Digital
Social media, nuovi scenari e nuove opportunità
Svoltosi quest’oggi presso l’università Iulm di Milano, il convegno ‘Refresh! Avventure nei media sociali’ si è concentrato sugli scenari presenti e futuri della comunicazione digitale 2.0. Geolocalizzazione e salute tra i temi del dibattito.
Ancora una volta, l’università Iulm si conferma come luogo privilegiato di incontro e discussione sulle tematiche dell’innovazione nel campo della comunicazione. L’ateneo milanese è stato infatti quest’oggi teatro di un interessante convegno, intitolato ‘Refresh! Avventure nei media sociali’, dedicato agli scenari presenti e futuri della comunicazione digitale 2.0.
L’incontro è nato nel contesto del Social Media Lab, un progetto, nato nel 2007, promosso dallo Iulm con l’obiettivo di esplorare l’impatto dei media sociali sul futuro della ricerca, del business e della comunicazione. Grazie al sostegno della Fondazione Cariplo, nel 2009 il Social Media Lab è diventato un innovativo percorso formativo che ha coinvolto 14 studenti iscritti al primo anno delle lauree magistrali dell’ateneo, accademici di diverse università, professionisti e imprese, in una esperienza educativa d’eccellenza: il Corso di Alta formazione in Web 2.0, online business e social media marketing.
Partendo dal presupposto che l’evoluzione degli strumenti e delle dinamiche della comunicazione online ha ormai completamente rivoluzionato il mondo dell’educazione, del business e dell’entertainment, i lavori del convegno si sono concentrati sulla definizione degli elementi chiave del nuovo scenario in cui noi tutti ci troviamo. A prendere la parola su questo tema non poteva esserci persona più preparata di Paolo Iabichino (in foto a sinistra), direttore creativo in Ogilvy e autore dell’opera cult Invertising, il quale ha sottolineato l’importanza di un cambio di rotta della comunicazione pubblicitaria.
Stiamo vivendo un vero e proprio cambio di paradigma, che trasforma le regole e le convenzioni che erano valide sino a questo momento. In questo contesto, afferma Iabichino, le aziende devono comprendere che “per posizionarsi, devono prendere posizione”, ossia devono “costruirsi una missione credibile e rilevante” in nome della rilevanza, dell’etica e di un rinnovato patto di fiducia tra brand e individui. Ma affinché l’advertising possa davvero invertire la sua marcia, occorre che il dialogo si sostituisca ai monologhi delle réclame e che la persuasione si trasformi in consenso, attivando delle conversazioni reali, cioè bidirezionali, che contemplino i punti di vista di consumtori sempre più critici, consapevoli e infedeli nei loro comportamenti di acquisto e consumo.
A riguardo, Iabichino ha raccontato l’interessante case history che ha portato Ogilvy a curare recentemente il lancio del sito di Vanity Fair attraverso un uso rilevante dei social network e tramite la condivisione di un’esperienza. Nel dettaglio, dopo aver confidato che tra le ipotesi emerse ma scartate in fase di brain storming c’era stata anche quella di un’intervista in esclusiva a Ruby Rubacuori, Iabichino ha spiegato che la scelta è caduta su un concerto di Gianna Nannini, trasmesso in esclusiva sul nuovo sito di Vanity Fair e fruibile in 3D grazie ad appositi occhialini allegati alla rivista cartacea. Oltre alla natura olistica del progetto, che unisce, in perfetta sinergia, online, contenuti audiovisivi, 3D e carta stampata, si nota il valore della ‘condivisione dell’esperienza’, che il concerto della Nannini, con la sua carica emozionale, può fornire agli utenti.

Da segnalare anche l’intervento di Tommaso Sorchiotti dell’Osservatorio Italiano su Foursquare, il quale si è concentrato sullo stato della geolocation in Italia, evidenziando come la diffusione degli smartphone e dei tablet stia favorendo la crescita dell’importanza del proximity marketing. A riguardo, due degli strumenti più utilizzati sono gli sms geolocalizzati, che raggiungono l’utente solo quando entra fisicamente all’interno di un certo territorio, e il bluetooth marketing. A ciò si aggiungono le opportunità, ancora in fase di sperimentazione, che possono fornire applicazioni come Facebook Places. Ma, in ogni caso, come ricorda Sorchiotti, l’elemento chiave della geolocalizzazione applicata alla comunicazione è quello di fornire un punto di contatto tra reale e virtuale, mostrando la presenza concreta del brand sul territorio, anche attraverso le dinamiche della comunicazione digitale.
Infine, da citare anche l’intervento di Federica Postiglione, co-fondatrice della start-up digitale Pazienti.org, che ha sottolineato come gli strumenti del web 2.0 siano applicabili anche ad altre sfere, oltre al marketing, come il mondo della salute, favorendo, per esempio, la costruzione di communities di pazienti che vivono problematiche analoghe. Ma non solo, perché Pazienti.org, ispirato al portale Patient Opinion, fornisce all’utente sia l’opportunità di trovare il posto giusto dove curarsi, sia di commentare la struttura sanitaria cui ci si è rivolti, garantendo a quest’ultima la possibilità di rispondere all’utente. Nella speranza che, alimentato dal dialogo ente-paziente, il settore dell’assistenza sanitaria possa migliorare sempre più le sue prestazioni nei confronti dei cittadini.
Mario Garaffa
L’incontro è nato nel contesto del Social Media Lab, un progetto, nato nel 2007, promosso dallo Iulm con l’obiettivo di esplorare l’impatto dei media sociali sul futuro della ricerca, del business e della comunicazione. Grazie al sostegno della Fondazione Cariplo, nel 2009 il Social Media Lab è diventato un innovativo percorso formativo che ha coinvolto 14 studenti iscritti al primo anno delle lauree magistrali dell’ateneo, accademici di diverse università, professionisti e imprese, in una esperienza educativa d’eccellenza: il Corso di Alta formazione in Web 2.0, online business e social media marketing.
Stiamo vivendo un vero e proprio cambio di paradigma, che trasforma le regole e le convenzioni che erano valide sino a questo momento. In questo contesto, afferma Iabichino, le aziende devono comprendere che “per posizionarsi, devono prendere posizione”, ossia devono “costruirsi una missione credibile e rilevante” in nome della rilevanza, dell’etica e di un rinnovato patto di fiducia tra brand e individui. Ma affinché l’advertising possa davvero invertire la sua marcia, occorre che il dialogo si sostituisca ai monologhi delle réclame e che la persuasione si trasformi in consenso, attivando delle conversazioni reali, cioè bidirezionali, che contemplino i punti di vista di consumtori sempre più critici, consapevoli e infedeli nei loro comportamenti di acquisto e consumo.
A riguardo, Iabichino ha raccontato l’interessante case history che ha portato Ogilvy a curare recentemente il lancio del sito di Vanity Fair attraverso un uso rilevante dei social network e tramite la condivisione di un’esperienza. Nel dettaglio, dopo aver confidato che tra le ipotesi emerse ma scartate in fase di brain storming c’era stata anche quella di un’intervista in esclusiva a Ruby Rubacuori, Iabichino ha spiegato che la scelta è caduta su un concerto di Gianna Nannini, trasmesso in esclusiva sul nuovo sito di Vanity Fair e fruibile in 3D grazie ad appositi occhialini allegati alla rivista cartacea. Oltre alla natura olistica del progetto, che unisce, in perfetta sinergia, online, contenuti audiovisivi, 3D e carta stampata, si nota il valore della ‘condivisione dell’esperienza’, che il concerto della Nannini, con la sua carica emozionale, può fornire agli utenti.
Da segnalare anche l’intervento di Tommaso Sorchiotti dell’Osservatorio Italiano su Foursquare, il quale si è concentrato sullo stato della geolocation in Italia, evidenziando come la diffusione degli smartphone e dei tablet stia favorendo la crescita dell’importanza del proximity marketing. A riguardo, due degli strumenti più utilizzati sono gli sms geolocalizzati, che raggiungono l’utente solo quando entra fisicamente all’interno di un certo territorio, e il bluetooth marketing. A ciò si aggiungono le opportunità, ancora in fase di sperimentazione, che possono fornire applicazioni come Facebook Places. Ma, in ogni caso, come ricorda Sorchiotti, l’elemento chiave della geolocalizzazione applicata alla comunicazione è quello di fornire un punto di contatto tra reale e virtuale, mostrando la presenza concreta del brand sul territorio, anche attraverso le dinamiche della comunicazione digitale.
Infine, da citare anche l’intervento di Federica Postiglione, co-fondatrice della start-up digitale Pazienti.org, che ha sottolineato come gli strumenti del web 2.0 siano applicabili anche ad altre sfere, oltre al marketing, come il mondo della salute, favorendo, per esempio, la costruzione di communities di pazienti che vivono problematiche analoghe. Ma non solo, perché Pazienti.org, ispirato al portale Patient Opinion, fornisce all’utente sia l’opportunità di trovare il posto giusto dove curarsi, sia di commentare la struttura sanitaria cui ci si è rivolti, garantendo a quest’ultima la possibilità di rispondere all’utente. Nella speranza che, alimentato dal dialogo ente-paziente, il settore dell’assistenza sanitaria possa migliorare sempre più le sue prestazioni nei confronti dei cittadini.
Mario Garaffa

