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Dnews si rinnova e certifica la distribuzione. Outdoor, radio e stampa a supporto
La nuova proprietà di Mag Editoriale, spiega l'Ad Fabrizio Verdolin: "Il nostro obiettivo è dare al lettore un prodotto che crea fidelizzazione nel lettorato più abitudinario, quello che tutte le mattine troveremo nel nostro Dnews Club, ma che fornisce agli investitori anche un lettorato più dinamico e composito, quello che invece intercetteremo nelle metropolitane di Roma e Milano."
La nuova proprietà di Mag Editoriale, la società che edita Dnews, ha deciso di certificare la distribuzione come spiega Fabrizio Verdolin, AD di Mag Editoriale:
“Quello che vogliamo dimostrare è che anche un prodotto distribuito gratuitamente è in grado di dare garanzie superiori a quanto fatto finora. Garanzie nei confronti di tutti, dei lettori in primo luogo, ma anche degli investitori e di tutti coloro che sono coinvolti nella distribuzione. La scelta di scendere in questo settore come editori nasce da una convinzione totalmente condivisa dal board e dalla struttura che presiedo in questa avventura: in un mercato che è alla ricerca di strumenti che siano efficaci e che possano anche essere efficienti sotto il profilo dei costi, un prodotto come Dnews ha tutte le caratteristiche necessarie per potersi proporre come un mezzo idoneo.
L’acquisizione è il punto d’arrivo di uno studio lungo un anno: sono per lo meno sei mesi che dialoghiamo con le società di distribuzione per trovare un assetto che sia assolutamente nuovo nel panorama dei giornali distribuiti gratuitamente. Il nostro obiettivo è dare al lettore un prodotto concettualmente nuovo: un prodotto di informazione completo e godibile per tutti i lettori, che crea fidelizzazione nel lettorato più abitudinario, quello che tutte le mattine troveremo nel nostro Dnews Club, ma che fornisce agli investitori anche un lettorato più dinamico e composito, quello che invece intercetteremo nelle metropolitane di Roma e Milano.
Ma non è solo questo: distribuire il prodotto per noi è seguire il lettore, studiarlo, comprendere come si muove. La distribuzione evolverà nel corso dell’anno, terrà modalità specifiche nei diversi momenti dell’anno, sarà differenziata tra Roma, con maggiore attenzione ai singoli punti di distribuzione, e Milano, con più pressione nelle metropolitane, per rispondere adeguatamente al diverso approccio delle due città alla lettura del quotidiano gratuito. Il Dnews Club, di cui ho parlato prima sarà il nostro fiore all’occhiello: più di mille punti nelle due città, selezionati ed affiliati, che garantiranno una visibilità del giornale di livello incomparabile, rispetto alla distribuzione classica su singolo punto. L’affiliazione prevede la trasparenza che nessuno prima di noi ha mai garantito: ogni mese, una pagina del giornale sarà destinata all’elenco puntuale dei punti, con nome, insegna, indirizzo.
Tutti sapranno sempre dove e come trovare la propria copia del quotidiano. Diventa anche importante allora comprendere la differenza tra quotidiano gratuito e free press. Dnews vuole essere la versione gratuita di un giornale pay, con lo stesso interesse per le notizie, con lo stesso grado di approfondimento e di godibilità, ed anche con la stessa “serietà” nell’impostazione grafica, a cominciare dalla testata.
Con il progetto Dnews siamo convinti di aprire una nuova fase dei prodotti editoriali gratuiti. Stiamo creando quello che non è mai stato fatto, per mille ragioni che però non ci riguardano né ci interessano. La rintracciabilità della copia e conseguentemente del lettore è un valore aggiunto che nessun prodotto gratuito fuorché la rete oggi ha consentito. Noi da domani mattina faremo questo. E scommettiamo sul fatto che il mercato non potrà far finta di nulla. Specie col piano di comunicazione che abbiamo creato internamente sia per creatività che pianificazione, che con un investimento pari a 500 mila euro prevede outdoor nelle due città, copertura radio e stampa, nonché un circuito di outdoor nelle principali edicole. Siamo molto fiduciosi nel progetto di rilancio e chiudiamo il primo trimestre in linea con il pari periodo dello scorso anno. Il 2011 l'abbiamo archiviato a circa 4 milioni di euro di fatturato.”
MF
“Quello che vogliamo dimostrare è che anche un prodotto distribuito gratuitamente è in grado di dare garanzie superiori a quanto fatto finora. Garanzie nei confronti di tutti, dei lettori in primo luogo, ma anche degli investitori e di tutti coloro che sono coinvolti nella distribuzione. La scelta di scendere in questo settore come editori nasce da una convinzione totalmente condivisa dal board e dalla struttura che presiedo in questa avventura: in un mercato che è alla ricerca di strumenti che siano efficaci e che possano anche essere efficienti sotto il profilo dei costi, un prodotto come Dnews ha tutte le caratteristiche necessarie per potersi proporre come un mezzo idoneo.L’acquisizione è il punto d’arrivo di uno studio lungo un anno: sono per lo meno sei mesi che dialoghiamo con le società di distribuzione per trovare un assetto che sia assolutamente nuovo nel panorama dei giornali distribuiti gratuitamente. Il nostro obiettivo è dare al lettore un prodotto concettualmente nuovo: un prodotto di informazione completo e godibile per tutti i lettori, che crea fidelizzazione nel lettorato più abitudinario, quello che tutte le mattine troveremo nel nostro Dnews Club, ma che fornisce agli investitori anche un lettorato più dinamico e composito, quello che invece intercetteremo nelle metropolitane di Roma e Milano.
Ma non è solo questo: distribuire il prodotto per noi è seguire il lettore, studiarlo, comprendere come si muove. La distribuzione evolverà nel corso dell’anno, terrà modalità specifiche nei diversi momenti dell’anno, sarà differenziata tra Roma, con maggiore attenzione ai singoli punti di distribuzione, e Milano, con più pressione nelle metropolitane, per rispondere adeguatamente al diverso approccio delle due città alla lettura del quotidiano gratuito. Il Dnews Club, di cui ho parlato prima sarà il nostro fiore all’occhiello: più di mille punti nelle due città, selezionati ed affiliati, che garantiranno una visibilità del giornale di livello incomparabile, rispetto alla distribuzione classica su singolo punto. L’affiliazione prevede la trasparenza che nessuno prima di noi ha mai garantito: ogni mese, una pagina del giornale sarà destinata all’elenco puntuale dei punti, con nome, insegna, indirizzo.
Tutti sapranno sempre dove e come trovare la propria copia del quotidiano. Diventa anche importante allora comprendere la differenza tra quotidiano gratuito e free press. Dnews vuole essere la versione gratuita di un giornale pay, con lo stesso interesse per le notizie, con lo stesso grado di approfondimento e di godibilità, ed anche con la stessa “serietà” nell’impostazione grafica, a cominciare dalla testata.
Con il progetto Dnews siamo convinti di aprire una nuova fase dei prodotti editoriali gratuiti. Stiamo creando quello che non è mai stato fatto, per mille ragioni che però non ci riguardano né ci interessano. La rintracciabilità della copia e conseguentemente del lettore è un valore aggiunto che nessun prodotto gratuito fuorché la rete oggi ha consentito. Noi da domani mattina faremo questo. E scommettiamo sul fatto che il mercato non potrà far finta di nulla. Specie col piano di comunicazione che abbiamo creato internamente sia per creatività che pianificazione, che con un investimento pari a 500 mila euro prevede outdoor nelle due città, copertura radio e stampa, nonché un circuito di outdoor nelle principali edicole. Siamo molto fiduciosi nel progetto di rilancio e chiudiamo il primo trimestre in linea con il pari periodo dello scorso anno. Il 2011 l'abbiamo archiviato a circa 4 milioni di euro di fatturato.”
MF

