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Il successo del brand passa anche dal social media
In Brands go Social, workshop organizzato da Mindshare nell'ambito della Social Media Week milanese, i rappresentanti di importanti aziende hanno testimoniato il ruolo e l'efficacia dei social media per ottenere diversi obiettivi di comunicazione, dalla brand awareness al tanto agognato engagement
Si è svolto questa sera presso la Mediateca di Santa Sofia a Milano Brands go Social, un workshop organizzato da Mindshare (nella foto, da sinistra, il ceo Carlo Momigliano e l'executive chairman Massimo Beduschi) che fa parte della Social Media Week, che si sta celebrando a Milano e in altre città del mondo questa settimana per promuovere e analizzare il fenomeno dei social media. La serata ha visto sfilare sul palco i rappresentanti di importanti aziende che hanno portato le loro success story di utilizzo dei social media a scopo di marketing e di comunicazione, dimostrando che i social network non sono tanto una moda del momento nel mondo del marketing ma un mezzo estremamente potente e flessibile per ottenere diversi obiettivi di comunicazione, dalla brand awareness al tanto agognato engagement.
Ha aperto l'incontro Paola Marazzini, Agency Head di Google Italia, mostrando tutte le tecnologie che YouTube può mettere in campo per una comunicazione “social” e virale, citando vari casi di video ad di successo e ricordando che l'audience di YouTube la posizionerebbe come l'ottavo canale televisivo italiano in termini di ascolti. Giuseppe Granieri, Direttore Editoriale di FortyKey, azienda editoriale che opera nel mercato degli e-books, ha commentato la transizione non solo del libro ma anche di tanti altri contenuti in digitale, affermando che l'unico modo per poter navigare in questa libreria infinita che è il web sono i consigli di altri lettori, collegati via social network in un ulteriore “strato” informativo che semplifica la complessità del web.Marcus Wareham, Sales Strategies and Planning manager di Facebook, ha citato diversi casi di successo di aziende che hanno sfruttato egregiamente Facebook come mezzo di comunicazione ottenendo diversi risultati sia in termini di brand awareness, sia di engagement, sia di conoscenza del proprio target. Guido Zucchini, Manager of Media and Sponsorship di Fastweb, ha raccontato di come l'adozione di una comunicazione attraverso il social media abbia aiutato l'azienda ad uscire dalla crisi mediatica dovuta ai provvedimenti giudiziari della scorsa primavera contro Silvio Scaglia.
Luigi Maccallini, Responsabile Comunicazione NewMedia di BNL-Gruppo BNP Paribas, ha illustrato come si può utilizzare il social media pur nel difficile mondo bancario dimostrando che anche in quel settore si possono ottenere buoni risultati. Enrico Castellani, BCC Activation manager di Kimberly Clark, ha mostrato come un approccio innovativo al mondo dei social media (in particolare blog e viral video) ha permesso al brand Huggies (pannolini per bebé) di contrastare in modo efficace la forte leadership di un concorrente (Pampers) reclutando come nuovi clienti un buon numero di neo-mamme. L'Architetto Fabio Fornasari ha dichiarato che i brand nel social network assumono presso gli utenti un valore simbolico, assumono spessore e forza risultando degni di fiducia e costruendo così la propria reputazione. Andrea Giovenali, Presidente di Nextplora, ha tratteggiato lo scenario delle ricerche di mercato nell'ambito del web 2.0 prevedendo che il social media cambierà drasticamente il mondo della market research da qui a dieci anni. Daniele Pagani, Strategic Analyst di H-Art, ha delineato la massiccia presenza di Nike nel mondo social e ha mostrato come l'unione di social web e TV possa riportare risultati assolutamente strabilianti in termini di comunicazione, naturalmente avendo a disposizione una certa capacità di spesa.
Infine ha chiuso l'incontro Ciaran Norris, Head of Social Worldwide di Mindshare, il quale ha inteso sfatare alcuni miti legati ai social media dimostrando, dati ed esempi alla mano, che: non è vero che l'advertising è morto e il futuro è il viral, anzi alcuni successi viral sono stati generati dall'advertising tradizionale; non è vero che gli User Generated Content stanno conquistando il mondo, perchè l'80% dei video preferiti di YouTube sono generati da professionisti della comunicazione; non è vero che il social non funziona per il Business to Business, gli indicatori sono simili ai valori delle aziende Business to Consumer; non è vero che il social sta uccidendo la TV, anzi spesso si crea un circolo virtuoso di rafforzamento reciproco tra social e televisione.Maurizio Mirandola

