Digital
Forum Digitale/1. Parola d’ordine? Social mobile
I lavori del Forum della Comunicazione Digitale, svoltosi quest’oggi a Milano in piazza degli Affari, non potevano che partire dal social mobile, nuovo paradigma della comunicazione online.
Svoltosi quest’oggi a Milano presso il Palazzo Mezzanotte di piazza degli Affari, il Forum della Comunicazione Digitale si è confermato come un importante momento di dialogo e confronto per promuovere concretamente la comunicazione digitale come risorsa strategica per lo sviluppo del nostro paese. È stata una giornata ricca di interventi e spunti di riflessione, che ha permesso a innovatori, esperti, top manager di imprese e pubblica amministrazione, giornalisti, creativi e addetti ai lavori di incontrarsi dal vivo per fare il punto sulle linee di sviluppo da seguire nel prossimo futuro.
I lavori del forum non potevano che aprirsi con un focus sul social mobile, diventato una sorta di nuovo paradigma della comunicazione digitale. Lo scenario di fondo nel quale ci muoviamo è stato descritto con efficacia da Carolina Gerenzani, technology sector head TNS Italia, la quale, citando i risultati di una recente ricerca, ha sottolineato come i social network siano sempre pià utilizzati dagli internauti, soprattutto nel nostro paese. Se, infatti, nel mondo i social network sono adoperati dal 46% dei navigatori, tale percentuale sale al 52% entro i confini della nostra penisola. Inoltre, la quota di coloro che accedono a internet in mobilità è in continuo aumento, e attualmente raggiunge il 15% degli internauti.
Gli utenti, da parte loro, vivono questi cambiamenti in modo attivo, auspicando che i loro dispositivi mobili si dotino di interfacce sempre più user friendly e contenuti ancora più multimediali. Soprattutto, i navigatori mobili guardano di buon occhio l’espansione delle applicazioni, desiderando una elevata commercializzazione delle app scaricabili.

Sempre rimanendo sul versante dell’audience, la Gerenzani sottolinea che i social network sono entrati nelle abitudini d’uso degli internauti italiani, al punto che, mediamente, essi spendono 5,2 ore alla settimana navigando su tali siti. Dato sicuramente elevato, che addirittura supera il tempo speso sulle email, che si ferma a 5 ore settimanali.
Dall’analisi della Gerenzani emerge un altro dato molto importante: ben il 34% degli internauti che usano i social network parlano delle marche, in positivo o in negativo. Le ragioni che spingono gli utenti a seguire o diventare ‘fan’ di una certa marca tramite i social network sono soprattutto riconducibili alla questione ‘promozioni e benefici’, che essi possono ottenere. È dunque questa, conclude Gerenzani, la leva fondamentale che le marche devono sfruttare per formare e incrementare la propria online brand community.
Sul tema è intervenuto anche Giuliano Noci, associate dean MIP Politecnico di Milano. Il suo intervento potrebbe essere riassunto in questa frase: “Humans are the killer app”, nel senso che la linea di sviluppo della comunicazione digitale, compreso il social mobile, ruota attorno all’essere umano e alla sua percezione delle relazioni e dei bisogni da soddisfare attraverso le mobile application.
Soprattutto, precisa Noci, occorre considerare che i codici che regolavano la comunicazione fino a poco tempo fa sono stati completamente smantellati: siamo immersi in un nuovo paradigma. Se prima l’azienda era l’‘influenzatrice’ e il consumatore l’‘influenzato’, oggi questo rapporto si è fatto più complesso e multidimensionale, perché il consumatore si è trasformato in ‘consum-attore’, divenendo più attivo e critico, e venendo ‘disturbato’, in senso positivo e negativo, da una moltiplicità di fattori interferenti. In questo nuovo scenario, diventa fondamentale raggiungere il consumatore nei modi e nei tempi giusti, ricordando che l’80% delle decisioni di acquisto vengono prese all’ultimo momento, sia online sia offline.
Sulla questione della relazione da costruire tra brand e utente è intervenuto anche Luca Colombo, country manager Facebook Italia, il quale, in sintonia con quanto espresso da Andrea Valle, enterprise solutions development manager Adobe Systems South-West Europe, ha sottolineato l’importanza del ‘coinvolgimento’. Vera e propria parola chiave della comunicazione digitale, il coinvolgimento è ciò che permette di attrarre e mantenere gli utenti, intrattenendoli e interessandoli. “Le 5,2 ore spese tutte le settimane dagli internauti italiani sui social network si spiegano così”, sottolinea Valle.
Infine, da citare anche l’intervento di Gianni Di Giovanni, senior executive vice president for external communication Eni, il quale ha raccontando come l’azienda stia investendo sempre più in comunicazione digitale, a tutti i livelli. Tra le iniziative, da segnalare la creazione di appositi spazi Wi-Fi presso le aree di servizio Eni.
Mario Garaffa
Gli utenti, da parte loro, vivono questi cambiamenti in modo attivo, auspicando che i loro dispositivi mobili si dotino di interfacce sempre più user friendly e contenuti ancora più multimediali. Soprattutto, i navigatori mobili guardano di buon occhio l’espansione delle applicazioni, desiderando una elevata commercializzazione delle app scaricabili.
Sempre rimanendo sul versante dell’audience, la Gerenzani sottolinea che i social network sono entrati nelle abitudini d’uso degli internauti italiani, al punto che, mediamente, essi spendono 5,2 ore alla settimana navigando su tali siti. Dato sicuramente elevato, che addirittura supera il tempo speso sulle email, che si ferma a 5 ore settimanali.
Dall’analisi della Gerenzani emerge un altro dato molto importante: ben il 34% degli internauti che usano i social network parlano delle marche, in positivo o in negativo. Le ragioni che spingono gli utenti a seguire o diventare ‘fan’ di una certa marca tramite i social network sono soprattutto riconducibili alla questione ‘promozioni e benefici’, che essi possono ottenere. È dunque questa, conclude Gerenzani, la leva fondamentale che le marche devono sfruttare per formare e incrementare la propria online brand community.
Sul tema è intervenuto anche Giuliano Noci, associate dean MIP Politecnico di Milano. Il suo intervento potrebbe essere riassunto in questa frase: “Humans are the killer app”, nel senso che la linea di sviluppo della comunicazione digitale, compreso il social mobile, ruota attorno all’essere umano e alla sua percezione delle relazioni e dei bisogni da soddisfare attraverso le mobile application.
Sulla questione della relazione da costruire tra brand e utente è intervenuto anche Luca Colombo, country manager Facebook Italia, il quale, in sintonia con quanto espresso da Andrea Valle, enterprise solutions development manager Adobe Systems South-West Europe, ha sottolineato l’importanza del ‘coinvolgimento’. Vera e propria parola chiave della comunicazione digitale, il coinvolgimento è ciò che permette di attrarre e mantenere gli utenti, intrattenendoli e interessandoli. “Le 5,2 ore spese tutte le settimane dagli internauti italiani sui social network si spiegano così”, sottolinea Valle.
Infine, da citare anche l’intervento di Gianni Di Giovanni, senior executive vice president for external communication Eni, il quale ha raccontando come l’azienda stia investendo sempre più in comunicazione digitale, a tutti i livelli. Tra le iniziative, da segnalare la creazione di appositi spazi Wi-Fi presso le aree di servizio Eni.
Mario Garaffa

