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Confalonieri (Mediaset): 'L’11% di Telefonica” in Mediaset Premium ci fa comodo'. Pronti a nuove alleanze

Lo ha dichiarato oggi il presidente Mediaset nel corso dell'audizione in Commissione Trasporti della Camera nell'ambito dell'indagine conoscitiva sul sistema dei servizi audiovisivi. 
Per le audizioni in Commissione Trasporti della Camera nell'ambito dell'indagine conoscitiva sul sistema dei servizi audiovisivi, dopo Sky Italia, intervenuta la scorsa settimana, oggi è stata la volta del presidente Mediaset Fedele Confalonieri, che ha trattato diversi temi d'attualità. In primis l'operazione recente con Telefonica.

A riguardo Confalonieri ha dichiarato: "L’11% di Telefonica” in Mediaset Premium “ci fa comodo” e “nella nostra strategia c’è di espandere il nostro raggio di azione" e si è in generale dichiarato favorevole all'alleanza tra operatori di Tlc.

Tra gli altri temi trattati dal presidente Mediaset, quello delle regole uguali con gli OTT che fanno concorrenza sleale ai broadcaster non avendo le stesse limitazioni: "Vogliamo un campo uguale, lo stesso terreno di gioco". "Questi signori - ha ribadito - hanno totale libertà anche di piratare e postano i nostri contenuti e ci mettono sopra la pubblicità. Allora noi diciamo intanto paghino i contenuti e poi paghino le tasse. Non le pagano come le paghiamo noi. La concorrenza è questo, non chiediamo altro, vogliamo parità di trattamento".
Confalonieri ha ricordato che i broadcaster europei rappresentano l'80% dei contenuti mentre gli OTT investono pochissimo.
"Se è tutto gratis, nessuno farà più i contenuti", ha indicato il presidente del gruppo, ricordando che Mediaset tra Siae e Imae versa oltre 60 milioni di euro l'anno.

Confalonieri, in merito al tema delle frequenze e degli operatori mobili, ha dichiarato che "Il digitale terrestre per esistere, per innovarsi e crescere ha bisogno delle frequenze terrestri - ha spiegato -. La tecnologia digitale terrestre è la più efficiente per portare il segnale broadcast".
"Se tutta la banda 700 MHz fosse riservata agli operatori mobili - ha proseguito Confalonieri -, il DTT perderebbe il 30% delle frequenze in uso e risulterebbe fortemente discriminato rispetto alle altre piattaforme. Alla fine, la tv terrestre sarebbe condannata alla marginalizzazione, con tutti gli impatti negativi per i consumatori, l'occupazione, le aziende, il pluralismo e l'industria italiana dei contenuti. E con l'ulteriore beffa degli operatori di telefonia mobile insoddisfatti, visto che dei 700 MHz non si accontentano, e che hanno chiesto in sede europea di poter usare l'intero spettro UHF, confermando quello che si è capito da tempo: l'idea è che, se non si leva di mezzo la trasmissione terrestre, non riesce il tentativo di far circolare i contenuti tv solo sulla broadband. Cosa che secondo i più velleitari è l'unica ipotesi per poter innalzare la domanda di connessione mobile e giustificare così gli alti costi pubblici per la diffusione della broadband mobile".

(In allegato il testo completo)