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Confalonieri: La concorrenza di Sky sulla free tv non ci spaventa

Il presidente Mediaset commenta la decisione della Commissione Europea di concedere l’autorizzazione al gruppo di Murdoch per partecipare in Italia al beauty contest per il dividendo digitale e sottilinea la forza di Mediaset. "Se si riducono gli ascolti delle tre reti classiche - afferma - noi il pubblico andiamo a cercarlo nei molti modi resi possibili dalle nuove tecnologie. E devo dire, stiamo diventando bravi a trovarlo".
"I risultati che vi presentiamo quest’anno sono un motivo di grande orgoglio. Mediaset ha lavorato molto bene e si conferma, anno dopo anno, un caso di eccellenza nella gestione aziendale, nella cura del prodotto, nell’innovazione tecnologica, nella ricerca di nuovi mercati e nuove piattaforme". Ha esordito così Fedele Confalonieri, presidente Mediaset, all'incontro organizzato per la presentazione alla comunità finanziaria del bilancio 2010 del Gruppo (vedi notizia correlata).

"Il quadro economico generale risente dei postumi di una crisi globale di eccezionale intensità - ha continuato -. Ne siamo usciti, ma la ripresa è lenta, e i consumi,  che per noi sono un elemento fondamentale, hanno una dinamica ancora incerta. Nonostante questo nel 2010 Mediaset ha aumentato in modo sensibile utile e fatturato, ha realizzato in Spagna una grande operazione internazionale, ha reso ancora più forte la sua presa su tutti i nuovi mercati della comunicazione multimediale, senza per nulla indebolire la sua presenza nel tradizionale settore della tv generalista. Mediaset nasce e si sviluppa lungo tutta la sua pluridecennale vita di azienda come un editore di televisione generalista. Oggi siamo diversi. La nostra visione si è  ampliata, e la stessa percezione di noi stessi si è molto evoluta. Devo dire che il management di questa azienda ha dato prova di fermezza e flessibilità. La fermezza che è stata necessaria per prendere atto della forte tendenza alla frammentazione degli ascolti della tv generalista, senza cadere in crisi di sfiducia, che pure sarebbero comprensibili in un’azienda che per anni ha dominato il mondo dell’ascolto televisivo. La flessibilità, che ha voluto dire capire che Mediaset è innanzitutto l’ideazione e il confezionamento di contenuti, prima ancora che un semplice distributore".

Confalonieri ha inoltre sottolineato la varietà dei business in cui il Gruppo opera. "In Europa siamo qualcosa di unico - ha spiegato -: nessun altro gruppo si è posizionato con forza sia nel modello pay, sia nel modello free: questa scelta mista ci consente di adattarci alle dinamiche di consumo. Se il pubblico si orienta, specie nelle sue fasce più giovani, verso un’offerta tematica, noi ci siamo; se è disposto a pagare per avere contenuti premium, noi ci siamo; se preferisce contenuti on demand, noi ci siamo; se vuole accedere in modo più interattivo a contenuti tv via internet, noi ci siamo. Il saldo finale è comunque positivo per Mediaset. Perchè se certamente si riducono gli ascolti delle tre reti classiche, noi comunque il pubblico andiamo a cercarlo nei molti modi resi possibili dalle nuove tecnologie. E devo dire, stiamo diventando bravi a trovarlo".

Sta di fatto che a fare la parte del leone è comunque ancora una volta, la tv generalista, come ha ben messo in luce il presidente Mediaset, che ha affermato: "Una considerazione deve restare comunque chiara. Grazie alle nostre tre reti generaliste, e soprattutto alla nostra ammiraglia Canale 5, noi siamo nella condizione unica di garanti - per gli investitori pubblicitari - di quelle audience di milioni di individui che sono indispensabili per comunicare i beni di largo consumo. Questo vale per l’oggi e per il domani: proprio nel mondo della frammentazione di ascolto, è più che mai necessario mantenere una proposta forte per chi deve avere assoluta sicurezza di investimento. Grazie a queste doti, grazie ad un gruppo di dirigenti molto coeso, competente ed entusiasta, oggi Mediaset è ovunque ci sia comunicazione, e i nostri risultati riflettono positivamente la nostra avvenuta mutazione aziendale".

Infine, al termine del suo intervento, Confalonieri ha ribadito che, anche nel nuovo panorama televisivo, il contenuto continua a rivestire un ruolo fondamentale. "In Europa abbiamo molto da lavorare. In un recente incontro con i vertici delle aziende di telecom, tv e Internet, convocato dalla vicepresidente ue Kroes, noi di Mediaset abbiamo rivendicato con forza la centralità dei broadcaster e dei produttori di contenuti. Questo contro una impostazione che mette al centro del sistema le reti di nuova generazione e Internet, una impostazione a nostro avviso ingegneristica, tutta hardware, che sottostima il ruolo dei contenuti audiovisivi. E che non tiene in conto un punto centrale: nelle highway di nuova generazione, velocissime e molto capaci, dovranno pur passare dei contenuti. E se vogliamo mantenere gli argini di difesa della proprietà intellettuale, del copyright, dei diritti di esclusiva, ovvero dei pilastri che tengono in piedi lo showbiz mondiale, se vogliamo combattere ogni forma di pirateria e di offerta parassitaria di contenuti che altri hanno sviluppato, allora è indispensabile indurre il legislatore europeo a ridare il giusto peso ad aziende come la nostra".

Il presidente Mediaset si è espresso anche in merito alla 'questione Sky':  "L’altro grande tema che ha visto protagonista la Commissione Europea è l’autorizzazione a Sky per partecipare in Italia al beauty contest per il dividendo digitale - ha detto - Per la cronaca, Sky potrà correre per un solo multiplex sul quale dovrà limitarsi per cinque anni ad un’offerta solo in chiaro. Le autorità italiane hanno espresso posizione negativa; tutti gli operatori del mercato italiano anche. Ma in Europa si ritiene che portare sul digitale terrestre - piattaforma aperta a tutti - il monopolista del satellite - piattaforma di proprietà esclusiva di Sky - aiuti la concorrenza: è di tutta evidenza che siamo di fronte come minimo ad una sudditanza psicologica degli euroburocrati nei confronti del tycoon australiano. Dalla concorrenza siamo nati, di concorrenza viviamo e non ci spaventa quella che Sky potrebbe muoverci sulla free tv, campo in cui siamo leader indiscussi da anni".

SP