Digital
La voce di Google e Microsoft Advertising sul branding online
Al dibattito sul ruolo dell'online advertising per il branding hanno contribuito nei loro interventi a Interact, anche Laurent Delaporte (Microsoft Advertising), che ha proposto la nuova metrica del 'dwell', e Carlo D'Asaro Biondo (Google), secondo il quale le attuali distinzioni fra on e off line sono destinate a scomparire in meno di 10 anni.
Anche Google e Microsoft Advertising hanno partecipato al dibattito svoltosi la settimana scorsa alla 4° edizione di Interact, il congresso europeo organizzato a Barcellona da IAB Europe. Laurent Delaporte, EMEA vice president Microsoft Advertising, e Carlo d'Asaro Biondo, vice president Southern Europe East and Middle East Africa di Google, hanno entrambi fornito un contributo interessante sui trend dell'advertising online e sul ruolo che questo può giocare dal punto di vista del branding.Delaporte: dal click al 'dwell'
“Oggi non c'è ancora corrispondenza fra la percentuale dei budget online e il livello di utilizzo della rete da parte delle persone, ed è necessario che le aziende e le agenzie imparino a utilizzare correttamente il digitale nel loro mix, nel modo più appropriato a ciascun brand. Perché questo accada occorrono nuove e più affidabili metriche”.
Attraverso la ricerca 'Dwell on branding', Microsoft Advertising ha recentemente introdotto il concetto di 'dwell' (letteralmente 'sosta'), un'unità di misura ritenuta più adatta e più efficace per le campagne display rispetto al clickthrough e alle impression, più vicina quindi all'engagement e all'interazione dei consumatori nei confronti di un brand.
“Le ricerche dimostrano come le persone siano 25 volte più interessate all'engagement e all'interazione con un brand piuttosto che al click - ha proseguito Delaporte -. Provare il valore del branding online è quindi la chiave per accrescere la sua market share: più il dwell sarà utilizzato come indice, più sarà possibile costruire benchmark significativi e linee guida sui formati creativi e di planning capaci di garantire il successo delle campagne display. In uno scenario interconnesso e integrato che non consente di ignorare i media tradizionali, soprattutto per campagne volte al rafforzamento e alla valorizzazione della marca, interattività ed engagement costituiscono un plus unico dell'online: più utenti adotteranno come metrica il dwell, più crescerà il numero di coloro che riconosceranno all'online la capacità di fare branding”.
D'Asaro Biondo: tutto sarà advertising
- l'empowerment dei consumatori, per i quali autenticità e trasparenze sono fattori critici;
- la localizzazione e la personalizzazione dei contenuti e dei servizi;
- la scalabilità delle piattaforme e la loro misurabilità;
- il tracking e la misurabilità di qualsiasi attività in tempo reale".
Ecco perché, ha concluso, fra poco più di 5 anni i 'digital ads' non esisteranno più: “Non saremo neppure più in grado di distinguere fra informazioni e servizi, fra pubblicità online e offline. Tutto sarà, semplicemente, advertising”.

