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Sbarca sulla terra Zaira, la meta influencer di Buzzoole per avvicinare la Gen Z ai brand

Si tratta di un progetto destinato ai quei marchi che vogliono approcciarsi ai nuovi territori del Metaverso. In particolare, l’audience principale degli ambienti virtuali sono donne tra i 18 e i 34 anni (circa 45%). Inoltre, c’è anche una grande porzione di giovanissimi di età compresa tra i 13 e i 17 anni (14,47%), il doppio rispetto a quelli che seguono una normale celebrità di internet, la cui la percentuale dei nati tra la fine degli anni '90 e i primi anni '10, si aggira attorno al 7%. “I virtual influencer hanno un tasso di engagement tre volte superiore rispetto agli quelli reali” ha dichiarato Perrelli, CEO di Buzzoole.

È nata con l’arrivo della primavera e non a caso il suo nome in arabo significa “fiore che sboccia”: si tratta di Zaira, la nuova Meta Influencer creata da Buzzoole,  presentata il 20 maggio nel metaverso di The Nemesis (un ambiente a 360 gradi che unisce realtà virtuale, esperienze 3D e tecnologia blockchain), alla presenza di ospiti e volti noti del mondo dell’Influencer Marketing in versione avatar.

Un progetto volto ad avvicinare la Gen Z ai brand più all’avanguardia e che vogliono approcciarsi ai nuovi territori del Metaverso. In particolare, l’audience principale dei virtual influencer sono donne tra i 18 e i 34 anni (circa 45%). Inoltre, c’è anche una grande porzione di giovanissimi di età compresa tra i 13 e i 17 anni (14,47%), il doppio rispetto a quelli che seguono un normale influencer di cui la percentuale di rappresentanti della Gen Z si aggira attorno al 7%.

Gianluca Perrelli, CEO di Buzzoole dichiara: “Computer graphics, meta-mondo valoriale, storytelling. Sono questi gli elementi che determinano l’eco-sistema della nostra Meta Influencer. Un progetto ambizioso, al quale abbiamo lavorato per diversi mesi e che sta già riscontrando l’interesse di nuovi partner e clienti per la creazione e lo sviluppo di nuove sinergie e progetti. I virtual influencer, infatti, possono creare empatia al pari di personaggi reali, se riescono a raccontare storie credibili e a stimolare la curiosità del proprio pubblico. Inoltre, i virtual influencer hanno un tasso di engagement tre volte superiore rispetto agli influencer reali (fonte HypeAuditor)”.

Inclusione, consapevolezza e rinascita costituiscono il sistema valoriale di Zaira, che vede la sua nascita non sulla Terra bensì all’interno del Metaverso (a differenza degli altri virtual influencer che nascono e vivono sulla Terra). Nel mondo virtuale, infatti, non esistono distinzioni di genere, di etnia, di religione e di orientamento sessuale, e ognuno ha la possibilità di esplorare le proprie potenzialità per capire chi voler essere e quali sembianze avere. Concetti, che, paradossalmente, costituiscono in questi tempi la trama stessa del dibattito delle idee sul nostro Pianeta.

La presenza di Zaira sulla Terra si configura “onlife” e ciò che la incuriosisce e la spinge ad esplorare il nostro Pianeta sono le immagini, i suoni e le informazioni che "filtrano" costantemente dai viaggi esplorativi dell'uomo nel Metaverso. Ogni volta che si immerge nel mondo reale con occhi curiosi e ingenui, scopre un territorio nuovo e nettamente più complesso e scomodo rispetto a ciò a cui è abituata.

Dal Metaverso Zaira porta con sé saldi principi etici, oltre alla voglia di farsi sentire su tematiche care alla Generazione Z: diversity, body positivity e sostenibilità. Ama sperimentare, ma anche prendersi cura di sé, del suo corpo e della sua mente. Zaira pratica lo yoga e la meditazione.

Zaira ha un profilo Instagram perché è una delle lenti attraverso la quale gli uomini raccontano il mondo e le sue bellezze, ma anche le sue lotte, paure e incertezze – Prosegue Gianluca Perrelli – In attesa di raggiungerci nel nostro Pianeta, comunica e utilizza il proprio profilo IG per sperimentare quello che fanno le persone reali, che nel Metaverso sono oltre 350 milioni”.

I social network, in particolare Instagram (@be_zaira), sono il principale canale attraverso cui ama farsi sentire e, soprattutto, dialogare con i propri pari. Utilizza questi strumenti, infatti, per porsi come trait d’union tra il mondo offline e il Metaverso, avvicinando i giovani ad una realtà digitale che, a discapito di quanto si dica, fa molta meno paura del mondo in cui viviamo.