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Per la prima volta un operatore TLC riscrive il proprio Codice Etico per bandire il cyberbullismo. Con Intred e This Is Ideal i bulli sono #FuoriDallaRete

Dopo il successo di “Cyberbullying is not a game” (pluripremiato agli NC Digital Awards 2025 di ADC Group dove si è aggiudicato anche un doppio GP ORO), il Gruppo This Is Ideal e Intred rafforzano il proprio impegno contro il cyberbullismo con un progetto che va oltre la comunicazione tradizionale e introduce, per la prima volta in Italia, uno strumento concreto per contrastare il fenomeno, chiamando l’intero settore TLC a una presa di posizione. Il progetto, lanciato oggi in occasione del Safer Internet Day, si completa con una piattaforma digitale dedicata (www.gamer.intred.it), pensata come spazio aperto di confronto e progettazione condivisa tra operatori, istituzioni e utenti per favorire l’adozione di soluzioni concrete contro il cyberbullismo.

Con #FuoriDallaRete, This Is Ideal firma per Intred un altro progetto purpose-driven, in collaborazione con la Polizia di Stato, che trasforma un’idea creativa in un’azione strutturale, culturale e concreta.

Il progetto rappresenta il punto di arrivo di un percorso avviato nel 2024 con “Cyberbullying is not a game”: per la prima volta nel settore delle telecomunicazioni, un operatore sceglie di riscrivere il proprio Codice Etico introducendo una clausola che consente la risoluzione del contratto (con i clienti) in caso di condanna per atti di cyberbullismo. (La campagna lanciata nel 2024, ricordiamo, è stata pluripremiata agli NC Digital Awards 2025 di ADC Group, dove si è aggiudicata un doppio Grand Prix Oro, agli NC DIGITAL Awards e agli IMA – Influencer Marketing Awards, un Oro in TLC nella categoria Campagne Digitali Integrate,  un argento in Digital Video Strategy nei Premi di Tipologia e un Oro nella tipologia Big Talent agli IMA – Influencer Marketing Awards).

Una decisione che prende forma attraverso un progetto integrato che unisce stampa, PR, digital activation e community engagement per trasformare una scelta aziendale in un movimento collettivo, con l'obiettivo di coinvolgere anche gli altri player del mercato.

Il progetto prende il via in occasione del Safer Internet Day, con una campagna stampa lanciata su quotidiani nazionali e locali: una lettera aperta ai «colleghi operatori delle telecomunicazioni», in cui Intred presenta la nuova norma introdotta nel proprio Codice Etico e chiede a gran voce al settore di lavorare insieme per adottare strumenti analoghi contro il cyberbullismo.

La campagna prosegue anche sui social media, dove Intred chiama direttamente in causa il settore taggando nei propri contenuti i principali operatori di TLC e i loro vertici, grazie anche al supporto della community.

Il progetto si completa con una piattaforma digitale dedicata (www.gamer.intred.it), pensata  come spazio aperto di confronto e progettazione condivisa tra operatori, istituzioni e utenti per favorire l’adozione di soluzioni concrete contro il cyberbullismo.

Giorgia Tosato, Chief Creative Officer del Gruppo This Is Ideal, commenta: «Con #FuoriDallaRete confermiamo il nostro approccio alla creatività come motore di cambiamento reale: fare qualcosa che non era mai stato fatto prima richiede coraggio. Quando agenzia e brand condividono una visione, la comunicazione non si limita a raccontare valori, ma può trasformarli in azioni concrete, cambiare le regole e generare un impatto che va oltre la campagna».

Daniele Peli, Amministratore Delegato di Intred, aggiunge: «Questo progetto conferma il nostro impegno nella tutela dei più giovani in rete, già iniziato con la campagna "Cyberbullying is not a game" dello scorso anno. Come operatore di TLC, vogliamo assumerci la responsabilità di costruire una rete sicura e inclusiva, aggiornando il nostro Codice Etico. Ringrazio il team di This Is Ideal che ci ha guidati in un percorso inedito per il settore TLC: con il progetto #FuoriDallaRete, abbiamo trasformato insieme un impegno etico in un valore strutturale, convinti che solo attraverso azioni condivise si possa incidere davvero su fenomeni complessi come il cyberbullismo».