
Mercato
Cairo Communication chiude il 2025 con 1,12 miliardi di ricavi e 39,7 milioni di utile. Continua la crescita digitale e il rafforzamento della leadership editoriale e televisiva. Raccolta adv TV a circa 159 mln
ll 2025 si è confermato un anno complesso per l’economia globale, segnato dal protrarsi dei conflitti in Ucraina e in Medio Oriente e dall’introduzione di nuove barriere commerciali da parte degli Stati Uniti. In questo contesto di forte incertezza geopolitica e finanziaria, il gruppo Cairo Communication ha mantenuto una sostanziale tenuta dei propri risultati economici, dimostrando resilienza operativa e capacità di adattamento.
Nonostante l’assenza di esposizioni dirette verso i mercati coinvolti nei conflitti o soggetti sanzionati, il gruppo ha risentito indirettamente delle tensioni internazionali, aggravate dall’introduzione di dazi a partire da aprile 2025. A ciò si sono aggiunti ulteriori elementi di instabilità nei primi mesi del 2026, tra cui le tensioni nello Stretto di Hormuz e le oscillazioni della politica commerciale statunitense.
Conti solidi, ma ricavi in lieve flessione
Nel 2025, Cairo Communication ha registrato ricavi consolidati pari a circa 1,12 miliardi di euro, in calo rispetto agli 1,16 miliardi del 2024. Il margine operativo lordo (EBITDA) si è attestato a 182,5 milioni di euro (-2%), mentre l’utile netto di gruppo è sceso a 39,7 milioni (dai 45,2 milioni dell’anno precedente).
La posizione finanziaria netta migliora sensibilmente, passando da 21,5 milioni a 12,5 milioni di euro, nonostante esborsi significativi per oltre 55 milioni tra dividendi e operazioni su azioni proprie. L’indebitamento complessivo, inclusi i leasing, si attesta a 124,3 milioni.
Il Consiglio di Amministrazione proporrà un dividendo di 0,18 euro per azione, con stacco previsto a maggio 2026.
RCS: leadership editoriale e spinta digitale
Il contributo principale ai risultati del gruppo arriva da RCS, che mantiene margini operativi in linea con il 2024. La società conferma la propria leadership editoriale sia in Italia che in Spagna, con testate di riferimento come Corriere della Sera e La Gazzetta dello Sport, oltre a El Mundo e Marca.
Particolarmente significativa la crescita del digitale:
- 754 mila abbonamenti digitali per il Corriere della Sera
- 267 mila per i prodotti Gazzetta
- oltre 300 mila abbonamenti complessivi in Spagna tra El Mundo ed Expansión
I ricavi digitali raggiungono i 220 milioni di euro, pari al 28% del totale (43% in Spagna), confermando la transizione strutturale del gruppo verso modelli digital-first.
Anche sul fronte dell’audience, i numeri restano elevati: milioni di utenti unici mensili e una forte presenza sui social, con decine di milioni di follower complessivi tra Italia e Spagna.
La7 cresce: ascolti e pubblicità in aumento
Performance positiva per il polo televisivo La7, che registra un incremento sia negli ascolti che nella raccolta pubblicitaria, arrivata a circa 159 milioni di euro.
Nel dettaglio:
- share medio annuo al 4,2% (+7%)
- 5,7% in prime time (+4%)
- terza rete nazionale nella fascia serale 20:00–22:30
Ottimi risultati anche per i programmi di informazione e approfondimento, che continuano a rappresentare il cuore dell’offerta editoriale dell’emittente.
Buon debutto anche per il nuovo canale La7 Cinema, che ha migliorato sensibilmente le performance rispetto al predecessore La7d.
In uno scenario globale complesso, il gruppo sottolinea il ruolo centrale svolto dai propri media nel garantire un’informazione puntuale, autorevole e imparziale. Le testate cartacee, digitali e televisive hanno registrato elevati livelli di audience, rispondendo al crescente bisogno di informazione da parte del pubblico. Una missione che, nel pieno delle turbolenze globali, resta uno degli asset strategici fondamentali del gruppo.
Periodici e altri settori: segnali misti
Il settore periodici (Cairo Editore) mostra una crescita della redditività, con EBITDA e EBIT in aumento rispetto al 2024. Il gruppo si conferma leader nei settimanali per copie vendute, con una quota di mercato intorno al 29%.
Più in difficoltà il comparto concessionarie pubblicitarie, che registra un calo della redditività, mentre il settore rete televisiva risente della riduzione dei contratti con operatori terzi.
Geopolitica e mercati: incognite per il 2026 e le prospettive
L’inizio del 2026 ha visto un ulteriore peggioramento dello scenario internazionale: dall’escalation in Medio Oriente con il coinvolgimento diretto di Stati Uniti e Iran, al blocco dello Stretto di Hormuz, fino alle tensioni commerciali globali.
Questi fattori stanno già producendo effetti sui prezzi dell’energia e sull’inflazione, con potenziali ripercussioni sull’economia globale e sui mercati pubblicitari.
Nonostante il contesto incerto, il gruppo guarda al 2026 con moderato ottimismo. L’obiettivo dichiarato è mantenere margini operativi fortemente positivi, in linea con il 2025, e continuare a generare cassa.
Tuttavia, il raggiungimento di questi target resta strettamente legato all’evoluzione delle crisi geopolitiche e delle politiche commerciali internazionali.
DR

