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Con Banzai e Luca Sofri al via 'Il Post'
Online dal 20 aprile su www.ilpost.it il giornale-blog di Luca Sofri, realizzato in partnership con Banzai, ispirato all'Huffington Post e a Slate, è attento a quanto avviene in Italia e con un approccio giornalistico al racconto delle cose, alla creazione di opinioni, idee, commenti, analisi. Il Post ha un modello di business basato sulla pubblicità ed è accessibile gratuitamente.
Prende il via martedì 20 aprile il Post, nuovo giornale online di Luca Sofri realizzato in partnership con Banzai. La struttura è quella del blog che aggrega contenuti originali e notizie prese dalla Rete, sul modello di autorevoli siti americani di grande successo come l'Huffington Post, il Daily Beast o Slate: attenti a quanto avviene in Italia e con un approccio giornalistico al racconto delle cose, alla creazione di opinioni, idee, commenti, visioni laterali e analisi. In redazione, a Milano davanti al Parco Sempione, sono al lavoro cinque persone ingaggiate grazie a un annuncio su Wittgenstein, il blog di Luca Sofri che conta nove anni e diecimila visitatori unici al giorno. All'annuncio hanno risposto in 350, prevalentemente tra i 20 e i 26 anni come i redattori del Post.
Tra gli autori che pubblicheranno sul Post racconti, opinioni e semplici 'post' figurano i nomi di Paolo Virzì, Andrea Romano, Debora Serracchiani, Flavia Perina.
Finanziato da una società di imprenditori che condividono un progetto di innovazione dell'informazione, il Post ha un modello di business basato sulla pubblicità ed è quindi accessibile gratuitamente a tutti: il pareggio è previsto dopo tre anni. Tra i soci c'è Banzai, uno dei maggiori gruppi online, che cura tutta la parte non editoriale, dal progetto grafico alla tecnologia alla concessionaria della pubblicità.
Il Post Sarà online martedì mattina su www.ilpost.it
"Non ha un nome, una cosa così: giornale online, si dice ancora, ma è un nome - scrive Luca Sofri nell'editoriale che darà il via alle pubblicazioni - che allude a un contenitore di notizie che è stato molto ribaltato in questi anni e nasconde le dimensioni di questo cambiamento. Ci sono dei giornali online, sì: sono fatti come dei giornali, a volte bene e a volte no, e sono online. Quello che sarà il Post, invece, ha modelli solo americani: ma anche lì non sanno ancora come chiamarli. Strano, no? Si inventano parole per tutto. Invece li chiamano siti di news, o ancora blog, o superblog. Il Post è uno di questi: per metà aggregatore (altro termine equivoco), per metà editore di blog. Ha una redazione che pubblica notizie, storie, informazioni raccogliendole in rete e fuori dalla rete, e linkando e segnalando le fonti. E una famiglia di blog affidati ad autori di diverse qualità e competenze ma con cui il Post condivide un’ambizione di innovare la qualità delle cose italiane, nel suo piccolo".

