassanta - . Per questo vogliamo contribuire a far eccellere le aziende italiane nel mondo".

ST e Microsoft intendono mettere a disposizione delle aziende italiane le proprie soluzioni e la propria expertise tecnologica. Dal punto di vista dell’hardware, ST offre l’ampia gamma di microcontrollori STM32 basati su ARM che coprono molteplici esigenze applicative, una gamma completa di sensori, attuatori, connettività low-power, componenti analogiche di gestione dell’energia e l’ambiente di sviluppo hardware e software flessibile e aperto STM32 ODE (Open Development Environment) per una rapida prototipizzazione e validazione.

Dal punto di vista software, Microsoft è attiva nel mercato del Cloud Computing e delle soluzioni di data analytics, e le sue piattaforme cloud forniscono strumenti per raccogliere, archiviare, elaborare e analizzare il crescente volume e la varietà di dati generati dagli oggetti connessi. Grazie a Microsoft Azure è infatti possibile garantire scalabilità, geo-
referenziazione, disponibilità continuativa del servizio, elevati Service Level Agreements, disaster recovery, gestione dei device e monitoraggio.

In particolare la nuova Microsoft Azure IoT Suite è una soluzione integrata che consente a clienti e partner di connettere device, catturare dati eterogenei e voluminosi, orchestrare il flusso di dati e gestirli e analizzarli trasformandoli in informazioni strategiche che permettano alle persone di prendere decisioni più ragionate. Microsoft mette inoltre a disposizione un ecosistema di risorse, come il proprio Microsoft Technology Center, volte a promuovere l’adozione del Cloud Computing tra i professionisti, gli sviluppatori, i business partner, le start-up e le aziende.

La partnership tra Microsoft ed ST si svilupperà anche attraverso la collaborazione con il Centro di Competenza IoT creato da Microsoft in partnership con l’Istituto Superiore Mario Boella di Torino con l’obiettivo di diffondere l’adozione e la consapevolezza delle opportunità offerte dal Cloud Computing per dar vita a progetti di IoT.

"Oltre ai nostri successi continui in collaborazione con grandi aziende, a livello globale, vediamo sempre più nuove applicazioni create a livello locale da imprese di tutte le dimensioni per soddisfare le esigenze dei clienti, in contesti o aree geografiche molto specifiche - ha dichiarato Alessandro Cremonesi, Group Vice President e
Direttore Generale, ST Central Labs di STMicroelectronics -. In linea con questa tendenza, anche in Italia l'adozione e lo sviluppo di Internet of Things sta cominciando ad esplodere, perché offre ad aziende italiane sia nuove sia consolidate un’opportunità irripetibile di innovazione"

"Da parte nostra - ha continuato Cremonesi - stiamo contribuendo a questa crescita entusiasmante, rendendo i nostri prodotti e tecnologie più accessibili a sviluppatori professionisti e a tutti coloro interessati ad utilizzare o aiutare a costruire l'Internet of Things offrendo loro accesso al nostro network di partnership. Stiamo lavorando per abbattere le barriere all'ingresso e per far sì che anche le piccole e media imprese possano portare e sfruttare l'elettronica all'interno degli oggetti. La collaborazione con Microsoft si inquadra in questo scenario. Il cloud darà un contributo fondamatale all'Internet delle cose, facilitandone la diffusione e siamop convinti che la creatività italiana, riconosciuta in tutto il mondo per la bellezza delle cose che sa costruire, troverà grandi possibilità di espressione nell'utilizzo dei nostri componenti elettronici per creare nuovi prodotti IoT ricercati dai consumatori di oggi e di domani".

Grazie all’integrazione della sensoristica ST e del cloud computing di Microsoft, alcune aziende del Made-in-Italy hanno già sviluppato interessanti progetti di IoT ottenendo significativi benefici di business. Un esempio di rilievo è quello di Minerva Omega Group.

Minerva Omega Group è una realtà consolidata nel settore alimentare, riconosciuta anche a livello internazionale, che produce macchine e sistemi Made-in-Italy per la lavorazione e conservazione di prodotti alimentari (affettatrici, tritacarne, pelapatate, mescolatori, insaccatrici, confezionatrici sottovuoto, ecc.).

A partire dall’esigenza di riuscire a offrire un servizio a valore per differenziare le proprie macchine in un mercato altamente competitivo e in occasione della ricorrenza del 70° anno di attività, Minerva Omega Group ha deciso di puntare sull’Internet of Things adottando la piattaforma IoT del Partner Solair con la sua esclusiva tecnologia drag&drop per lo sviluppo di applicazioni IoT enterprise. È nato così NemoSY, un sistema di monitoraggio che, grazie all’infrastruttura cloud Microsoft Azure e alla componentistica STMicroelectronics, permette di acquisire dati telemetrici in tempo reale, di consolidarli direttamente sul Cloud e di elaborare informazioni da integrare nel processo di business.

Serena Piazzi