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Corte Europea: Il canone Rai è illegittimo. Una bufala sul web alla vigilia del rinnovo per il 2014
In rete molte le smentite alla news diffusa nei giorni scorsi dal Corriere del Mattino, secondo la quale le Istituzioni Europee hanno stabilito che lo Stato Italiano, obbligando i cittadini a pagare un canone di abbonamento, il cui mancato pagamento ha come conseguenza l’oscuramento degli apparecchi di informazione, viola la libertà di informazione di ogni libero cittadino. L'ennesima bufala in prossimità del rinnovo dell'abbonamento che rimane tuttavia oggetto di molteplici controversie e discusioni al punto che il 19 marzo il deputato M5S Roberto Fico, presidente della commissione di vigilanza Rai, dovrà comparire ad un'audizione in merito proprio all'impianto di tale imposta.
Alla vigilia del rinnovo del canone Rai, il 31 gennaio la scadenza per il pagamento, corre sul web, ripresa da alcuni quotidiani nazionali e poi smentita, la notizia relativa a una presunta sentenza della Corte Europea che lo dichiara illegittimo a conclusione del ricorso di un cittadino di Maglie (LE) contro lo Stato Italiano per avergli imposto il pagamento della tassa.A dare per prima la notizia è stata la redazione del Corriere del Mattino (“sito satirico”, così come si autodefinisce a fondo pagina), che spiega come la sentenza emessa il 30 dicembre 2013 abbia decretato che l’intervento della polizia tributaria ai danni del cittadino violava il diritto a ricevere notizie e informazioni di carattere pubblico. Praticamente la Corte ha stabilito che lo Stato Italiano, obbligando i cittadini a pagare un canone di abbonamento, il cui mancato pagamento ha come conseguenza l’oscuramento degli apparecchi di informazione, viola la libertà di informazione di ogni libero cittadino.
Una notizia che, nonostante le molte smentite in rete, ha fatto il giro del web oltre che sui siti d'informazione e blog anche sui social network per la felicità degli italiani che da tempo ne attendono l'abolizione.
In realtà, non si trovano comunicazioni simili sul sito della Rai e nemmeno tra le sentenze emesse dalla Corte Europea. Il Canone Rai si paga, come ogni anno, sebbene il malcontento dei cittadini italiani sia sempre più forte: nell’ultimo anno, infatti, si sono succedute petizioni e richieste formali per abolire la tassa che viene definita “Canone Rai”. Ricordiamo che a settembre 2013 la petizione per l'abolizione del canone Rai promossa dall'europarlamentare Mara Bizzotto e dal Comitato per la Libera Informazione di Marostica è stata accolta e dichiarata ammissibile dal parlamento europeo, che ha invitato la Commissione Ue di aprire un'indagine sul tema (leggi news)
Il Canone Rai, frutto del Regio Decreto legge n°246 del 1938, a ben 76 anni di distanza è ancora uno dei decreti più discussi e più evasi dal popolo e prevede il pagamento di una “tassa di possesso” di un apparecchio in grado di ricevere trasmissioni. Il che poteva essere argomentato correttamente fino a quando le trasmissioni erano solo statali. Con la nascita di reti private, internet e qualsiasi altra forma di trasmissione legata ad un apparecchio audio-visivo la legge è diventata discutibile.
Motivo per cui, sgomberato il campo dalla presunta sentenza della Corte Europea che dichiara l'illegittimità del canone, le istituzioni europee si stanno interessando al caso. Il 19 marzo il deputato M5S Roberto Fico, presidente della commissione di vigilanza Rai, dovrà comparire ad un'audizione in merito proprio all'impianto di tale imposta. Ricordiamo che si tratta di una tassa di possesso sugli apparecchi radio-televisivi, non si paga solo per vedere la tv di Stato.
Il tutto dipende dalla "regoletta" che prevede che se non si paga il canone si può incorrere nella sugellazione del televisore: secondo le interpretazioni di molti, tale norma viola alcuni diritti fondamentali dell'uomo che sono difesi e tutelati dall'UE.
Il canone RAI si paga anche in altri paesi europei, ma l’imposta non è legata al possesso di un apparecchio radiotelevisivo, bensì all’utilizzo di frequenze pubbliche il che rende meno discutibile l’imposta.
MF

