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Al via un percorso di sostenibilità per il brand Tigullio che parte dal suo ingrediente più prezioso: il basilico

L’ingrediente è coltivato garantendo i requisiti della certificazione di sostenibilità ISCC PLUS - International Sustainability and Carbon Certification - uno standard di natura volontaria che permette di monitorare il rispetto dei criteri di sostenibilità e tracciabilità lungo tutta la filiera produttiva alimentare: dal metodo di raccolta a quello di lavorazione, fino alla tutela della biodiversità dedicando una percentuale dei campi per la coltivazione di piante a fiore.

Comportamenti e abitudini alimentari di ciascuno di noi si ripercuotono tanto sul benessere individuale quanto su quello dell’ambiente e della società. Prestare attenzione a ciò che mettiamo in tavola, prediligendo alimenti sostenibili incide anche sulla salvaguardia del pianeta. 

La domanda del consumatore quindi è cambiata: c’è più attenzione per il cibo salutare, sostenibile e Made in Italy. La consapevolezza della relazione tra nutrizione e salute, la scelta di prodotti salutari e sostenibili, è questo il ritratto dei consumatori tracciato dall’analisi “The Conscious Consumer” (fonte: Deloitte). Salute e sostenibilità sono tra i principali driver dei comportamenti di acquisto, ma anche l’autenticità dei prodotti e il Made in Italy diventano sempre più rilevanti nei nuovi stili di vita. 

In questo contesto si inserisce il nuovo percorso intrapreso dal brand Tigullio, con un primo passo verso la sostenibilità, come si evince dal suo manifesto: “Noi di Tigullio amiamo i sapori autentici e quella natura rustica che da sempre ritroviamo nel nostro pesto deliziosamente imperfetto. A ispirarci è la terra, come quella da cui prendiamo il nome. Così ricca di contrasti, disegnata dalla natura: dal vento, dal mare, dal sole. E della terra vogliamo prenderci cura, restituendole quello che prendiamo e preservandone l’autenticità e l’imperfezione”. 

Tigullio nel suo percorso di sostenibilità vuole partire dal suo ingrediente più prezioso, il basilico: italiano, fresco, e soprattutto, da oggi, proveniente al 100% da agricoltura sostenibile

Il basilico dei pesti Tigullio è coltivato infatti garantendo i requisiti della certificazione di sostenibilità ISCC PLUS - International Sustainability and Carbon Certification - uno standard di natura volontaria che permette di monitorare il rispetto dei criteri di sostenibilità e tracciabilità lungo tutta la filiera produttiva alimentare: dal metodo di raccolta a quello di lavorazione, fino alla tutela della biodiversità dedicando una percentuale dei campi per la coltivazione di piante a fiore. 

Commenta Francesca Sansò – Marketing Director STAR Italia: “I consumatori vogliono essere rassicurati sulla bontà delle loro scelte alimentari e sul fatto che queste abbiano un impatto positivo sul Pianeta, il cui benessere è una priorità per tutti. Ecco perché sempre più spesso ricercano esperienze e sapori autentici e legati al territorio italiano. Oggi possiamo affermare con orgoglio che scegliamo per il nostro pesto soltanto il basilico proveniente da filiera italiana certificata e da agricoltura sostenibile e che ci stiamo muovendo come gruppo in una direzione green”. 

Rispettare la terra vuol dire rispettare anche tutto ciò che la circonda: dagli insetti che la nutrono, alle persone che la lavorano. Obiettivi che vengono perseguiti quotidianamente dal brand attraverso: 

- Rispetto per la materia prima – Adottando una rotazione continua dei campi, contenendo la presenza di parassiti e assicurando alle colture i giusti nutrienti, Tigullio è in grado di far crescere il basilico in modo sano e florido. 

- Rispetto per la biodiversità – Una parte dei campi dedicati al basilico viene destinata alla coltivazione delle piante a fiore, così da garantire il rispetto della biodiversità e accrescere le popolazioni di insetti benefici, come api e coccinelle, essenziali per la salute della natura. 

- Rispetto per i fornitori – Il rispetto della filiera italiana è un valore fondamentale per Tigullio. È anche per questo che il brand ha un rapporto stabile e duraturo con la propria comunità di agricoltori, collaborando con alcuni di loro da ormai più di trenta anni. 

Giuseppe Bonati, agronomo, basilicoltore e fornitore di Tigullio: “Abbiamo migliorato e implementato tecniche specifiche: l'irrigazione localizzata, pensata per la riduzione del consumo d’acqua, lo studio dell’altezza perfetta per il taglio della pianta; abbiamo introdotto piante da fiore come la Facelia o l’erba medica per la tutela degli insetti e della biodiversità. C'è molta attenzione anche alla rotazione delle colture, per consentire alla terra di ripopolarsi di microrganismi e stiamo sperimentando un metodo per contenere la presenza di parassiti senza l’utilizzo di agrofarmaci attraverso l’impiego dell’ossigeno attivato (ozono) disciolto in acqua per il controllo in campo”. 

Andrea Drago, responsabile R&D STAR: “Una volta tagliato il basilico viene trasportato direttamente dai campi al nostro stabilimento: qui viene lavorato appena raccolto, questo è il segreto della sua freschezza. Ci prendiamo cura del nostro basilico lavandolo e asciugandolo accuratamente. Questa fase è molto importante per preservare le caratteristiche aromatiche e di colore. Il basilico passa attraverso un mulino che simula l’effetto di un mortaio di casa, proprio come quello usato nella ricetta tradizionale. Nel frattempo le forme intere di Grana Padano DOP vengono grattugiate e i pinoli sminuzzati e miscelati con l’olio. Tutti gli ingredienti vengono mescolati insieme, in modo da ottenere una consistenza rustica. Il processo fin qui descritto avviene “a freddo” e nel minor tempo possibile, così da preservare le qualità sensoriali del basilico. Successivamente racchiudiamo il nostro delizioso pesto nei vasetti di vetro a chiusura ermetica. Un trattamento termico finale, è infine necessario per garantire la conservazione del prodotto a temperatura ambiente, mantenendo le proprietà organolettiche nel tempo”. 

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