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Web tax, in assenza di un accordo globale l'Italia introdurrà la tassazione a partire da febbraio 2021

Il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri punta a un'intesa internazionale, ma se questo non avverrà il nostro Paese andrà avanti lo stesso. Il commissario Ue per l'Economia, Paolo Gentiloni, ribadisce che la web tax 'non è una misura anti-americana ma uno strumento per adeguare il fisco all'era digitale'.

L'Italia punta a un accordo globale sulla web tax ma, in assenza di un'intesa internazionale, il nostro Paese introdurrà comunque la tassazione a partire dal febbraio 2021. Lo ha dichiarato nei giorni scorsi il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri (nella foto), che ha parlato a Davos in occasione del cinquantesimo World Economic Forum.

"O ci sarà un accordo globale sulla web tax o i paesi europei e anche l'Italia andranno avanti con le loro imposte nazionali" ha affermato Gualtieri in un'intervista alla Cnbc, sottolineando che la strada di un accordo globale è
quella che preferiamo".

Prendiamo atto - ha proseguito Gualtieri – delle dichiarazioni del presidente Usa Donald Trump in merito a possibili reazioni da parte degli Stati Uniti, e "siamo impegnati in una discussione positiva con gli Usa, soprattutto a livello multilaterale, ma pensiamo che la via maestra sia quella di definire un sistema globale".

Dopo un bilaterale fra il ministro dell'Economia francese, Bruno Le Maire e il suo omologo Usa, Steven Mnuchin nei giorni scorsi era emerso che c'è un'intesa con gli Usa per arrivare a un comune quadro normativo
internazionale tramite trattative in sede Ocse. La Francia al momento ha infatti rinviato il pagamento del primo acconto della web tax a carico dei grandi colossi Usa del digitale. Tuttavia, se non sarà raggiunto un accordo in sede Ocse, Le Maire ha annunciato che anche Parigi procederà con l'applicazione della legge a partire da dicembre 2020.

Meno cauto il cancelliere dello Scacchiere britannico (l'equivalente del nostro ministro delle Finanze), Sajid Javid: "Contiamo di andare avanti con la tassa sui servizi digitali ad aprile. È proporzionata e deliberatamente progettata come una tassa temporanea, finché non ci sarà un accordo internazionale".

Intervistato oggi da La Stampa, il commissario Ue per l'Economia, Paolo Gentiloni, ha ribadito che la web tax "non è una misura anti-americana ma uno strumento per adeguare il fisco all'era digitale". Gentiloni inoltre considera un "fatto positivo" il dialogo tra Stati Uniti e Francia, non si tratta di una ritirata, bensì di "una tregua" che apre "una finestra di opportunità" sino alla fine dell'anno per definire un'intesa collettiva sotto l'egida dell'Ocse.