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Iab Seminar/3. Complementarietà e sinergia le chiavi del successo

Alla tavola rotonda intitolata 'Competitor o partner?' alcuni esponenti di aziende editoriali online e di social network si sono confrontati su come sia possibile fare convivere i due mondi in un modo efficace e serio. Fra gli intervenuti: Lorenzo Montagna (Yahoo!), Andrea Santagata (Banzai), Francesco Barbarani (.Fox network Italy) e Christian Hernandez (Facebook).  

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Competitor o partner? Questo è il problema, che si pone fra i mezzi classici e quelli digitali, social media in primis, e sul quale sono intervenuti alcuni esponenti di aziende editoriali online e di social network.

“inevitabilmente sono partner e devono esserlo - ha dichiarato Daniele Bellasio, responsabile redazione online del Sole 24 Ore -. L’importante è non confondere lo strumento con il fine: l’obiettivo del giornalista è creare l’informazione, non lo strumento. Fondamentale è l’autorevolezza delle fonti, sia che si tratti di un mezzo tradizionale che di uno strumento digitale e di social media. E quindi anche nelle community che richiedono un certo tipo di informazione non si può prescindere dalla qualità delle informazioni. Ma non si deve avere paura di nuovi strumenti che permettono di fruire delle informazioni”.
Ciò vale anche per Yahoo!, una realtà che alla sua forte caratteristica di editore online ha affiancato nel tempo altri servizi di tipo ‘sociale’: un esempio per tutti è Yahoo! Answers, la piattaforma in cui si può porre domande e avere risposte su qualsiasi tema si desideri. “Un modello vincente è quello che, per esempio, abbiamo realizzato con Eurosport - spiega Lorenzo Montagna, amministratore delegato e direttore commerciale Yahoo! Italia - che ha trasferito i contenuti del suo sito sulla nostra piattaforma, diventandone un canale”.
 
Un altro editore online è il gruppo Banzai, a cui fa capo il network di blog Liquida. “I blog non devono essere considerati in competizione con i giornali tradizionali, ma ci deve anzi essere compenetrazione - ha spiegato Andrea Stangata, head of media di Banzai (a sinistra, nella foto doppia) -. L’informazione deve essere sempre più vista come energia e si deve capire che gli strumenti più ‘vecchi’ non vengono distrutti da quelli più nuovi, ma semplicemente cambiano e si evolvono”. Oggi, d’altronde, la gente cerca più sfaccettature della stessa notizia, e può farlo attingendo a diverse fonti, così come è sempre più spinto a crearsi una sua opinione, partendo sì da quella del giornalista, ma non limitandosi a essa”.

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Oltre che per gli editori online, anche per quelli più tradizionali i social media sono un’opportunità da cogliere. E’ il caso della Rai, che ha stretto un accordo con Youtube per la veicolazione delle sue trasmissioni. “In questo modo andiamo verso la convergenza e la complementarietà, dando un’immagine più giovane e al passo con i tempi del nostro marchio” ha spiegato Piero Gaffuri, amministratore delegato di Rainet.

Un altro esempio è poi quello di MySpace, che è entrato di recente nel gruppo Fox (già dal 2005 era del gruppo News Corp.). "Stiamo sviluppando diverse sinergie fra MySpace e i canali Fox - ha spiegato Francesco Barbarani, head of .Fox network Italy - facendo fruire i contenuti anche agli utenti web".
 
Ma parlando di social network non poteva mancare quello più diffuso in Italia e al mondo, Facebook, che ha aperto una propria sede in Italia qualche mese fa. “Il nostro business model è innovare con la tecnologia, coprendo i costi attraverso la pubblicità- ha spiegato Christian Hernandez, head of business development international di Facebook -. Non puntiamo a essere il sito più visitato al mondo, quanto a essere una piattaforma di connessione e sharing di contenuti”.
Per quanto riguarda la raccolta pubblicitaria, funziona perché è molto targetizzata: nel momento in cui ci si registra al sito, infatti, si danno le proprie informazioni, e anche i cookie forniscono dati importanti per la profilazione dell’utente. All’adv, poi, si affiancano le fan page, che alle aziende e non costano nulla, ma che creano immagine e dialogo con il consumatore. A oggi sono 800.000 le aziende presenti su Facebook; fra queste spicca Starbucks, che con 6 milioni di iscritti alla sua fan page è il primo in assoluto.
“Se è importante che le aziende parlino su Facebook - aggiunge Hernandez - è altrettanto necessario che Facebook parli sui siti delle aziende. Da qui la necessità di sviluppare collaborazioni e progetti”.