Digital
Mobile, un'onda da cavalcare
Da un'indagine commissionata da Google a Ipsos MediaCT emerge quanto capillare sia l'uso che gli italiani fanno degli smartphone e l'enorme potenziale del mobile nell'ambito retail. L’m-commerce e anche gli m-site diventano sempre più strategici per chi vuole comunicare. Una strategia mobile di successo è quella di Sky, che si è avvalsa dei servizi Google AdWords e AdMob per aumentare i contatti fra i potenziali clienti. Pubblichiamo l’articolo uscito sulla rivista NC Nuova Comunicazione.
Il web e lo sviluppo della tecnologia stanno ampliando le opportunità per il consumatore, per gli editori e per gli advertiser. L’utente sa approvvigionarsi del contenuto che gli interessa nel momento in cui lo desidera: e poco importa se ciò avviene perché accende la televisione a una data ora o perché si scarica dal web l’evento che lo interessa o, ancora, se fruisce dell’informazione che più desidera conoscere direttamente dal proprio cellulare o dal tablet. In particolare, il fenomeno mobile (smartphone e tablet) modifica in maniera radicale le logiche di relazione e interazione tra aziende e consumatori e rappresenta un’opportunità di crescita importante per l’economia dell’intero Paese. Proprio per indagare su questi aspetti, Google ha di recente commissionato a Ipsos MediaCT un'indagine, da cui emergono considerazioni importanti.
Smartphone e italiani: un binomio vincente
Secondo la ricerca, per gli italiani lo smartphone è ormai diventato uno strumento di relazione indispensabile nella vita di tutti i giorni. Quasi un terzo degli degli italiani ne possiede uno, il 47% degli utilizzatori se ne serve per accedere a internet quotidianamente e la maggior parte (il 69%) difficilmente se ne separa utilizzandolo quasi ovunque: in casa (94%), fuori casa (81%), e sempre di più nei negozi quando va a fare shopping (43%).
Lo smartphone viene utilizzato spesso (63%) anche in parallelo ad altri media: mentre si ascolta musica (34%), mentre si guarda la tv (33%) e, nel 25% dei casi, persino quando si naviga su internet con un altro dispositivo. Circa la metà degli intervistati (56%) lo impiega per recuperare velocemente informazioni sul web o occupare utilmente pause e tempi morti (51%). Inoltre, l'indagine Ipsos MediaCT rivela che gli italiani dotati di smarphone possiedono in media 21 applicazioni, di cui quattro acquistate, e ogni mese ne utilizzano otto con una certa frequenza.
L’m-commerce: lo smartphone nel processo d’acquisto
Rispetto ai paradigmi del marketing tradizionale, il mondo digitale ha modificato in maniera significativa gli spazi e i tempi di interazione cliente-prodotto/servizio. Pc, tablet, ma ancor di più cellulari e smartphone diventano strumenti fondamentali non solo nella fase di acquisto e nella fruizione di servizi di assistenza post vendita o fidelizzazione, ma anche nei momenti che precedono l’acquisto. Si tratta del cosiddetto ‘Zero moment of truth’ (Zmot), l'attimo che anticipa la prima interazione fra cliente e prodotto sugli scaffali di un negozio, fisico o virtuale.
La chiave è farsi trovare, ossia essere presenti in tutti i momenti in cui i clienti interagiscono con il cellulare, senza dimenticare il momento dell’acquisto. In Italia, infatti, l’m-commerce è già realtà e sempre maggiori strumenti e opportunità arriveranno in futuro.
Sempre secondo i dati Ipsos MediaCT elaborati per Google, il 25% dei possessori di smartphone ha dichiarato di avere già effettuato un acquisto via mobile. Di questi, il 63% l'ha fatto nell’ultimo mese: un trend in crescita, dal momento che il 59% di chi fa acquisti tramite smartphone è un frequent buyer e fa acquisti almeno una volta al mese. La crescita dell’m-commerce, inoltre, sembra non temere la crisi, essendo il 26% degli intervistati intenzionato ad aumentare i propri acquisti da mobile in futuro. Il potenziale è enorme, eppure gran parte delle aziende italiane non ha ancora integrato nelle proprie strategie online il mondo mobile in termini di pubblicità, design delle pagine web e commercio elettronico. In particolare, solo il 30% dei grandi investitori in Italia ha realizzato e attivato campagne pubblicitarie dedicate a smartphone e tablet.
Per non perdere opportunità di business, la chiave è essere presenti in ogni fase del processo d’acquisto, adottando una strategia mirata: il mobile offre infatti ai retailer di ogni dimensione un modo totalmente nuovo di entrare in contatto con gli acquirenti, fidelizzarli al brand e incoraggiare le vendite. Ma quando e dove essere presenti? I dati parlano chiaro: innanzitutto, in video: il 76% degli utenti smartphone italiani guarda video sul proprio smartphone, il 18% addirittura ogni giorno.
Ma anche sul motore di ricerca: il 57% degli intervistati effettua quotidianamente ricerche dal proprio smartphone. Interessante, poi, è il passaggio dell'utente dall'online all'offline: il 28% degli utenti dichiara di aver effettuato un acquisto in un negozio come risultato di una ricerca effettuata sullo smartphone, mentre il 22% degli utenti ha cambiato idea su un acquisto in-store grazie all’uso dello smartphone.
Infine, da considerare sono le ricerche locali: il 56% effettua almeno una volta a settimana ricerche locali. In particolare il 46% ha visitato un sito di prodotto o servizio, il 38% ha navigato in quello di un’attività commerciale (ristorante o negozio) e il 39% ha poi effettuato una chiamata a un'azienda o ha attivato un servizio.
Nel complesso il mondo dell‘advertising mobile in Italia ha un potenziale enorme e non è ancora troppo tardi per essere tra i primi. L’86% dei possessori di smartphone ricorda di aver notato un annuncio pubblicitario sul mobile. Gli annunci vengono visti in tutti i diversi contesti d’uso dello smartphone e, in particolare, usando una app (30%), facendo una ricerca (29%), guardando un video (23%), oppure navigando su sito di shopping online (17%).
Un Paese sempre più mobile è dunque la carta da giocare per portare il valore dell’internet economy a livelli ancora più alti, spingendo il mobile commerce grazie alla nascita di un florido ecosistema integrato, dove sviluppatori di applicazioni e aziende potranno beneficiare di un mercato fatto di milioni di consumatori interessati a soluzioni sempre più innovative per soddisfare le proprie esigenze.
I siti per mobile trasformano i visitatori in clienti
In un mondo in cui si è costantemente connessi, i consumatori si aspettano di trovare le informazioni che desiderano nel più breve tempo possibile, in qualsiasi luogo di trovano. Secondo un’altra indagine condotta per Google da Sterling Research e Smith Geiger, il 61% degli utilizzatori di smartphone tende a passare a un altro sito, se non riesce a trovare immediatamente quello che sta cercando nel sito in cui si trova, il 67% preferisce fare acquisti su un sito ottimizzato e il 74% di quelli che visitano un sito mobile ottimizzato è propenso a ritornarvi anche in futuro.
Questi dati dimostrano che oggi avere un buon sito mobile non significa, come in passato, solo vendere di più, ma disporre di una componente fondamentale nella costruzione di brand forti e di relazioni durature con la clientela.
Sky, un caso di successo tutto italiano
Avere un sito ottimizzato per dispositivi mobili e sviluppare una strategia mobile efficace possono essere fattori critici di successo, come dimostra il caso di Sky Italia, che è riuscita a incrementare il numero di abbonati con l’aiuto di AdWords e della rete AdMob di Google.
A luglio 2011, Sky ha iniziato a sviluppare campagne di mobile marketing avvalendosi di annunci AdWords click-to-call. L'obiettivo era aumentare i contatti fra i potenziali clienti con le offerte Sky. La maggior parte degli annunci era mirata alle applicazioni della rete AdMob e ai siti per cellulari dedicati a sport, tv e altre forme di intrattenimento. L’azienda ha anche utilizzato AdWords per analizzare le query di ricerca correlate ai prodotti e servizi Sky. La scelta delle parole chiave è stata utilizzata per classificare i potenziali clienti in gruppi a cui indirizzare messaggi mirati. Negli ultimi dieci mesi, il traffico click-to-call di AdWords è cresciuto del 120% e il volume delle parole chiave per i dispositivi mobili è raddoppiato.
"L’esperienza di Sky dimostra come il mobile stia cambiando il modo con il quale gli utenti interagiscono con le aziende - commenta Luciano Cantoni, mobile specialist Google in Italia -. Nella definizione delle strategie di comunicazione e dei Kpi (Key Performance Indicator) è essenziale quindi considerare tutte le opportunità rese disponibili dal mobile: la possibilità di effettuare chiamate, con il telefono, di trovare una location, con le mappe, la promozione di un’app, oltre che l'acquisto sul sito mobile. Una giusta definizione di valore a ciascuna di queste azioni consente di misurare, con maggior precisione, il ritorno dell’investimento per questo nuovo media digitale, così strategico e attuale per tutti i business".
Ilaria Myr
Smartphone e italiani: un binomio vincente
Secondo la ricerca, per gli italiani lo smartphone è ormai diventato uno strumento di relazione indispensabile nella vita di tutti i giorni. Quasi un terzo degli degli italiani ne possiede uno, il 47% degli utilizzatori se ne serve per accedere a internet quotidianamente e la maggior parte (il 69%) difficilmente se ne separa utilizzandolo quasi ovunque: in casa (94%), fuori casa (81%), e sempre di più nei negozi quando va a fare shopping (43%). Lo smartphone viene utilizzato spesso (63%) anche in parallelo ad altri media: mentre si ascolta musica (34%), mentre si guarda la tv (33%) e, nel 25% dei casi, persino quando si naviga su internet con un altro dispositivo. Circa la metà degli intervistati (56%) lo impiega per recuperare velocemente informazioni sul web o occupare utilmente pause e tempi morti (51%). Inoltre, l'indagine Ipsos MediaCT rivela che gli italiani dotati di smarphone possiedono in media 21 applicazioni, di cui quattro acquistate, e ogni mese ne utilizzano otto con una certa frequenza.
L’m-commerce: lo smartphone nel processo d’acquisto
Rispetto ai paradigmi del marketing tradizionale, il mondo digitale ha modificato in maniera significativa gli spazi e i tempi di interazione cliente-prodotto/servizio. Pc, tablet, ma ancor di più cellulari e smartphone diventano strumenti fondamentali non solo nella fase di acquisto e nella fruizione di servizi di assistenza post vendita o fidelizzazione, ma anche nei momenti che precedono l’acquisto. Si tratta del cosiddetto ‘Zero moment of truth’ (Zmot), l'attimo che anticipa la prima interazione fra cliente e prodotto sugli scaffali di un negozio, fisico o virtuale.
La chiave è farsi trovare, ossia essere presenti in tutti i momenti in cui i clienti interagiscono con il cellulare, senza dimenticare il momento dell’acquisto. In Italia, infatti, l’m-commerce è già realtà e sempre maggiori strumenti e opportunità arriveranno in futuro.
Sempre secondo i dati Ipsos MediaCT elaborati per Google, il 25% dei possessori di smartphone ha dichiarato di avere già effettuato un acquisto via mobile. Di questi, il 63% l'ha fatto nell’ultimo mese: un trend in crescita, dal momento che il 59% di chi fa acquisti tramite smartphone è un frequent buyer e fa acquisti almeno una volta al mese. La crescita dell’m-commerce, inoltre, sembra non temere la crisi, essendo il 26% degli intervistati intenzionato ad aumentare i propri acquisti da mobile in futuro. Il potenziale è enorme, eppure gran parte delle aziende italiane non ha ancora integrato nelle proprie strategie online il mondo mobile in termini di pubblicità, design delle pagine web e commercio elettronico. In particolare, solo il 30% dei grandi investitori in Italia ha realizzato e attivato campagne pubblicitarie dedicate a smartphone e tablet.
Per non perdere opportunità di business, la chiave è essere presenti in ogni fase del processo d’acquisto, adottando una strategia mirata: il mobile offre infatti ai retailer di ogni dimensione un modo totalmente nuovo di entrare in contatto con gli acquirenti, fidelizzarli al brand e incoraggiare le vendite. Ma quando e dove essere presenti? I dati parlano chiaro: innanzitutto, in video: il 76% degli utenti smartphone italiani guarda video sul proprio smartphone, il 18% addirittura ogni giorno.
Ma anche sul motore di ricerca: il 57% degli intervistati effettua quotidianamente ricerche dal proprio smartphone. Interessante, poi, è il passaggio dell'utente dall'online all'offline: il 28% degli utenti dichiara di aver effettuato un acquisto in un negozio come risultato di una ricerca effettuata sullo smartphone, mentre il 22% degli utenti ha cambiato idea su un acquisto in-store grazie all’uso dello smartphone.
Infine, da considerare sono le ricerche locali: il 56% effettua almeno una volta a settimana ricerche locali. In particolare il 46% ha visitato un sito di prodotto o servizio, il 38% ha navigato in quello di un’attività commerciale (ristorante o negozio) e il 39% ha poi effettuato una chiamata a un'azienda o ha attivato un servizio.
Nel complesso il mondo dell‘advertising mobile in Italia ha un potenziale enorme e non è ancora troppo tardi per essere tra i primi. L’86% dei possessori di smartphone ricorda di aver notato un annuncio pubblicitario sul mobile. Gli annunci vengono visti in tutti i diversi contesti d’uso dello smartphone e, in particolare, usando una app (30%), facendo una ricerca (29%), guardando un video (23%), oppure navigando su sito di shopping online (17%).
Un Paese sempre più mobile è dunque la carta da giocare per portare il valore dell’internet economy a livelli ancora più alti, spingendo il mobile commerce grazie alla nascita di un florido ecosistema integrato, dove sviluppatori di applicazioni e aziende potranno beneficiare di un mercato fatto di milioni di consumatori interessati a soluzioni sempre più innovative per soddisfare le proprie esigenze.
I siti per mobile trasformano i visitatori in clienti
In un mondo in cui si è costantemente connessi, i consumatori si aspettano di trovare le informazioni che desiderano nel più breve tempo possibile, in qualsiasi luogo di trovano. Secondo un’altra indagine condotta per Google da Sterling Research e Smith Geiger, il 61% degli utilizzatori di smartphone tende a passare a un altro sito, se non riesce a trovare immediatamente quello che sta cercando nel sito in cui si trova, il 67% preferisce fare acquisti su un sito ottimizzato e il 74% di quelli che visitano un sito mobile ottimizzato è propenso a ritornarvi anche in futuro.
Questi dati dimostrano che oggi avere un buon sito mobile non significa, come in passato, solo vendere di più, ma disporre di una componente fondamentale nella costruzione di brand forti e di relazioni durature con la clientela.
Sky, un caso di successo tutto italiano
Avere un sito ottimizzato per dispositivi mobili e sviluppare una strategia mobile efficace possono essere fattori critici di successo, come dimostra il caso di Sky Italia, che è riuscita a incrementare il numero di abbonati con l’aiuto di AdWords e della rete AdMob di Google.
A luglio 2011, Sky ha iniziato a sviluppare campagne di mobile marketing avvalendosi di annunci AdWords click-to-call. L'obiettivo era aumentare i contatti fra i potenziali clienti con le offerte Sky. La maggior parte degli annunci era mirata alle applicazioni della rete AdMob e ai siti per cellulari dedicati a sport, tv e altre forme di intrattenimento. L’azienda ha anche utilizzato AdWords per analizzare le query di ricerca correlate ai prodotti e servizi Sky. La scelta delle parole chiave è stata utilizzata per classificare i potenziali clienti in gruppi a cui indirizzare messaggi mirati. Negli ultimi dieci mesi, il traffico click-to-call di AdWords è cresciuto del 120% e il volume delle parole chiave per i dispositivi mobili è raddoppiato.
"L’esperienza di Sky dimostra come il mobile stia cambiando il modo con il quale gli utenti interagiscono con le aziende - commenta Luciano Cantoni, mobile specialist Google in Italia -. Nella definizione delle strategie di comunicazione e dei Kpi (Key Performance Indicator) è essenziale quindi considerare tutte le opportunità rese disponibili dal mobile: la possibilità di effettuare chiamate, con il telefono, di trovare una location, con le mappe, la promozione di un’app, oltre che l'acquisto sul sito mobile. Una giusta definizione di valore a ciascuna di queste azioni consente di misurare, con maggior precisione, il ritorno dell’investimento per questo nuovo media digitale, così strategico e attuale per tutti i business".
Ilaria Myr

