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Procter&Gamble rivede i contratti con le agenzie per una maggiore trasparenza della 'media supply chain'
Come riporta la stampa estera, Marc Pritchard, Chief Brand Officer di P&G, durante il Leadership Meeting dello IAB in Florida, il 29 gennaio, ha dichiarato che la company ha avviato un progetto di revisione dei contratti in essere con le agenzie per arrivare a una maggiore chiarezza e trasparenza nel media buying, qualità più elevata nella strategia media e miglior advertising che possa guidare la crescita del business.
"Abbiamo accettato metriche di viewability multiple, reportistica degli editori senza alcuna verifica esterna, contratti datati con le agenzie e tentativi di frode con la deludente convinzione che il digital fosse differente. Ma abbiamo realizzato che non c’è alcun vantaggio sostenibile in una media supply chain complicata, poco trasparente, inefficiente e fraudolenta". "Abbiamo bisogno di una pubblicità migliore che spinga la nostra crescita, garantita da una trasparenza nei media che guidi una media supply chain chiara e produttiva" ha affermato il manager.
Il piano di P&G si articola in quattro step: adozione di un unico standard per la misurazione della viewability, quello del Media Rating Council; non affidarsi ai media che misurano la propria inventory; revisione di tutti i contratti in corso nel 2017; verificare che ogni entità sia a prova di TAG per evitare frodi digitali.
"Miglior pubblicità e trasparenza dei media sono fortemente correlate - ha dichiarato Pritchard - . Troppo tempo e denaro sono stati sprecati in una media supply chain con bassa standardizzazione, troppi player che si valutano da soli, eccessive connessioni nascoste e troppe falle che generano inganni”.
Il manager ha inoltre sollecitato tutti i player dell'industry, dai publisher ai tech vendors di 'fare fronte comune, evitare di puntare il dito e risolvere le problematiche" perchè "si tratta di affrontare una questione che riguarda tutti. Se possiamo progettare auto che si guidano da sole, allora possiamo trovare la via per tracciare i media".
EC