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Iab Seminar/2: Pedemonte: il futuro incerto dei giornali tradizionali
Secondo il giornalista, la crisi dell’editoria negli Usa e nel mondo è molto profonda: qualità e autorevolezza di questo media sono in forte crisi. L’unica soluzione è che i giornali, e soprattutto quelli locali, diventino più sociali, trasformandosi un ‘ipergiornali’.
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Guarda l'intervista video a Enrico Pedemonte su ADVexpress Tv.
Un quadro tutt’altro che rassicurante è emerso dall’intervento del giornalista Enrico Pedemonte (nella foto), corrispondente da New York per l’Espresso, che attraverso numerosi dati relativi alla realtà americana ha dimostrato quanto l’editoria classica sia oggi in crisi e come in realtà la via di uscita per i giornali sia una sola: ripensare alla propria mission in termini più ‘social’.“In Usa il pessimismo nei confronti del futuro dell’editoria tradizionale è crescente - ha spiegato - e non è un caso. La diffusione dei giornali negli ultimi 30 anni è calata del 20%, a fronte di una crescita della popolazione, oggi a quota 304 milioni. E se il calo di lettori è diffuso in tutte le fasce di età, in quella dei 20-30enni è in vero e proprio crollo”.
Calano le diffusioni, ma diminuisce anche la qualità: 800.000 in meno gli articolo scritti nel 2009 rispetto al 2008. E a questo contribuisce certo l’uscita, spesso forzata, della generazione più vecchia di giornalisti, molto forte anche in Italia.
E soprattutto diminuisce la pubblicità, e in particolare quella locale: sempre meno le inserzioni di case, auto, lavoro.
A fronte del calo delle diffusioni dei quotidiani cartacei, ci si aspetterebbe che siano invece più forti quelli online. Nulla di più falso, invece, secondo Pedemonte. “I giornali locali online, però, costituiscono solo il 6% delle visite di tutti i siti di news - spiega -, mentre quelli delle tv nazionali sono a quota 37%. E solo il 20% degli utenti di news online va sui siti dei giornali (nazionali e locali). Il che significa che su 386 miliardi di pagine viste al mese dagli americani, quelle dei giornali online è pari a solo 3 miliardi, cioè uno 0,8%”.
Ma allora qual è la soluzione per salvare l’editoria cartacea? Essa è forse destinata davvero a morire?
L’unica soluzione per Pedemonte è che i giornali rivedano profondamente le proprie modalità di lavoro, socializzando lo spazio, diventando quelli che lui chiama ‘ipergiornali’. “Devono fornire sempre di più informazioni collettive, sfruttando la geo-localizzazione, aiutando i lettori a leggere le informazioni e i dati che trovano sul web. Bisogna insomma sperimentare. Perché quella in cui viviamo non è la società dell’informazione, bensì quella della comunicazione”.Guarda l'intervista video a Enrico Pedemonte su ADVexpress Tv.
Ilaria Myr

