Foreign Office
UK: il COI dimezzato
Budget pubblici bloccati fino a marzo 2011, taglio del 50% ai futuri investimenti e del 40% dei dipendenti: succede in Inghilterra, dove il governo di coalizione guidato dal primo ministro conservatore Cameron ha deciso un drastico ridimensionamento del COI (Central Office of Information), considerato da molti come 'il' modello di riferimento per la gestione della comunicazione pubblica.
Sono già 236 i dipendenti del COI (Central Office of Information) che hanno 'volontariamente' lasciato il proproprio posto accettando gli incentivi fissati dal governo di coalizione guidato dal Primo Ministro Cameron. Inizia così a concretizzarsi il programma già annunciato da diversi mesi che prevede un drastico ridimensionamento dell'ufficio: congelato il budget annuale di circa 540 milioni di sterline (va ricordato che in Gran Bretagna proprio il COI è l'investitore pubblicitario numero 1), eccezion fatta per le sole campagne già in corso ritenute 'essenziali' (quali ad esempio quella per l'arruolamento nell'esercito); un taglio netto del 50% alla spesa statale in marketing e advertising; riduzione del 40% dell'organico del COI (che fino a una settimana fa contava 737 addetti). Un bagno di sangue - come lo definisce la stampa britannica - che proseguirà con la probabile uscita degli altri 51 dipendenti che mancano ai 287 previsti, in condizioni assai meno 'tranquille'.Nato nel 1946, il Central Office of Information è la struttura che si occupa della comunicazione pubblica inglese (governativa, ministeriale e non solo) ed è da molti considerato 'il' modello di riferimento per tutto ciò che riguarda l'organizzazione, pianificazione e gestione della spesa pubblicitaria statale.
Lo scorso ottobre, il suo chief executive officer, Mark Lund, aveva dichiarato che "Il panorama della comunicazione governativa sta attraversando un periodo di cambiamenti significativi, a partire dal blocco di ogni investimento in marketing e advertising ritenuto 'non essenziale' al ridimensionamento della nostra struttura del 40%. Il COI si è sempre adattato alle richieste del Governo e alle mutazioni dello scenario media. E anche in questo caso siamo direttamente coinvolti in un tavolo di discussione con il Ministro per il Cabinet Office e l'intero Communication Network Governativo per trovare un modello che garantisca la massima efficienza ed efficacia alla comunicazione pubblica".Quelli destinati al COI rientrano in un più ampio di tagli della spesa pubblica in nome dell'efficenza della macchina burocratica statale. E a essere messi in discussione sono infatti i 540 milioni di sterline investiti annualmente dal COI, dei quali circa 211 sono destinati ai mezzi classici - tv, radio e stampa, ad eccezione della 'advertising free' BBC: tutto ciò potrebbe cambiare, però, secondo i piani del ministro Francis Maude, che ha lanciato la proposta di spostare le pianificazioni delle campagne pubbliche sociali dalle reti commerciali proprio alla BBC, sostenendo che in realtà quest'ultima già trasmette 'spot' e 'promo' relativi ai propri programmi e servizi...
Nell'ottica di una eventuale pianificazione a costo zero sulle reti pubbliche, Maude ha del resto già aperto una trattativa con il Gruppo WPP per ridiscutere il contratto da 200 milioni di sterline che riguarda il buying centralizzato del COI, gestito da M4C. Ma un simile proposito ha sollevato le ire sia di ITV (la tv commerciale alla quale è destinata una larga fetta di quei budget), sia della stessa BBC, che rivendica la totale estraneità e indipendenza da qualsiasi ingerenza governativa in difesa della necessaria e indispensabile imparzialità sulle quali da sempre si fonda.
La partita, però, non è ancora chiusa, e in uno scenario in cui si inseriscono anche le polemiche sull'attuale tentativo da parte di Rupert Murdoch di rilevare interamente le quote di BSkyB che ancora non possiede, il dibattito sull''interesse pubblico' di qualsiasi decisione potrebbe convincere il governo britannico, se non a rinunciare, quanto meno a rimandare i suoi propositi sul futuro del COI.
Tommaso Ridolfi
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Fonte: COI Annual Report 2009/2010 - in migliaia di sterline

