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Con Celentano cresce lo share del Festival ma salta un break. E la riforma Rai si avvicina

In seguito alle polemiche causate dal monologo del Molleggiato durante la serata d'esordio del Festival di Sanremo, così lungo da far saltare la messa in onda degli spot previsti per un intero break (per un valore di circa 6-700mila euro), pare che il presidente del Consiglio Mario Monti abbia deciso di accelerare i tempi per la riforma della tv pubblica, peraltro già sollecitata anche da Upa.
Una cosa è certa: la star dell'edizione 2012 del Festival di Sanremo è lui, Adriano Celentano (nella foto). Se già prima di salire sul palco dell'Ariston impazzava la polemica riguardante il suo cachet, è bastata una sola apparizione, durante la serata d'esordio, per scatenare un vero e proprio vespaio.

Il lungo monologo del Molleggiato si è rivelato infatti un toccasana per gli ascolti, che sono schizzati a 14 milioni 378 mila telespettatori (48.51% di share) superando il risultato dello scorso anno (14 milioni 175 mila e 45.20% di share, ndr.), ma ha avuto degli strascichi tutt'altro che positivi. Innanzitutto per il contenuto del messaggio: Celentano se l'è presa in particolare con la stampa cattolica, che non ha affatto gradito, così come non hanno apprezzato i rappresentanti del Vaticano. Come se non bastasse, poi, il suo intervento è stato così lungo (50 minuti circa) da far saltare un intero break pubblicitario: questo significa che tutti gli spot previsti in quel break, il quinto della serata, previsto intorno alle 24.30, non sono andati in onda.

Una questione non da poco, dal momento che, come riporta oggi, 16 febbraio, La Repubblica, si parla di una perdita di 6-700 mila euro. Ora resta da vedere come si comporterà la Rai con le aziende che, attraverso la concessionaria Sipra, hanno pagato fior di euro per pianificare un 30" durante quel break. La prassi prevede infatti che la mancata messa in onda degli spot venga risarcita con altri spazi in altri programmi, che dunque verranno ceduti a titolo gratuito.

E' vero che si stima che il Festival porterà nelle casse Sipra, in totale, una raccolta pubblicitaria pari a 15 milioni di euro (al netto delle promozioni), tuttavia si tratta pur sempre di un danno importante.

L''affaire Celentano' ha avuto delle ripercussioni anche sulla riforma Rai, in cantiere ormai da qualche tempo. Come riporta ancora La Repubblica, infatti, pare che il presidente del Consiglio Mario Monti abbia in programma di discutere i dettagli della riforma di viale Mazzini già la prossima settimana, nel corso di un incontro con i leader dei tre partiti di maggioranza, Alfano, Bersani e Casini

Nonostante le resistenze dei rappresentanti del Pdl, contrari a ogni revisione della governance, Monti intende mettersi al lavoro per rendere la Rai più autonoma dall'influenza dei partiti. Una mossa già auspicata da più parti, in primis l'Upa secondo cui, come dichiarato ad ADVxpressTv dal presidente Lorenzo Sassoli de Bianchi (guarda l'intervista video), la Rai deve essere allontanata il più possibile dalla politica e protetta dalla lottizzazione.

Se la proposta dell'associazione che riunisce le imprese che investono in pubblicità è conferire la proprietà della tv pubblica a una Fondazione con uno statuto che rifletta l'attuale contratto di servizio, la prima idea di Monti è invece ridurre da 9 a 5 i membri del Consiglio di Amministrazione. Così facendo, come riporta Repubblica, soltanto 3 consiglieri resterebbero appannaggio dei partiti, dal momento che lo stesso Monti potrebbe disporre del voto del rappresentante del Tesoro, del presidente e del direttore generale.

Pare inoltre che il Presidente del Consiglio stia pensando di sostituire l'attuale direttore generale Lorenza Lei con due candidati manager: Franco Bernabè, presidente di Telecom Italia e Claudio Cappon, che già due volte ha ricoperto l'incarico di dg Rai.

SP