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Costa (Fieg): "E' ora che Google paghi i diritti". Replica il colosso del web: "già dati 9 miliardi di dollari agli editori nel 2013'
È ora che questo gigante come qualsiasi aggregatore di notizie di Internet, riconosca il diritto d’autore per gli articoli, le foto, i video linkabili da Google News” ha dichiarato in un'intervista su Repubblica il presidente della Fieg riferendosi al mercato italiano, dopo l'approvazione, in Spagna, della tassa sui motori di ricerca. Immediata la replica del colosso della rete: "Gli editori, inoltre, possono scegliere se essere presenti in Google News oppure no. La verità è che Google invia ogni mese 10 miliardi di clic agli editori di tutto il mondo e che riceviamo di gran lunga più richieste di essere inclusi in Google News che non di essere esclusi".
Una settimana fa in Spagna è stata varata la 'Google Tax', che introduce una tassa sui motori di ricerca. Sull'onda di questa iniziativa, in un'intervista pubblicata i giorni scorsi su Repubblica, Maurizio Costa (nella foto), presidente della Fieg, ha sottolineato, pensando all'Italia, che Google “è un motore del privilegio” e come tale deve pagare i diritti d’autore agli editori."Chiediamo solo che paghi il giusto chi utilizza contenuti editoriali di proprietà di altri - ha dichiarato Costa -. È ora che questo gigante, come qualsiasi aggregatore di notizie di Internet, riconosca il diritto d’autore per gli articoli, le foto, i video linkabili da Google News".
«E’ vero che la pagina di Google News non ha banner pubblicitari - ha sottolineato Costa - ma Google raccoglie in Italia, nelle stime di alcuni centri studi, oltre un miliardo di pubblicità all’anno. Che è quanto fattura l’intero settore della carta stampata, quotidiana e periodica».
Costa, inoltre, ha affermato che "Google dovrebbe pagare le tasse per la quota di profitti che realizza in Italia, come fa ogni imprenditore. Invece ha stabilito la sua sede legale in Irlanda e si permette un’elusione fiscale molto ingente». Invece queste risorse potrebbero essere utilizzare nel nostro Paese per migliorare le infrastrutture tecnologiche. " Penso al wi-fi, che non è ancora diffuso come vorremmo. E alla banda larga, che pure stenta".
A queste dichiarazioni Google (nella foto 2 i fondatori Sergey Brin e Larry Page) ha risposto con una nota, nella quale un portavoce afferma: “desideriamo ricordare che Google collabora con gli editori per aiutarli a incrementare i ricavi delle loro testate online e ad avere un rapporto più diretto con i loro lettori”. ”Gli editori, inoltre, possono scegliere se essere presenti in Google News oppure no. La verità è che Google invia ogni mese 10 miliardi di clic agli editori di tutto il mondo e che riceviamo di gran lunga più richieste di essere inclusi in Google News che non di essere esclusi. Inoltre, attraverso il programma AdSense, nel 2013 abbiamo ridistribuito 9 miliardi di dollari agli editori di tutto il mondo, una cifra in crescita di 2 miliardi rispetto al 2012”.
