Digital
Presentata alla Camera la 'Dichiarazione dei diritti in internet'
I 14 punti della dichiarazione, la prima del genere ad essere stata prodotta nel mondo a livello istituzionale, rappresentano per la presidente della Camera "l'affermazione dei diritti dell'utente digitale: da quello di accesso fondamentale della persona ad internet come condizione per il pieno sviluppo individuale e sociale, a quello alla conoscenza ed alla consultazione in rete".
Presentata oggi, 28 Luglio, alla Camera, la Dichiarazione dei Diritti in Internet, approvata da una Commissione di studio sui diritti e i doveri relativi ad Internet, istituita il 28 luglio 2014, dopo una serie di audizioni di associazioni, esperti e soggetti istituzionali, e una consultazione pubblica durata cinque mesi. Una sorta di Carta costituzionale che ha visto, nella sua definizione, la partecipazione attiva dei cittadini e che è “rivolta ai giovani. Per questo ci auguriamo, grazie all’impegno del ministro dell’Istruzione Giannini, una sua diffusione nelle scuole”. Lo ha dichiarato la presidente della Camera Laura Boldrini, presentando a Montecitorio il lavoro della commissione di studio, presieduta da Stefano Rodotà, che ha redatto la Dichiarazione.
Un lavoro lungo un anno che ha visto coinvolti deputati di ogni schieramento ed esperti del settore.
I 14 punti della dichiarazione (vedi documento allegato), la prima del genere ad essere stata prodotta nel mondo a livello istituzionale, rappresentano per la presidente della Camera "l'affermazione dei diritti dell'utente digitale: da quello di accesso fondamentale della persona ad internet come condizione per il pieno sviluppo individuale e sociale, a quello alla conoscenza ed alla consultazione in rete".
Come ha spiegato Boldrini: "L’idea di costituire una commissione parlamentare composta per metà di deputati e metà di esperti, è nata “dall’esigenza di volersi occupare di questa materia. Internet è una dimensione della nostra esistenza e quindi qualcosa di cui occuparsi”. Per la prima volta poi, ha sottolineato la presidente: “per un atto di natura parlamentare abbiamo fatto una consultazione pubblica. Abbiamo dato la parola ai cittadini, è un fatto che non ha precedenti. Ci sono stati 14mila accessi e 590 opinioni espresse sui contenuti della Carta. Opinioni di cui, quando potuto, ne abbiamo tenuto assolutamente conto":
Il prossimo obiettivo, ha annunciato il presidente: “sarà quello di lavorare ad una mozione unitaria che abbia come oggetto questa Dichiarazione e che impegni il governo a promuovere i principi della Dichiarazione stessa in sede nazionale e internazionale”.
Fondamentale, l'art. 1 della Dichiarazione che sancisce: "Sono garantiti in Internet i diritti fondamentali diogni persona riconosciuti dalla Dichiarazione universaledei diritti umani delle Nazioni Unite, dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, dalle costituzioni nazionali e dalle dichiarazioni internazionali in materia". Mentre l'art. 2 precisa: "Ogni persona ha eguale diritto di accedere a Internet in condizioni di parità, con modalità tecnologicamente adeguate e aggiornate che rimuovano ogni ostacolo di ordine economico e sociale".
Partendo dalla tutela dei diritti individuali degli utenti della rete, la Carta spazia tra neutralità della rete (Art. 4: "Ogni persona ha eguale diritto di accedere a Internet
in condizioni di parità, con modalità tecnologicamente adeguate e aggiornate che rimuovano ogni ostacolo di ordine economico e sociale"; ), diritto alla privacy e alla protezione dei dati personali (art.5 ": Ogni persona ha diritto alla protezione dei dati che la riguardano, per garantire il rispetto della sua dignità, identità e riservatezza"), al diritto all'oblio (Art. 11 Ogni persona ha diritto di ottenere la cancellazione dagli indici dei motori di ricerca dei riferimenti ad informazioni che, per il loro contenuto o per il tempo trascorso dal momento della loro raccolta, non abbiano più rilevanza pubblica").
Interessante e significativo il preambolo al documento, che riportiamo di seguito:
Internet ha contribuito in maniera decisiva a ridefinire lo spazio pubblico e privato, a strutturare i rapporti tra le persone e tra queste e le Istituzioni. Ha cancellato confini e ha costruito modalità nuove di produzione e utilizzazione della conoscenza. Ha ampliato le possibilità di intervento diretto delle persone nella sfera pubblica. Ha modificato l’organizzazione del lavoro. Ha consentito lo sviluppo di una società più aperta e libera. Internet deve essere considerata come una risorsa globale e che risponde al criterio della universalità.
L’Unione europea è oggi la regione del mondo dove è più elevata la tutela costituzionale dei dati personali, esplicitamente riconosciuta dall’articolo 8 della Carta dei diritti fondamentali, che costituisce il riferimento necessario per una specificazione dei principi riguardanti il funzionamento di Internet, anche in una prospettiva globale.
Questa Dichiarazione dei diritti in Internet è fondata sul pieno riconoscimento di libertà, eguaglianza, dignità e diversità di ogni persona. La garanzia di questi diritti è condizione necessaria perché sia assicurato il funzionamento democratico delle Istituzioni, e perché si eviti il prevalere di poteri pubblici e privati che possano portare ad una società della sorveglianza, del controllo e
della selezione sociale. Internet si configura come uno spazio sempre più importante per l’autorganizzazione delle persone e dei gruppi e come uno strumento essenziale per promuovere la partecipazione individuale e collettiva ai processi democratici e l’eguaglianza sostanziale.
I principi riguardanti Internet tengono conto anche del suo configurarsi come uno spazio economico che rende possibili innovazione, corretta competizione e crescita in
un contesto democratico.
Una Dichiarazione dei diritti di Internet è strumento indispensabile per dare fondamento costituzionale a principi e diritti nella dimensione sovranazionale.

