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Festival Of Media /9. Bergamini (Danone): voglia di concretezza

Un bilancio positivo, quello del Festival, secondo Marcella Bergamini, media director Danone, che lo ha trovato ricco di spunti concreti e di voglia di capire fino in fondo la fase di transizione che stiamo vivendo.

(Valencia. Dal nostro inviato, Tommaso Ridolfi). Quella di Marcella Bergamini, media director di Danone, è una delle poche presenze italiane a questo Festival. Le abbiamo chiesto di esprimere un parere sulla due giorni di lavori.
"Quel che ho visto e apprezzato maggiormente del Festival – risponde Bergamini – è stata la volontà di concentrarsi sulla comprensione di ciò che sta accadendo più che su quando la crisi finirà o quanto sarà profonda, la presa di coscienza del fatto che siamo in un momento di transizione in cui tutti cerchiamo di trovare le regole 'auree' che ci permetteranno di avere le maggiori soddisfazioni".

Quali gli spunti più interessanti che ha registrato?

"In particolare credo siano state importanti le testimonianze e la visione raccontata dalle aziende multinazionali, che insieme all'alternanza fra sessioni plenarie e seminari di approfondimento su specifici argomenti – dove il pubblico poteva intervenire direttamente e interagire con gli speaker – hanno rappresentato un'ulteriore testimonianza della diffusa voglia di concretezza fra gli addetti ai lavori".

Rispetto alle realtà disegnate da Procter & Gamble e Coca-Cola, qual è la sua visione del mercato e delle aziende italiane?

"Le cose che ho sentito e gli spunti che ho raccolto sono tutti elementi su cui anche le nostre aziende stanno già lavorando. Il valore aggiunto del Festival è forse la sintesi e la sistematizzazione dei punti di vista e delle idee che già circolano in tutte le multinazionali e anche in Italia. Le modalità di lavoro sui cui sono impegnate Procter e Coca-Cola possono aiutare nel rileggere attraverso un percorso critico quella che è già l'esperienza di ognuno di noi".

Quale invece il suo parere su quanto ascoltato dai centri media?

"È evidente come le agenzie stiano chiedendo di essere maggiormente valorizzate proprio perché capaci di portare a noi aziende un valore aggiunto in termini di maggior comprensione di questa fase di transizione. Forte è stata espressa l'esigenza di avere dalle agenzie la massima trasparenza condizione necessaria per essere partner con le aziende".

È un discorso che vale anche per l'Italia?

"In italia, le agenzie sono per Danone nostri partner sia nelle modalità di lavoro che di remunerazione. In generale le modalità di relazione con i mezzi e le modalità di negoziazione garantiscono un 'alta trasparenza. Anche le centrali italiane vogliono essere vissute come partner e assisterci nell'evoluzione, e anche da noi ci sono grandi gruppi e grandi talenti che in questo possono effettivamente aiutarci: per esempio, lo scambio di expertise su terreni quali il digitale permette loro di trasferirci una maggiore coscienza e conoscenza".