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Publicis Groupe: nel 2016 fatturato in crescita del +1,4% ma una perdita netta di 527 milioni di euro
“I risultati del 2016 confermano, casomai ce ne fosse bisogno, la forza eccezionale del nostro modello di business”: così Maurice Levy commenta il bilancio di Publicis Groupe annunciato ieri sera. Il chairman e CEO della holding, che a giugno lascerà l’incarico nelle mani di Arthur Sadoun, sottolinea infatti come tutti i principali indicatori siano cresciuti (quali fatturato, margine operativo, utile diluito per azione e dividendo, l’alto livello di cash flow generato e la riduzione del debito), in un contesto, spiega Levy, “Di modesta crescita organica dovuta in particolare alla perdita di budget media subita nel 2015 (durante la cosiddetta Mediapalooza) e nella prima metà del 2016, oltre ai seri problemi di Razorfish. Questo ci ha portato a fondere Razorfish e SapientNitro per creare la prima struttura al mondo dedicata alla consumer experience e inserire a bilancio 1,4 miliardi di euro per oneri di svalutazione”.
I dati rilasciati da Publicis mostrano andamenti diversi nelle varie regioni in cui la holding è operativa. In Europa, la crescita è stata del +3,6%, da 2,66 miliardi di euro a quota 2,76 miliardi. Il vecchio continente è anche quello che ha registrato la crescita organica più solida (+5,1% nel 4° trimestre, +5,9% nel 2016) grazie al +5,9% della Gran Bretagna, il +6,1% dell’Italia, il +6,5% della Francia e il +8% della Germania, conseguenti, spiega Publicis, alla migliorata situazione macroeconomica. Nonostante la situazione estrememente ‘volatile’, anche la Russia è cresciuta del +11,8%.
Sul fronte del digitale, la crescita complessiva di Publicis è stata del +3,2%.
Anche in questo caso il risultato migliore arriva dall’Europa con il +11,1% rispetto al 2015 alla pari con Middle East &Africa (+11,2%); segue l’Asia-Pacifico (+9,5%), mentre Nord America (-0,4%) e America Latina (-1,4%) sono in territorio negativo.
Alla crescita del fatturato in Nord America (+1,1% e 5,24 miliardi di euro), fa da contrappeso una crescita organica del -2,2% sul totale annuo (dopo il calo del - 6,9% nel solo quarto trimestre). Nella regione dell’Asia-Pacifio crescita del fatturato (+1,8% fino a 1,085 miliardi di euro) e crescita organica (+1,5%) sono state pressoché equivalenti. Meno rilevanti per Publicis sono invece i mercati dell’America Latina (365 milioni di euro) dove il forte calo del fatturato (-11,4%) è ascrivibile alle fluttuazione del cambio ma la crescita organica è stata del +2,9%, e quello di Africa e Medio Oriente (287 milioni di euro), aumentato del +4,4% per una crescita organica del +1,1%.
“Il 2016 è stato dedicato a implementare la nuova organizzazione del Gruppo – prosegue Levy – e alla trasformazione da ‘advertising holding company’ a ‘connecting company’ con la creazione di un approccio completamente nuovo chiamato ‘The Power Of One’. I risultati sono stati eccellenti e si sono cominciati a sentire nell’estate del 2016, grazie ai notevoli successi registrati con clienti come Asda in UK e Wal-Mart negli USA, la vincita di gare come Merck, KFC e HSBC (cui va aggiunta quella Mattel annunciata proprio ieri: ndr), le conferme di Special K, Mars - che ha anche incrementato l’investimento - e GMC (General Motors). Questo nuovo approccio è ancora nelle fasi iniziali, ma visti i risultati ottenuti finora credo sia davvero promettente”.
Per Levy il 2017 segna dunque l’inizio di una nuova era, per il Gruppo come per il mercato: “La spettacolare evoluzione della società e lo sviluppo esponenziale del digitale e di altre tecnologie obbliga le aziende a una profonda trasformazione. I risultati dei referendum in Gran Bretagna e in Italia e le elezioni americane hanno creato uno stato di agitazione geopolitica che sta causando nuova incertezza in Europa, mentre la posizione più tradizionale degli Stati Uniti produrrà conseguenze ancora difficili da immaginare”. In questo scenario, ha dichiarato Levy – dopo aver ricordato il prossimo passaggio a Sadoun della guida del Gruppo –, “In 30 anni Publicis è diventata il terzo gruppo di comunicazione globale, operando in più di 100 paesi, moltiplicando le sue revenue per 50, il suo staff per 25 e la sua capitalizzazione per 100. Siamo e continueremo a essere ambiziosi”.
E ha concluso: “Per raggiungere gli obiettivi che ci siamo posti dovremo migliorare la nostra crescita organica. La prima metà del 2017 sarà ancora sotto il segno delle precedenti difficoltà, ma già dalla seconda metà dell’anno il Gruppo dovrebbe tornare a livelli di crescita paragonabili a quelli dei suoi pari e, guardando avanti, e sostenibilmente in linea con il nostro profilo e la nostra storia. I nostri recenti successi, che dovremo sfruttare per migliorare i nostri margini e continuare a generare liquidità, mi rendono fiducioso per il nostro futuro”.
TR