Digital
NC/Internet, l’obiettivo è fare sistema
Promuovere un dialogo costruttivo con le istituzioni, a cominciare da governo e parlamento, e lavorare a stretto contatto con le altre associazioni di categoria, per elaborare progetti comuni e valorizzare il ruolo svolto da internet per la crescita economica e sociale del Paese. È con l’intento di centrare questo importante risultato che il nuovo presidente di Iab italia, Simona Zanette, ha alzato il sipario sull'edizione 2012 dello Iab Events Roma. Articolo tratto dallo Speciale Comunicazione Digitale della rivista NC Nuova Comunicazione, realizzato in occasione dello Iab Events Roma 2012.
Social, local, video, user generated content, mobile e privacy. Sono queste le parole chiave della quinta edizione dello Iab Events Roma, l’atteso appuntamento annuale capitolino (svoltosi il 14 giugno, ndr) che raccoglie l’eredità dello Iab Forum Roma, coinvolgendo le aziende e i protagonisti del settore della comunicazione digitale interattiva, per fare il punto sulle principali tendenze in atto e sull’andamento del mercato. Ne parliamo con la nuova presidente Iab Italia, Simona Zanette (in foto), insediatasi lo scorso 22 febbraio.
La kermesse romana si è svolta all’insegna di una nuova formula maggiormente orientata alla creazione di opportunità di business per gli associati. Ci descrive i cambiamenti apportati?
Nel corso dell’ultimo consiglio direttivo dell’associazione, abbiamo approvato la struttura del nuovo Iab Events romano puntando su una connotazione decisamente legata al contesto istituzionale: a partire dalla location (sala conferenze di Piazza Montecitorio, ndr), passando per il nodo cruciale degli argomentitrattati e arrivando all’audience che ha partecipato numerosa. In particolare, il nostro obiettivo prioritario è stimolare una crescita rapida e armonica del mercato digitale interattivo. Nello specifico, quest’anno abbiamo toccato anche il tema della privacy e abbiamo condiviso con il ‘decisore’ le nostre best practice, ma anche le criticità del settore, per individuare assieme le possibili e migliori soluzioni.
Su quali altri temi principali si è concentrato lo Iab Events Roma 2012?
Ci siamo focalizzati sull’impatto che il nostro settore esercita in ambito economico e sociale. Iab Italia intende promuovere lo sviluppo di un dialogo costruttivo riguardo l’economia digitale con le principali istituzioni, come parlamento e governo. E un appuntamento periodico, come quello romano, permette proprio di confrontarsi sui temi più rilevanti, per influenzare il processo decisionale per lo sviluppo di policy favorevoli per il nostro settore.
Il presente della comunicazione digitale interattiva fa spesso rima con le parole social, video e local? Come stanno evolvendo queste particolari aree?
Credo che l’unico elemento veramente nuovo, che apre le porte, da un lato, a investimenti aggiuntivi e, dall’altro, a possibilità nuove di espressione creativa sia il ‘video’, che ha preso piede prima come ugc (user generated content, ndr) e poi come contenuto editoriale. Al momento, per quanto riguarda le forme di advertising, stiamo replicando un modello prettamente televisivo, ma sono certa che ci sia ampio margine di diversificazione e innovazione.
Il ‘local’ è un trend che è vecchio di dieci anni e più, ed è cominciato con la geolocalizzazione dell’advertising, così come il ‘social’, che oggi si chiama ‘network’ e aggrega all’interno di un’unica piattaforma ciò che prima andava sotto le etichette di community, forum, chat e altro ancora. In ogni caso, si tratta sicuramente di tre settori di forte interesse per l’utenza online e di conseguenza lo debbono diventare anche per gli investitori.
Anche la mobile communication sta conquistando un ruolo sempre più importante. Qual è la sua opinione a riguardo? Quale spazio più ottenere il mobile nel media mix delle aziende?
Il mobile, al momento, vede la maggior parte degli investimenti legati alle ‘performance’ che sono insite nella natura stessa del device. Di sicuro, cresce inesorabilmente l’utilizzo del mezzo da parte dell’utenza, che aumenterà ancora di più nel momento in cui le tariffe per la navigazione mobile, anche in Italia, saranno meno limitanti. Ma è necessario impegnarsi per trovare un modello di comunicazione pubblicitaria consono al mezzo e alle dimensioni dello stesso. Quando siamo passati dalla ‘pagina stampa’ al ‘banner’ sui siti si sono affrontate le stesse difficoltà di adattamento e resa dell’impatto comunicazionale che si affrontano oggi con il passaggio dal ‘sito’ al ‘mobile-site’. È dunque necessario formare le aziende perché comprendano che si tratta di un ulteriore ambiente di comunicazione, con regole e necessità diverse rispetto al web.
Come valuta i lavori in corso in riferimento all’attuazione, anche in Italia, dell’Agenda Digitale europea? Quali obiettivi dell’Agenda ritiene più strategici?
L’argomento è molto delicato considerando quanto poco si sia fatto fino a oggi, e tenendo conto del fatto che il settore digitale sta assumendo un ruolo sempre più importante nella vita, professionale e non, di tutte le fasce di età. Qualcosa però si sta muovendo e la cabina di regia voluta dal ministro Profumo sta procedendo in modo concreto e rapido.
Ciò che trovo particolarmente importante è l’alfabetizzazione digitale del Paese con un intervento massiccio sin dalla scuola primaria: l’adeguamento delle istituzioni, degli enti e del sistema-Paese alla vita moderna è necessario, innanzitutto, per colmare il divario e la dicotomia che oggi viviamo tra scuola e casa, tra uffici privati e uffici pubblici, e così via.
Inoltre, siamo di fronte a un segmento di mercato che è in crescita e che guarda con solidità al futuro. La comunicazione digitale rappresenta oggi uno dei segmenti più dinamici della nostra economia. Negli ultimi anni, il mercato ha sempre confermato un trend di sviluppo a doppia cifra, dimostrando una straordinaria capacità di resistenza alla crisi che, purtroppo, affligge invece molti altri settori, principalmente quelli della produzione culturale. Inoltre, è un settore che, oltre ad avere un indotto molto rilevante, permette di creare una richiesta occupazionale qualificata e, di conseguenza, aiutare a far diminuire i tassi, sempre troppo alti, di ‘fuga di cervelli’ dal nostro Paese.
Per tutti questi motivi credo sia fondamentale la messa in campo delle risorse migliori, da ogni fronte, per non perdere l’occasione di porre le basi per un futuro più solido.
Qual è la previsione di Iab Italia in riferimento all’andamento degli investimenti pubblicitari online nel 2012?
Per quanto riguarda il mercato della pubblicità, credo che purtroppo risentiremo anche nel 2012 di una leggera flessione, rispetto al 2011, di qualche punto percentuale. Mentre penso che il comparto online veda, anche per quest’anno, una crescita a doppia cifra che potrebbe assestarsi tra il 12 e il 15%.
Mario Garaffa
La kermesse romana si è svolta all’insegna di una nuova formula maggiormente orientata alla creazione di opportunità di business per gli associati. Ci descrive i cambiamenti apportati?
Nel corso dell’ultimo consiglio direttivo dell’associazione, abbiamo approvato la struttura del nuovo Iab Events romano puntando su una connotazione decisamente legata al contesto istituzionale: a partire dalla location (sala conferenze di Piazza Montecitorio, ndr), passando per il nodo cruciale degli argomentitrattati e arrivando all’audience che ha partecipato numerosa. In particolare, il nostro obiettivo prioritario è stimolare una crescita rapida e armonica del mercato digitale interattivo. Nello specifico, quest’anno abbiamo toccato anche il tema della privacy e abbiamo condiviso con il ‘decisore’ le nostre best practice, ma anche le criticità del settore, per individuare assieme le possibili e migliori soluzioni.Su quali altri temi principali si è concentrato lo Iab Events Roma 2012?
Ci siamo focalizzati sull’impatto che il nostro settore esercita in ambito economico e sociale. Iab Italia intende promuovere lo sviluppo di un dialogo costruttivo riguardo l’economia digitale con le principali istituzioni, come parlamento e governo. E un appuntamento periodico, come quello romano, permette proprio di confrontarsi sui temi più rilevanti, per influenzare il processo decisionale per lo sviluppo di policy favorevoli per il nostro settore.
Il presente della comunicazione digitale interattiva fa spesso rima con le parole social, video e local? Come stanno evolvendo queste particolari aree?
Credo che l’unico elemento veramente nuovo, che apre le porte, da un lato, a investimenti aggiuntivi e, dall’altro, a possibilità nuove di espressione creativa sia il ‘video’, che ha preso piede prima come ugc (user generated content, ndr) e poi come contenuto editoriale. Al momento, per quanto riguarda le forme di advertising, stiamo replicando un modello prettamente televisivo, ma sono certa che ci sia ampio margine di diversificazione e innovazione.
Il ‘local’ è un trend che è vecchio di dieci anni e più, ed è cominciato con la geolocalizzazione dell’advertising, così come il ‘social’, che oggi si chiama ‘network’ e aggrega all’interno di un’unica piattaforma ciò che prima andava sotto le etichette di community, forum, chat e altro ancora. In ogni caso, si tratta sicuramente di tre settori di forte interesse per l’utenza online e di conseguenza lo debbono diventare anche per gli investitori.
Anche la mobile communication sta conquistando un ruolo sempre più importante. Qual è la sua opinione a riguardo? Quale spazio più ottenere il mobile nel media mix delle aziende?
Il mobile, al momento, vede la maggior parte degli investimenti legati alle ‘performance’ che sono insite nella natura stessa del device. Di sicuro, cresce inesorabilmente l’utilizzo del mezzo da parte dell’utenza, che aumenterà ancora di più nel momento in cui le tariffe per la navigazione mobile, anche in Italia, saranno meno limitanti. Ma è necessario impegnarsi per trovare un modello di comunicazione pubblicitaria consono al mezzo e alle dimensioni dello stesso. Quando siamo passati dalla ‘pagina stampa’ al ‘banner’ sui siti si sono affrontate le stesse difficoltà di adattamento e resa dell’impatto comunicazionale che si affrontano oggi con il passaggio dal ‘sito’ al ‘mobile-site’. È dunque necessario formare le aziende perché comprendano che si tratta di un ulteriore ambiente di comunicazione, con regole e necessità diverse rispetto al web.
Come valuta i lavori in corso in riferimento all’attuazione, anche in Italia, dell’Agenda Digitale europea? Quali obiettivi dell’Agenda ritiene più strategici?
L’argomento è molto delicato considerando quanto poco si sia fatto fino a oggi, e tenendo conto del fatto che il settore digitale sta assumendo un ruolo sempre più importante nella vita, professionale e non, di tutte le fasce di età. Qualcosa però si sta muovendo e la cabina di regia voluta dal ministro Profumo sta procedendo in modo concreto e rapido.
Ciò che trovo particolarmente importante è l’alfabetizzazione digitale del Paese con un intervento massiccio sin dalla scuola primaria: l’adeguamento delle istituzioni, degli enti e del sistema-Paese alla vita moderna è necessario, innanzitutto, per colmare il divario e la dicotomia che oggi viviamo tra scuola e casa, tra uffici privati e uffici pubblici, e così via.
Inoltre, siamo di fronte a un segmento di mercato che è in crescita e che guarda con solidità al futuro. La comunicazione digitale rappresenta oggi uno dei segmenti più dinamici della nostra economia. Negli ultimi anni, il mercato ha sempre confermato un trend di sviluppo a doppia cifra, dimostrando una straordinaria capacità di resistenza alla crisi che, purtroppo, affligge invece molti altri settori, principalmente quelli della produzione culturale. Inoltre, è un settore che, oltre ad avere un indotto molto rilevante, permette di creare una richiesta occupazionale qualificata e, di conseguenza, aiutare a far diminuire i tassi, sempre troppo alti, di ‘fuga di cervelli’ dal nostro Paese.
Per tutti questi motivi credo sia fondamentale la messa in campo delle risorse migliori, da ogni fronte, per non perdere l’occasione di porre le basi per un futuro più solido.
Qual è la previsione di Iab Italia in riferimento all’andamento degli investimenti pubblicitari online nel 2012?
Per quanto riguarda il mercato della pubblicità, credo che purtroppo risentiremo anche nel 2012 di una leggera flessione, rispetto al 2011, di qualche punto percentuale. Mentre penso che il comparto online veda, anche per quest’anno, una crescita a doppia cifra che potrebbe assestarsi tra il 12 e il 15%.
Mario Garaffa

