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Al via il docu-reality ideato da Orange D-Vision
Si parte dal Canada per poi toccare altri Paesi quali Argentina, Giappone, Australia e Cina. 'Italiani in Fuga' è il nuovo format tv internazionale che indaga le vicende di giovani italiani all'estero e la reale ricettività offerta dai Paesi economicamente emergenti. Il docu-reality è stato ideato dalla web tv Orange D-Vision.
Prende il via domani in Canada la produzione del nuovo format internazionale "Italiani in Fuga" un docu-reality ideato dalla divisione produttiva di Orange D-Vision, la web tv guidata da Antonio Costantino presente all’interno della piattaforma Streamit Twww.tv. Il programma si presenta con un plot originale: seguire le vicende umane di giovani italiani a confronto con il mercato del lavoro all’estero.
La produzione ha scelto di seguire passo dopo passo le vicende di alcuni tra le centinaia di giovani italiani che arrivando in un Paese straniero sognano di trovare non solo un lavoro e la stabilità economica, ma anche la realizzazione del sogno più antico dell’essere umano: superare i confini angusti della realtà e conquistare l’altrove. Il tema del progetto è quanto mai attuale nel nostro Paese, perchè molti giovani italiani sono in procinto di partire o sono già partiti in cerca di fortuna all’estero, tanto è vero che molti network nazionali se ne stanno occupando da tempo. "Italiani in Fuga" si configura come un programma itinerante che toccherà un po’ tutti i continenti: dopo la prima tappa in Canada infatti, la produzione seguirà le vicende di altri giovani italiani in Argentina, Giappone, Australia e Cina.
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La prima puntata di stanza a Toronto riassumerà le avventure umane e professionali di Andrea C Ravallese, presentatore e conduttore tv già noto al pubblico italiano, il quale si è posto l’obiettivo di trovare lavoro in qualche grande network televisivo nordamericano. Andrea, trascorrerà a Toronto quattro settimane senza poter utilizzare propri fondi economici, con solo un biglietto di andata e ritorno e una striminzita diaria giornaliera.
Parallelamente alle riprese per il programma televisivo, il pubblico a casa avrà la possibilità di seguire le vicende di Andrea attraverso delle “pillole video” autoprodotte da lui stesso e affidate al canale di Youtube
Inoltre, grazie ad una apposita pagina Facebook e a Twitter il pubblico potrà interagire con il protagonista, che dal canto suo posterà con una certa frequenza resoconti e impressioni della propria esperienza canadese.
“Il programma non vuole essere un approfondimento sulla fuga di cervelli dall’Italia verso altri Paesi stranieri - spiega Costantino -, bensì un focus sulla reale ricettività offerta da Paesi economicamente emergenti. Spesso diversi giovani italiani sostengono di avere una preparazione tale da non poter accettare lavori inadeguati al loro status: ebbene, un deus ex machina prenderà per mano alcuni di essi per condurli laddove avranno la possibilità di esprimere il loro bagaglio di conoscenze. Per questo abbiamo scelto Paesi dove, al contrario del nostro, la corruzione nel lavoro e le raccomandazioni esistono solo a un livello fisiologico in quanto va avanti chi merita e si è valutati per ciò che si è e non per la propria condizione sociale”.
C.P.
La produzione ha scelto di seguire passo dopo passo le vicende di alcuni tra le centinaia di giovani italiani che arrivando in un Paese straniero sognano di trovare non solo un lavoro e la stabilità economica, ma anche la realizzazione del sogno più antico dell’essere umano: superare i confini angusti della realtà e conquistare l’altrove. Il tema del progetto è quanto mai attuale nel nostro Paese, perchè molti giovani italiani sono in procinto di partire o sono già partiti in cerca di fortuna all’estero, tanto è vero che molti network nazionali se ne stanno occupando da tempo. "Italiani in Fuga" si configura come un programma itinerante che toccherà un po’ tutti i continenti: dopo la prima tappa in Canada infatti, la produzione seguirà le vicende di altri giovani italiani in Argentina, Giappone, Australia e Cina.
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La prima puntata di stanza a Toronto riassumerà le avventure umane e professionali di Andrea C Ravallese, presentatore e conduttore tv già noto al pubblico italiano, il quale si è posto l’obiettivo di trovare lavoro in qualche grande network televisivo nordamericano. Andrea, trascorrerà a Toronto quattro settimane senza poter utilizzare propri fondi economici, con solo un biglietto di andata e ritorno e una striminzita diaria giornaliera.
Parallelamente alle riprese per il programma televisivo, il pubblico a casa avrà la possibilità di seguire le vicende di Andrea attraverso delle “pillole video” autoprodotte da lui stesso e affidate al canale di Youtube
Inoltre, grazie ad una apposita pagina Facebook e a Twitter il pubblico potrà interagire con il protagonista, che dal canto suo posterà con una certa frequenza resoconti e impressioni della propria esperienza canadese.
“Il programma non vuole essere un approfondimento sulla fuga di cervelli dall’Italia verso altri Paesi stranieri - spiega Costantino -, bensì un focus sulla reale ricettività offerta da Paesi economicamente emergenti. Spesso diversi giovani italiani sostengono di avere una preparazione tale da non poter accettare lavori inadeguati al loro status: ebbene, un deus ex machina prenderà per mano alcuni di essi per condurli laddove avranno la possibilità di esprimere il loro bagaglio di conoscenze. Per questo abbiamo scelto Paesi dove, al contrario del nostro, la corruzione nel lavoro e le raccomandazioni esistono solo a un livello fisiologico in quanto va avanti chi merita e si è valutati per ciò che si è e non per la propria condizione sociale”.
C.P.

