Digital

Clickpoint, un codice etico a difesa dell'email marketing

Il proliferare delle attività di emailing da parte di operatori 'vecchi e nuovi', spesso con prassi non del tutto 'ortodosse' come la condivisione di anagrafiche, sta compromettendo l'efficacia del mezzo email per fini pubblicitari. Di segutio, le considerazioni di Clickpoint, che propone la diffusione di un codice etico.

Pubblichiamo le considerazioni di Clickpoint relative al fenomeno della diffusione dello strumento dell'email marketing. La società indipendente associata a IAB Italia e specializzata nell'offerta di soluzioni di marketing online multipiattaforma propone un codice etico per evitare pratiche di condivisione e diffusione non autorizzate di anagrafiche, che porterebbero immancabilmente al fenomeno dello spamming. Troppi messaggi, infatti, vengono percepiti dagli utenti come fastidiosi. Clickpoint intende difendere la professionalità degli operatori specializzati, in nome del 'permission marketing', ovvero del marketing basato sul consenso dell'utente.


L’email marketing è da un paio d’anni uno strumento molto apprezzato dagli advertiser per la possibilità di segmentare gli utenti e per i risultati che garantisce in termini di contatti reali, con tassi di conversione click-to-lead molto superiori rispetto ad altri media online.

Tutto questo è dovuto, o almeno lo era, al rapporto one to one che si crea attraverso la posta elettronica, comunicando su un unico prodotto, cosa che come tutti sappiamo non può avvenire durante una navigazione web affollata da annunci di ogni tipo.
Proprio in seguito all’interesse del mercato, però, ultimamente abbiamo assistito al proliferare di nuovi player che offrono servizi emailing di minore qualità rispetto allo standard richiesto dal mercato, su liste proprietarie e non. Questo potrebbe compromettere il mercato dell’email marketing? Probabilmente sì. Clickpoint, come altri operatori professionali, parla di 'permission marketing', ovvero l'instaurazione di una relazione tra l’azienda e consumatore basata sul consenso da parte di quest’ultimo. Un approccio molto diverso rispetto allo spamming percepito dagli utenti a causa di agenzie e campagne non sensibili a questo tema.

Con il proliferare delle attività di mailing, gli utenti percepiscono sempre più spesso come 'spazzatura' la ricezione di email pubblicitarie. L’utilità di una comunicazione moderata e in target non è più apprezzata come avveniva un tempo. Uno dei principali fattori di degenerazione è il fatto, ad esempio, che sempre più spesso le anagrafiche vengono condivise e rivendute fra più operatori per esigenze di business. Per questo l’utente che si iscrive a un concorso a premi, corre il rischio di ricevere non uno o due messaggi promozionali al giorno, ma 15 messaggi non pertinenti e dunque non desiderati, con un'inevitabile caduta di interesse a discapito delle comunicazioni di qualità. Se poi si considera che il più delle volte il messaggio non si basa su un aumento dell’interesse, ma sull’esigenza di inviare sempre più email, la situazione diventa insostenibile e pregiudica l’efficacia del mezzo email a fini pubblicitari.

Quale potrebbe essere una soluzione per impedire o per tutelarsi da queste dinamiche?
“La condivisione di un codice etico che faccia riferimento a una precisa deontologia professionale - sostiene Roberto Siano (nella foto), managing director Clickpoint - a cui chi opera nel settore dell'email marketing deve aderire per vedere riconosciuta la propria professionalità. Bisogna prendere coscienza del fatto che la relazione con il pubblico è un tema estremamente delicato, che implica responsabilità e doveri nei confronti della controparte, ma anche e soprattutto nei confronti dei competitor, in modo da impedire una guerra tutti contro tutti che non può che portare a un danno per l'intero sistema. Mi auguro che queste considerazioni possano sensibilizzare tutti quanti sulla problematica sollevata, e che porti a iniziative concrete e sostenute da gran parte del mercato. Solo così, possiamo tutti puntare a ritmi di crescita e sviluppo sempre più forti, sostenibili e duraturi”.

C.P.