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Steve Jobs 'lascia' per sei mesi: quale futuro per il brand Apple?

Una malattia più grave del previsto ha costretto Steve Jobs, ceo di Apple, a lasciare il suo incarico per un periodo di aspettativa di sei mesi. Riuscirà il brand a sopravvivere senza il suo iconico fondatore?

Il ceo di Apple, Steve Jobs (nella foto), ha annunciato un semestre di aspettativa dovuto a cause di salute. Il titolo è stato sospeso e poi riammesso alle contrattazioni a Wall Street ma ha chiuso la giornata di ieri in netto calo. Al di là delle preoccupazioni sulla salute di Jobs e a quelle finanziarie, la domanda che in molti si fanno è quale sarà il futuro del brand: se il semestre dovesse protrarsi più a lungo (Jobs fu operato di tumore al pancreas nel 2004) e diventare definitiva, la 'mela' potrà sopravvivere all'eventuale abbandono da parte del suo fondatore?

A Jobs, spesso definito un vero e proprio genio del marketing, è attribuito lo straordinario sviluppo del marchio nell'ultimo decennio, quando rientrato nell'azienda che aveva fondato e dalla quale era stato estromesso ha lanciato, sempre in prima persona, prodotti come iMac, iPod e iPhone. Grazie alla sua figura carismatica, infatti, Apple ha conquistato quote di mercato o addirittura creato nuovi categorie merceologiche: basti pensare a quello del download di musica digitale legale, dove grazie a iPod e iTunes l'azienda californiana è leader incontrastata e, almeno per ora, irraggiungibile dai competitor.

Ma non solo. Soprattutto, ha trasformato il brand da produttore di computer di nicchia a vero e proprio simbolo di lifestyle, un 'lovemark' per eccellenza, usando la definizione di Kevin Roberts. Non a caso, pur se di dimensioni inferiori a quelle di molti concorrenti, nella classifica dei Top 100 Best Global Brands del 2008, stilata da Interbrand, Apple era al 24° posto, in crescita del 24% sull'anno precedente.

Apple e la sua agenzia storica, TBWA/Chiat/Day, hanno anche realizzato alcune delle campagne più famose della storia dell'advertising moderno: dallo spot per il lancio del Macintosh '1984', diretto da Ridley Scott, a quella di fine anni '90 'Think Different', fino alle silhouette nere su fondi fluorescenti per il lancio dell'iPod.

Visto un simile background sono dunque molti quelli che si domandano quali saranno le sorti del marchio non più sotto la guida di Steve Jobs. Fra i suoi potenziali successori si fanno i nomi del chief operating officer Tim Cook (che farà le veci di Jobs nel prossimo semestre), e del marketing director Philip Schiller, ma entrambi non possono naturalmente avvicinare la figura di vero e proprio 'culto' raggiunta da Jobs.

Secondo diversi opinionisti, resta però il fatto che, insieme a Jonathan Ives, responsabile del design caratterizzante tutti i prodotti Apple, l'azienda ha una linea di management comunque estremamente valida, perfettamente in grado di gestire la situazione nonostante le evidenti difficoltà.