Foreign Office

Twitter chiude il 2016 con 2,5 mld di dollari di ricavi (+14%). Nell'ultimo quarter Adv in calo del -1% e ricavi inferiori alle attese degli analisti

Tra le azioni da implementare nel 2017 per migliorare i conti, come si legge nel documento di presentazione dei dati finanziari, il social network si concentrerà sulla raccolta pubblicitaria soprattutto attraverso un rilancio della sua piattaforma video, sulla falsa riga di quanto fatto da Facebook.

Twitter ha archiviato il 2016 con ricavi a quota 2,5 miliardi di dollari, in crescita del +14% sul 2015, di cui 440 milioni in USA, mentre nel resto del mondo il fatturato è stato di 277 milioni (+12%). 

Nell'ultimo  trimestre 2016 la perdita di 167 milioni è aumentata rispetto al rosso di 90,2 milioni dello stesso periodo dell'anno precedente. I ricavi sono stati pari a 717 milioni di dollari, +1% rispetto al medesimo periodo dell'anno precedente ma sotto le attese degli analisti pari a 740 milioni di dollari. Ricordiamo che nell'ultimo quarter 2015 la crescita era stata di +48%.

Anche relativamente agli utenti, la crescita rallenta. Il gruppo ha comunicato di aver registrato 319 milioni di utenti su base mensile, +0,6% rispetto al trimestre precedente e  +4% rispetto al 2015.

Molto più preoccupante invece il risvolto pubblicitario. La raccolta negli ultimi tre mesi è calata 638 milioni di dollari, di cui l’89% è prodotto dall'adv mobile, -1% rispetto al pari periodo 2015. Risultati positivi invece per il giro d'affari generato dalle licenze sui dati e pari a 79 milioni (+14%).

Nel 2016 Twitter, per ridurre e ottimizzare le spese, ha ridotto il personale del 9%, venduto la divisione Fabric per lo sviluppo di app a Google e ha chiuso Vine, il social network per condividere video della durata di pochi secondi.

Tra le azioni che invece intende implementare nel 2017 per migliorare i conti, come si legge nel documento di presentazione dei dati finanziari (in allegato), il social network guidato da Jack Dorsey si concentrerà sulla raccolta pubblicitaria, soprattutto attraverso un rilancio della sua piattaforma video, sulla falsa riga di quanto fatto da Facebook.