Digital
Tran (Teads): 'Negli USA il 57% del mobile adv è già programmatic'
Nel suo intervento sul palco dello IAB Seminar Todd Tran, SVP global mobile e programmatic di Teads, ha sottolineato più volte l'importanza della centralità dell'utente, che i professionisti dell'advertising devono imparare a rispettare. Un concetto che il manager ha ribadito anche ai microfoni di ADVexpressTv: "L'utente non può essere costretto a guardare annunci che non gli interessano minimamente - ha detto Tran - . Non è questa la giusta soluzione. Dobbiamo rispettare i consumatori e proporre loro una pubblicità di qualità".
Sul fronte programmatic, come ha dichiarato Tran ai nostri microfoni, Teads, che propone soluzioni di native video programmatic adv, è attiva da oltre un anno e sta registrando una crescita molto importante. Attualmente Circa 2\3 delle revenue da programmatic provengono da private marketplace.
Il consiglio per gli editori, dal momento che, a parere di Tran, non possono pensare di non adottare il programmatic, è di essere proattivi: invece che accettarlo passivamente, devono considerarlo un elemento chiave e strutturarsi in modo da poter utilizzare questo strumento nel modo più efficace. Come ha fatto Localworld, ad esempio, che vede ben 2\3 delle proprie revenue provenire proprio dal programmatic advertising.
Tornando a Teads, come ha anticipato Tran ai microfoni di ADVexpressTv, ci sono in programma numerosi lanci di prodotto nei prossimi due o tre mesi: si tratta della seconda wave, dopo la prima generazione di prodotti video ora già apprezzati sul mercato.
Tra le novità, 'InRead Everywhere', un formato cross-device, adatto sia alla pianificazione su desktop che su mobile, che pertanto permette di raggiungere il proprio target in qualsiasi momento, rispondendo all'esigenza avvertita oggi dagli investitori di comunicare il messaggio giuato all'utente giusto al momento giusto.
Video e mobile sono le due aree che al momento registrano la crescita maggiore in termini di programmatic. Come ha spiegato Tran ai nostri microfoni, il mobile, in particolare, sta registrando dei risultati sorprendenti: basti pensare che negli Stati Uniti il 57% di tutto l'online advertising è già programmatic e che l'anno prossimo questa percentuale salirà al 68%. Numeri vicini a quelli relativi all'advertising su desktop? "No, è sbagliato credere che il mobile advertising si stia avvicinando al desktop advertising, in realtà lo ha già superato", ha chiosato il manager.
Serena Piazzi
Sul fronte programmatic, come ha dichiarato Tran ai nostri microfoni, Teads, che propone soluzioni di native video programmatic adv, è attiva da oltre un anno e sta registrando una crescita molto importante. Attualmente Circa 2\3 delle revenue da programmatic provengono da private marketplace.
Il consiglio per gli editori, dal momento che, a parere di Tran, non possono pensare di non adottare il programmatic, è di essere proattivi: invece che accettarlo passivamente, devono considerarlo un elemento chiave e strutturarsi in modo da poter utilizzare questo strumento nel modo più efficace. Come ha fatto Localworld, ad esempio, che vede ben 2\3 delle proprie revenue provenire proprio dal programmatic advertising.
Tornando a Teads, come ha anticipato Tran ai microfoni di ADVexpressTv, ci sono in programma numerosi lanci di prodotto nei prossimi due o tre mesi: si tratta della seconda wave, dopo la prima generazione di prodotti video ora già apprezzati sul mercato.
Tra le novità, 'InRead Everywhere', un formato cross-device, adatto sia alla pianificazione su desktop che su mobile, che pertanto permette di raggiungere il proprio target in qualsiasi momento, rispondendo all'esigenza avvertita oggi dagli investitori di comunicare il messaggio giuato all'utente giusto al momento giusto.
Video e mobile sono le due aree che al momento registrano la crescita maggiore in termini di programmatic. Come ha spiegato Tran ai nostri microfoni, il mobile, in particolare, sta registrando dei risultati sorprendenti: basti pensare che negli Stati Uniti il 57% di tutto l'online advertising è già programmatic e che l'anno prossimo questa percentuale salirà al 68%. Numeri vicini a quelli relativi all'advertising su desktop? "No, è sbagliato credere che il mobile advertising si stia avvicinando al desktop advertising, in realtà lo ha già superato", ha chiosato il manager.
Serena Piazzi

