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Cannes 2022. Mentre WPP annuncia una campagna per il Governo Ucraino che dirà al mondo che il paese è ‘aperto per business’, Greenpeace sbarca alla WPP Beach chiedendo la messa al bando dell’adv dell’industria petrolifera

Una giornata intensa quella vissuta alla WPP Beach sulla Croisette di Cannes: prima l’annuncio di Mark Read, Ceo di WPP, e Oleksandr Tkachenko, Ministro della Cultura ucraino, di una prossima campagna pro- bono che intende attirare investimenti in grado di sostenere la ricostruzione del paese nel dopoguerra; e poco più tardi una piccola flotta di attivisti di Greenpeace che sbarca sulla spiaggia con i suoi kayak per protestare contro l’advertising dei produttori di combustibili fossili. Il paradosso? Prendere di mira la holding che – grazie a VMLY&R Brasil – ha vinto proprio nei giorni scorsi 2 leoni d’oro per le sue campagne a favore dell’associane ecologista.

Il CEO di WPP Mark Read (a destra nella foto) e il Ministro della Cultura e delle politiche informative ucraino, Oleksandr Tkachenko, collegato in video, hanno annunciato oggi da Cannes una partnership operativa dal nome ‘Advantage Ukraine’: una campagna pro bono che sarà realizzata dalle agenzie WPP presenti in Ucraina, Polonia e Repubblica Ceca, che lavoreranno insieme al ministro e al governo, rivolgendosi ai business leader della regione e di tutto il mondo per incoraggiare l’ingresso di nuovi investitori in grado di risollevare l’economia del paese.
“Vogliamo che tutto il mondo sappia che l’Ucraina è ‘aperta per business’ – ha dichiarato Tkachenko –, e che ha il potenziale per diventare un hub importantissimo per la cultura e la tecnologia digitale dell’Unione Europea. È una grande opportunità per tutti i ‘visionari’ che vorranno venire, o perché no, tornare in Ucraina, per aiutarci nella ricostruzione del paese e della sua economia”.

“Oggi – ha proseguito – siamo costretti a vivere in due mondi paralleli: nelle aree di guerra, e in quelle messe in sicurezza, dove i ristoranti, i teatri e i musei continuano a essere aperti. Il compito del governo in questo momento è quindi duplice: da un lato proteggere la popolazione, dall’altro promuovere il nostro retaggio culturale e le nostre potenzialità economiche”. ‘Advantage Ukraina’ servirà proprio a mettere in mostra la varietà di talenti e il know-how ucraino in settori quali l’agricoltura, la tecnologia, la cultura e l’industria creativa, e il suo enorme potenziale di investimento.

“Siamo orgogliosi di poter supportare direttamente l’Ucraina con questo progetto – ha dichiarato Read –: la creatività non ha solo il potere di trovare soluzioni a problemi di ordine commerciale, ma può anche affrontare e contribuire a risolvere le questioni più gravi che ci troviamo ad affrontare. La partnership con il Governo ucraino intende fare entrambe le cose, sottolineando l’enorme potenziale del paese e supportandone la ripresa economica indispensabile per la ricostruzione della vita sociale e culturale dei cittadini, assicurando loro un futuro positivo”.
Lo sbarco di Greenpeace: una protesta, per certi versi, paradossale. Nel primo pomeriggio, quando si era da poco concluso il collegamento con il ministro ucraino, la WPP Beach è stata oggetto di uno sbarco a scopo del tutto dimostrativo e senza alcuna velleità violenta, va precisato, da parte di Greenpeace, che già da qualche giorno manifesta sulla Croisette per richiedere che sia messa al bando la pubblicità dei produttori di combustibili fossili, principali responsabili della crisi climatica. Già lunedì sera, infatti, un ex pubblicitario diventato attivista dell’associazione aveva interrotto con la stessa motivazione la cerimonia di premiazione in corso sul palco del Palais.

greenpeace kayak

 Vestiti come il cane del noto meme ‘This is fine’, i membri del ‘commando’ – che fino a pochi minuti prima si lasciavano amabilmente fotografare sulla passeggiata della Croisette – si sono limitati a mostrare alcuni cartelli alla spiaggia evacuata precauzionalmente e quindi vuota, prima di essere allontanati dalla polizia.

Al di là dell’aspetto coreografico e folcloristico, appare abbastanza paradossale che la protesta abbia preso di mira proprio WPP: pur mantenendo i suoi attuali incarichi per le aziende delle quali Greenpeace vorrebbe il divieto a fare pubblicità, la holding si è impegnata a diventare totalmente ‘carbon neutral’ entro il 2030,; e non di meno perché proprio un’agenzia che fa capo alla holding, VMLY&R Brasil, ha vinto nei giorni scorsi 2 Leoni d’Oro proprio per campagne e progetti a favore della stessa Greenpeace.

Curiosamente, quasi fosse una premonizione, nel corso della conversazione con Robert Thomson (CEO di News Corp) seguita a quella con Oleksandr Tkachenko, proprio MarK Read aveva fatto riferimento alla questione dei clienti del settore energetico e dei combustibili fossili, rivendicando come qualsiasi azienda abbia il diritto di poter comunicare con i propri utenti, e qualsiasi agenzia quello di poter lavorare per questi clienti.

 

Tommaso Ridolfi