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OTO Research: motori di ricerca amici degli acquisti

Dall’indagine 'Gli italiani ed i motori di ricerca', commissionata da SEMS ad OTO Research risulta che ben l'88% degli italiani online acquista basando la propria scelta sulle informazioni trovate sui motori di ricerca. Per 1 acquisto online ogni 4 però, non si può risalire correttamente alle azioni di marketing e adv online che lo hanno generato.
I motori di ricerca sono ormai diventati parte integrante dei processi di decisione e di acquisto degli italiani: i motivi vanno dalla facilità di recupero delle informazioni per orientare i proprio acquisti, all'opportunità di risparmio che questo meccanismo offre.

Ben l'88% degli italiani online ha acquistato una o più volte basando la propria scelta sulle informazioni trovate grazie a Google e agli altri motori di ricerca. Le informazioni più influenti, a detta degli intervistati, sono ancora quelle pubblicate sul sito del produttore di ciò che interessa ma cresce sempre di più il numero di coloro che, prima di acquistare, cercano opinioni, commenti, recensioni ed eventuali immagini o video messi online da altri consumatori.

E' il boom del cosiddetto 'user generated content', a cui Google tende a dare sempre maggiore spazio nei risultati di ricerca. La conferma viene anche dalla sesta edizione dell’indagine 'Gli italiani ed i motori di ricerca', commissionata da SEMS (www.sems.it), agenzia specializzata in search marketing, ad OTO Research (www.otoresearch.it) che individua tra i prodotti più frequentemente aqcuistati dopo una ricerca sui motori: prodotti elettronici (58%), telefonia ed accessori (58%), viaggi (52%) e libri (51%).

Due dati, emersi dalla ricerca, sono di particolare interesse il mondo del marketing e dell'advertising. Il primo è che i motori sono sempre più spesso lo strumento con cui i consumatori approfondiscono gli stimoli della pubblicità offline. Il secondo è che un utente su cinque acquista online da un computer differente rispetto a quello usato per arrivare al prodotto di interesse.

Se a questi numeri si aggiungono quanti bloccano o cancellano i cookie o usano browser differenti sulla stessa macchina, i numeri possono diventare preoccupanti: per 1 acquisto online ogni 4 non si può risalire correttamente alle azioni di marketing e advertising online che lo ha generato, con conseguenti problemi, per gli inserzionisti, al momento di calcolare i costi di acquisizione e il ritorno sull'investimento.

“E' impressionante vedere come, di anno in anno, cresca il livello di fiducia che gli italiani hanno in Google e negli altri motori - afferma Marco Loguercio (nella foto), amministratore delegato di SEMS - e, in particolare, di come i motori siano utilizzati anche in modo sempre più fantasioso per rispondere non solo alle proprie esigenze, personali o di lavoro, ma anche alle curiosità di tutti i giorni. Con un'unica perplessità: visto che le informazioni trovate attraverso i motori di ricerca sono sempre più influenti, quanti si preoccupano di verificare se ciò che hanno trovato in seguito a una ricerca sia realmente attendibile o meno? Una delle grandi sfide, tanto per i motori quanto per gli utenti, sarà proprio quella di saper distinguere il reale dal fasullo, l'utile dal meno utile, l'originale dal ridondante".

EG