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Costa: -10/-11% per il mercato adv a fine 2012. Aspettando gli investimenti di Expo
Il vero problema, dichiara Massimo Costa al Sole 24 Ore, è per l’anno prossimo, perché se nel 2012 possiamo contare su due grandi eventi, come le Olimpiadi di Londra e gli Europei di calcio, tradizionalmente trainanti per il settore degli investimenti pubblicitari, “il prossimo anno non c’è in calendario neppure una festa patronale”. La situazione dovrebbe migliorare dal novembre 2013, quando arriveranno i primi flussi d’investimenti legati all’Expo. Per il 2012 prevista una flessione del comparto adv del 10/11 per cento.
Un fiume in piena. Questa l’impressione che si ha di Massimo Costa (in foto a sinistra), numero uno di Wpp Italia e presidente AssoComunicazione, leggendo l’intervista pubblicata oggi sul Sole 24 Ore, firmata da Daniele Lepido. Costa ne ha per tutti, bastona gli editori e anche i pubblicitari, e fornisce il suo punto di vista sull’andamento dell’economia e del mercato pubblicitario. Cominciamo da quest’ultimo aspetto. La previsione di Costa è che il mercato della pubblicità in Italia chiuda il 2012 con una flessione del 10-11%. “Ma il vero problema - continua il numero uno di Wpp Italia - è l’anno prossimo, perché se in questi mesi possiamo contare su grandi eventi come le Olimpiadi di Londra e gli Europei di calcio (tradizionalmente trainanti per il settore degli investimenti pubblicitari, ndr), dal prossimo anno non c’è in calendario neppure una festa patronale. E questa mancanza di grandi catalizzatori si rifletterà ancora una volta sugli investimenti”.Ma c’è una speranza, in fondo al tunnel: “Diciamo che baratterei - afferma Costa - una flessione importante per il 2012 con un rialzo a partire dal novembre dell’anno prossimo, data in cui dovrebbero arrivare i primi flussi d’investimenti legati all’Expo, l’unica vera occasione per il Paese di rialzarsi. Un’occasione unica e importante”.
Interessante anche il passaggio sull'evoluzione dei vari media, a cominciare dalla televisione che, nella visione di Costa, “rimmarrà fondamentale anche se andrà sempre più a integrarsi con il web”, a differenza della stampa, che ha di fronte a sé un futuro più problematico, in quanto “dovrà trovare una dimensione inedita per sopravvivere. Io mi chiedo - aggiunge - perché sul digitale non c’è un Flipboard italiano, fatto bene, di grande qualità, legato a una testata? Serve a coniugare contenuti e piattaforme con modelli di fruizione crossmediali perché i clienti bisogna andarli a ‘pescare’ là dove stanno, dove passano il tempo, partendo dai social network, ma non solo”.
Gli editori, è sempre il ragionamento di Costa, dovrebbero procedere lungo la strada di una “profilazione intelligente dei clienti-lettori, nel rispetto ovviamente dei dati personali e della provacy... Accanto a prodotti standard serve ‘cucinare’ canali e percorsi di lettura bouquet di contenuti pregiati. E questo gli editori non lo fanno ancora”.
Concludiamo con il passaggio su rapporto tra Wpp e Google. “Come Wpp abbiamo investito molto sulle piattaforme innovative e sul digitale, possiamo dire di avere competenze strutturate e ci stiamo battendo alla pari con colossi come Google, di cui siamo tra i clienti più importanti, mantenendo però una grossa differenza competitiva. Noi abbiamo il controllo della marca e siamo più competitivi di loro, perché uniamo le nostre potenzialità tecnologiche con la capacità di analisi. Abbiamo una storia che ci permette di fare governance del brand, cosa che Google non può fare”.
MG

