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Derrick de Kerckhove: interazione mente-schermo e User Generated Adv le nuove frontiere del digitale

All'incontro #CrowdmSocialBrunch “Taste the Gurus” organizzato a Milano dalla digital company CrowdM,  Derrick de Kerckhove (nella foto), Paul Greenberg e José Luiz Moutinho, tre massimi esperti della rete e dei social, hanno tracciato le nuove frontiere del digitale, con la crescente importanza dei big data e della capacità delle aziende di tradurli in insight per essere efficaci. Senza dimenticare il dovere di dare agli utenti il potere di creare contenuti, anche pubblicitari.
L'attuale scenario digitale vede un rafforzamento di tre grandi tendenze: internet delle cose, Big Data e Cloud Computing. Ma il futuro è rappresentato dalla connessione diretta tra mente e device. Cominciando dai Google glasses. Insomma, il pensiero che viene trasmesso direttamente su uno schermo. Questo è il principale elemento che determinerà un grande cambiamento nel business e nel mercato, mettendo il consumatore  al centro, dandogli grandi potenzialità. Un processo già in atto con lo user generated content, che gradualmente porterà verso una sorta di User generated advertising. Ovvero, non basta raccontare messaggi e cercare di sedurre il consumatore, ma invitare le persone ad una co-creazione, di messaggi e di prodotti, canalizzando l'immensa energia veicolata dalle persone.

Lo ha dichiarato oggi Derrick de Kerckhove, allievo di Marshall McLuhan, uno dei più celebri studiosi della Rete e dei suoi sviluppi futuri, durante il suo intervento dal titolo “La condizione digitale e il suo impatto sul mercato”  all'incontro #CrowdmSocialBrunch “Taste the Gurus” organizzato a Milano dalla digital company CrowdM. 

Parlando delle nuove frontiere del digitale, lo studioso ha ribadito come la vera rivoluzione consiste nella possibilità di vedere il pensiero materializzarsi su uno schermo digitale (principio alla base dei Google glass). Crescente importanza rivestiranno i Big Data, motori di ricerca di nuova generazione in grado di mettere in connessione informazioni pertinenti quando richiesti garantendo notevole efficacia per i messaggi pubblicitari.


Nel suo discorso, De Kerckhove ha osservato come gli esperti di business parlano spesso di tre concetti alla base di ogni economia: le persone, latecnologia e i mercati. La digitalizzazione ha provveduto a ridefinire tutti e tre, ha ridistribuito le persone e diversificato i mercati. L’economia di oggi è caratterizzata da ciò che potrebbe essere definita la “condizione digitale” secondo lo studioso.  La condizione digitale è sempre presente e rende tutto e tutti vicini. L’accesso istantaneo a persone, cose e servizi genera e sostiene una “cultura partecipativa” che ispira nelle persone il desiderio di essere coinvolte, un bisogno ampiamente supportato dai social media. La connettività è virale e la reputazione diventa la qualità più importante.

Una possibilità concreta per la ripresa dell’economia si basa su quello che oggi è conosciuto come “mercato smart”. E’ costituito da persone interconnesse che si trovano online per valutare prodotti e servizi, crearne o proporne di nuovi, incrociare e mescolare idee e sviluppare applicazioni. Il mercato smart supera qualsiasi barriera gerarchica e spesso conosce i segreti delle aziende. I mercati smart si chiedono perché le persone dovrebbero rimanere “prigioniere” dei grandi azionisti, quando loro stessi potrebbero diventare azionisti dei propri progetti. Il Crowd-funding, sebbene ancora agli albori, potrebbe infatti segnare un ciclo completamente nuovo dell’economia, oltre ad essere una fonte cui attingere, in termini di creatività e risorse.

Le persone sono propense a condividere emozioni, siano esse buone oppure cattive, e sono costantemente invitate a farlo attraverso Facebook, Twitter, i blog ecc. Così, proprio come la definizione di un contenuto tende a dipendere sempre più dagli UGC - User Generated Content- la promozione nei mercati smart consiste in una sorta di “user-generated-advertising”.

Ci sono tre regole d’oro per promuovere qualcosa in un mercato smart: essere presenti online, coinvolgere e creare comunità di interesse.
 
La promozione deve evolvere in conversazione. Nella cultura partecipativa, la gente non vuole più sentirsi dire “mangia questo”, “guarda questo” “vota per quello” ecc. Ora che le persone sono libere di esprimere i propri sentimenti, vogliono avere voce in capitolo. Occorre studiare strategie e modi per coinvolgere l’audience, per invitarla alla conversazione. 
 
Per promuovere un prodotto o un servizio nell’era digitale conviene creare comunità di interesse. Il modo migliore per far sì che le persone parlino di te e del tuo prodotto o servizio è metterle insieme perché parlino tra di loro, creando così una comunità di interesse. Ma bisogna essere consapevoli del fatto che, se si commette un errore, questo può tornare indietro con un “effetto boomerang”. La reputazione diventa il valore centrale ed è necessario tenere sempre ben presente che si è costantemente esposti al giudizio delle persone.


Derrick de Kerckhove è stato il direttore del Programma McLuhan in Cultura eTecnologia, autore di “La pelle della Cultura e dell’Intelligenza Connessa” (“The Skin of Culture and Connected Intelligence”) e Professore Universitario nel Dipartimento di lingua francese all’Università di Toronto.
Attualmente è docente presso la Facoltà di Sociologia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, dove è titolare degli insegnamenti di “Metodi e analisi delle fonti in rete”, “Sociologia della cultura digitale” e di “Sociologia dell’arte digitale”. È Direttore scientifico della rivista di cultura digitale Media Duemila.


  
Paul Greenberg, considerato il padre del Social CRM e autore di “CRM at the Speed of Light” è invece intervenuto su 'Customer engagement, Digital Transformation and the Contemporary Buyer: 2014' fornendo alle aziende utili consigli su come sfruttare appieno le informazioni offerte dai social media sui consumatori e i  loro comportamenti di acquisto. Ma è fondamentale che le aziende si dotino di strumenti e di consulenti per poter intercettare le conversazioni online degli utenti, capirle, trarne insight, per poi fornire loro messaggi e prodotti personalizzati.

Quando parliamo di “digital customer”, ha osservato Greenberg, non ci riferiamo più soltanto a una ristrettanicchia di consumatori minimamente esperti di tecnologia. Con 6 miliardi di smart device nel mondo, comunicare a milioni di persone contemporaneamente, ovunque ci si trovi e quando si vuole, è ormai cosa normale.L’opinione di un consumatore online può impattare un business molto di più di quanto un singolo consumatore potesse fare soltanto pochi anni fa. Ma bisogna conoscere  i consumatori con cui oggi si ha a che fare per poi poterli coinvolgere in maniera proficua



Paul Greenberg è l’autore del bestseller “CRM at the Speed of Light - Essential customer strategies for the 21st Century”, giunto ormai alla sua quarta edizione, tradotto in 9 lingue -ancora non in italiano - e definito da molti come “la bibbia del CRM”, usato come libro di testo in 70 università. L’edizione Asia di CIO Magazine lo ha selezionato tra i 12 più importanti libri che un CEO asiatico deve assolutamente leggere.
È Presidente di The 56 Group, società di consulenza che offre servizi strategici all’avanguardia per il CRM e il Social CRM. È stato soprannominato il “Walt Whitman del CRM” e perfino il “Bob Dylan del CRM” da analisti e industriali. Ma è stato chiamato anche “la voce dei consumatori” per la sua attenzione al coinvolgimento delle community al servizio delle aziende e a vantaggio dei consumatori. Nel 2010 è entrato nella Hall of Fame di CRM Magazine’s.Vive a Manassas, in Virginia, con sua moglie e cinque gatti. Il suo blog è the56group.typepad.com


José Luiz Moutinho
L'esperto di Smart Cities e consulente digital di società multinazionali ha sottolineato il fatto che i social media costituiscono un “ritorno al futuro”: i mass media vengono pian piano rimpiazzati da passaparola, forme di auto-espressione e rumore, molto rumore di fondo. 
Prestare attenzione è diventato più difficile e ancora più difficile è cercare di evitare di essere sopraffatti da informazioni irrilevanti. Il divertimento di rimanere connessi sempre, comunque e dovunque con i nostri amici e amici di amici a volte ci fa trascurare fenomeni come la mancanza di privacy, la dipendenza dai social network e la vulnerabilità al pensiero di massa. Comprendere le dinamiche alla base dei network, quando connettono la vita reale con le comunità virtuali, aiuterà ad esplorare e comprendere meglio questo nuovo mondo.

José Luiz Moutinho è Biologo, Architetto, Master of Science in Engineering and Management of Technology al Center for Innovation, Technology and Policy Research (IN+) dell’Università di Lisbona e PhD Student in Urban Policy and Systems alla IN+.
La sua ricerca al momento è orientata alla complessità, alla self-organization e alle scienze cognitive, con l’obiettivo di sviluppare politiche urbane sostenibili e inclusive.Attualmente lavora anche come consulente in Brasile, Angola, Mozambico e in Europa.