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Festival Of Media 2011/7. R. Riley (Yahoo!): digital partner per brand globali

(Dal nostro inviato a Montreux, Tommaso Ridolfi) ‘Customizzazione’ è la parola che secondo Rich Riley, senior vice president e managing director EMEA di Yahoo!: sia per quanto riguarda i contenuti e i servizi offerti ai suoi quasi 700 milioni di utenti in tutto il mondo, sia per le soluzioni di comunicazione ad hoc costruite insieme ad aziende e centri media.
(Dal nostro inviato a Montreux, Tommaso Ridolfi) ADVexpress ha incontrato Rich Riley, senior vice president e managing director EMEA di Yahoo!, una delle poche voci di alto livello presenti al Festival of Media capace di fornire una visione ‘europea’ nel corso di un evento per molti versi fortemente centrato sulla industry statunitense.

“La crescita del mercato dell’advertising europeo sta tornando ai livelli di prima della crisi - esordisce Riley -. Nel 2010 siamo cresciuti del +15% grazie soprattutto alle ‘custom branded solutions’ che offriamo ai clienti, dando ai loro brand la possibilità di raccontare le proprie ‘storie di marca’ in modo sempre più accattivante attraverso il take over della nostra home page e con messaggi sempre più ricchi di audio e video. Tutte cose che un banner non può evidentemente fare e che sono particolartmente apprezzate da settori come automotive o cinema soprattutto in occasione di nuovi lanci di prodotto”.

Le aziende, prosegue Riley, stanno manifestando l’intenzione di aumentare gli investimenti: “Perché il digital in tutte le sue forme è sempre più centrale nel loro mix - sottolinea -, e questo vale per tutti i mercati: altrettanto bene, infatti, stiamo andando sul fronte del performance display, dove la quantità e la qualità dei dati di cui disponiamo e insieme la qualità delle persone che lavorano all’ottimizzazione delle campagne garantiscono alle marche di raggiungere gli obiettivi e i target desiderati”.

Sul fronte dei consumatori il panorama è in altrettanto rapida evoluzione: “Yahoo! è la prima digital media company al mondo, grazie alla sua reach globale (circa 680 milioni di utenti) ma anche allo sviluppo della sua presenza sui mercati locali: offriamo una quantità enorme di contenuti, sempre più unici ed esclusivi, che possono essere customizzati, ottimizzati e combinati fra loro dai consumatori nel modo più rilevante e significativo per ciascuno di loro”.

Ci sono differenze nei trend e nella velocità con cui tutto ciò sta accadendo sui diversi mercati?
 “A parte gli Stati Uniti, dove lo scenario competitivo è completamente diverso, i trend sono gli stessi, ma le dinamiche variano di mercato in mercato - risponde Riley -. Gli utenti francesi, per esempio, stanno andando molto forte sul fronte della customizzazione, mentre in Italia siamo leggermente più indietro, perché gli utenti tendono a modificare solo l’home page. Ma in Italia la nostra penetrazione è più alta: la nostra reach è passata dal 57% a quasi il 69,6% (fonte ComScore), al 70,7% considerando il nostro intero network. In generale, comunque, nel primo trimestre di quest’anno abbiamo registrato una crescita del +11% della raccolta pubblicitaria Emea, aumentando ovunque la nostra market share”.

Pur essendo un player globale, una delle sfide che Yahoo! si trova attualmente ad affrontare è paradossalmente proprio quella della ‘globalizzazione’ da un punto di vista tecnologico: “I nostri ‘vertical’ - spiega Riley - canali come Sport, News, Finance, Cinema o Lifestyle, sono stati sviluppati in momenti diversi e con tecnologie diverse che oggi vogliamo ricondurre a un’unica piattaforma globale, più moderna ed efficiente. La sfida è quella di massimizzare gli sforzi compiuti fino a oggi con l’obiettivo di incrementare il click rate in home page verso i canali di Yahoo! del +500%. Per esempio, l’introduzione, già avanzata negli Stati Uniti, di contenuti crowdsourced potrà darci ancora più forza e renderci ancora più rilevanti e più utili per i nostri utenti”.

Un’altra sfida che Riley si dichiara più che pronto ad affrontare è quella del mobile: “L’obiettivo di Yahoo è fornire tutti i suoi servizi su qualunque schermo, pc, tv o mobile. Sappiamo che per farlo è necessario considerare i diversi modi d’uso di ciascuno di essi - una cosa è leggere un magazine sull’iPad rilassati in poltrona, altra scorrere lo schermo di uno smartphone mentre si è in movimento - e ottimizzare i contenuti e la lorto presentazione considerando questo ambiente multischermo. Proprio per questo ci siamo riorganizzati internamente: oggi, per esempio, una sola persona ha la piena responsabilità della ‘Sport Experience’ su tutti gli schermi. Solo in Europa, infatti, abbiamo oltre 300 partner il cui mestiere è semplicemente produrre contenuti: noi possiamo essere d’aiuto non solo nell’ottimizzarli per le differenti piattaforme, ma anche per studiare e trovare nuovi modelli di business che funzionino e che contribuiscano a monetizzarli”.

Le partnership, del resto, sono centrali nel modo di operare di Yahoo!, sul fronte degli editori come di quello dei clienti e centri media: “Il nostro modello - conclude Riley - è costruito e organizzato attorno alle agenzie, e consideriamo i buoni rapporti con loro una priorità. Ma altrettanto in salute e di successo è la relazione con i publisher: attraverso l’ecosistema che abbiamo costruito, per loro è estremamente facile sfruttare la nostra expertise e passare attraverso la nostra forza vendita per monetizzare i loro contenuti”.