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Garimberti: la politica deve garantire risorse certe alla Rai. Il canone va pagato
Il presidente della tv di Stato ribadisce la sua posizione in merito all'annosa questione dell'evasione del canone che nel nostro Paese ha raggiunto il 27,4% ed esprime il massimo disappunto verso una classe politica solo in cerca di consenso e non impegnata a garantire alla Rai la certezza economica necessaria a realizzare produzioni di grande livello, prerogativa del servizio pubblico che è chiamata ad assolvere. Un'idea potrebbe essere inserire il canone nella bolletta elettrica, come all'estero.
La presentazione a Milano di 'Cenerentola, favola in diretta' in onda il 3 e 4 giugno su Raiuno con la musica di Gioacchino Rossini eseguita dall'Orchestra sinfonica nazionale della Rai e la regia di Carlo Verdone, è stata l'occasione per il presidente della Rai Paolo Garimberti di ribadire la sua posizione in merito all'annosa questione dell'evasione del canone rivolgendo alla classe politica un appello perchè si impegni per garantire alla tv di Stato la certezza delle risorse economiche necessarie a realizzare produzioni di grande livello, per assolvere al meglio la funzione di servizio pubblico.
'Sono orgoglioso del ruolo che ricopro anche se non durerà ancora molto visto il momento di grande incertezza che stiamo attraversando' ha dichiarato Garimberti (in foto), 'a prescindere dalla nuova classe dirigenziale che verrà nominata, mi preoccupa molto per il futuro della Rai la difficoltà che potrà esserci nel realizzare ancora produzioni di qualità se non arriveranno provvedimenti che ci facciano avere quello che ci spetta, ovvero il canone. Vorrei che le forze politiche avessero il coraggio di garantire alla Rai risorse certe come avviene per le tv pubbliche degli altri Paesi. Le risorse certe devono essere garantite dal canone perchè la pubblicità non è certa, è un'incognita e dipende dal mercato. Dalla Francia arriva un bell'esempio di tv pubblica che dalle ore 20 trasmette senza pubblicità, ma lo riesce a fare perchè il parlamento le riconosce un finanziamento annuo di 450 milioni di euro e che in Italia corrisponde più o meno alla cifra prodotta dall'evasione fiscale del canone. Nel nostro Paese infatti il 27,4% non lo paga, generando un mancato gettito nelle casse della Rai di 5-600 milioni. In Italia c'è l’evasione più alta d’Europa e questo ci obbliga anche ad essere una televisione commerciale. Non sto chiedendo soldi al Parlamento, né al Governo, né alla Commissione Bilancio, dove per altro c’è qualcuno che dice che non si deve pagare il canone; noi vogliamo quello che ci spetta: vogliamo fare cose come Cenerentola, ma dateci i mezzi per farlo. Un'idea potrebbe essere quella di mettere il canone nella bolletta elettrica come in altri Paesi.'
E sul fronte pubblicitario il presidente ricorda che 'La Rai non ha una politica meno aggressiva della concorrenza, siamo solo reduci da un governo, il precedente, che ha incoraggiato gli investimenti sul nostro diretto concorrente.'
Riguardo infine alla sua ricandidatura alla presidenza della Rai, Garimberti specifica: 'Non ho bisogno di inviare nuovamente il mio curriculum perchè già ne sono in possesso. A me andrà bene qualsiasi decisione verrà presa dall'azienda."
Per il nuovo Cda, l'organo di Vigilanza prende tempo in attesa di vedere le mosse del governo che ha cominciato a esaminare i primi curriculum. E’ intanto stato approvato venerdì il bilancio 2011 (leggi news correlata) con 4,1 milioni di attivo, atto che sancisce la scadenza del Cda. Per il nuovo direttivo però bisognerà attendere il 6 giugno: solo allora, forse, si conosceranno i nuovi vertici della tv pubblica. Una tempistica necessaria a consentire al Governo e alle forze politiche di trovare un'intesa sulla governance. 'L'azienda' ha spiegato Garimberti 'continuerà a essere gestita collegialmente dagli attuali amministratori e dal dg (secondo le regole della governance indicate dalla legge speciale Rai), fino a quando interverranno le determinazioni degli azionisti ai sensi del codice civile'.
Una volta approvato il bilancio, il presidente della commissione di vigilanza convoca la commissione per avviare le procedure di rinnovo dei membri del Cda di sua competenza, l’altra parte compete all’azionista: il ministro dell'Economia.
Leggi la news sullo spettacolo-evento e guarda l'intervista video a Carlo Verdone su ADVexpress Tv.
Maria Ferrucci
'Sono orgoglioso del ruolo che ricopro anche se non durerà ancora molto visto il momento di grande incertezza che stiamo attraversando' ha dichiarato Garimberti (in foto), 'a prescindere dalla nuova classe dirigenziale che verrà nominata, mi preoccupa molto per il futuro della Rai la difficoltà che potrà esserci nel realizzare ancora produzioni di qualità se non arriveranno provvedimenti che ci facciano avere quello che ci spetta, ovvero il canone. Vorrei che le forze politiche avessero il coraggio di garantire alla Rai risorse certe come avviene per le tv pubbliche degli altri Paesi. Le risorse certe devono essere garantite dal canone perchè la pubblicità non è certa, è un'incognita e dipende dal mercato. Dalla Francia arriva un bell'esempio di tv pubblica che dalle ore 20 trasmette senza pubblicità, ma lo riesce a fare perchè il parlamento le riconosce un finanziamento annuo di 450 milioni di euro e che in Italia corrisponde più o meno alla cifra prodotta dall'evasione fiscale del canone. Nel nostro Paese infatti il 27,4% non lo paga, generando un mancato gettito nelle casse della Rai di 5-600 milioni. In Italia c'è l’evasione più alta d’Europa e questo ci obbliga anche ad essere una televisione commerciale. Non sto chiedendo soldi al Parlamento, né al Governo, né alla Commissione Bilancio, dove per altro c’è qualcuno che dice che non si deve pagare il canone; noi vogliamo quello che ci spetta: vogliamo fare cose come Cenerentola, ma dateci i mezzi per farlo. Un'idea potrebbe essere quella di mettere il canone nella bolletta elettrica come in altri Paesi.'E sul fronte pubblicitario il presidente ricorda che 'La Rai non ha una politica meno aggressiva della concorrenza, siamo solo reduci da un governo, il precedente, che ha incoraggiato gli investimenti sul nostro diretto concorrente.'
Riguardo infine alla sua ricandidatura alla presidenza della Rai, Garimberti specifica: 'Non ho bisogno di inviare nuovamente il mio curriculum perchè già ne sono in possesso. A me andrà bene qualsiasi decisione verrà presa dall'azienda."
Per il nuovo Cda, l'organo di Vigilanza prende tempo in attesa di vedere le mosse del governo che ha cominciato a esaminare i primi curriculum. E’ intanto stato approvato venerdì il bilancio 2011 (leggi news correlata) con 4,1 milioni di attivo, atto che sancisce la scadenza del Cda. Per il nuovo direttivo però bisognerà attendere il 6 giugno: solo allora, forse, si conosceranno i nuovi vertici della tv pubblica. Una tempistica necessaria a consentire al Governo e alle forze politiche di trovare un'intesa sulla governance. 'L'azienda' ha spiegato Garimberti 'continuerà a essere gestita collegialmente dagli attuali amministratori e dal dg (secondo le regole della governance indicate dalla legge speciale Rai), fino a quando interverranno le determinazioni degli azionisti ai sensi del codice civile'.
Una volta approvato il bilancio, il presidente della commissione di vigilanza convoca la commissione per avviare le procedure di rinnovo dei membri del Cda di sua competenza, l’altra parte compete all’azionista: il ministro dell'Economia.
Maria Ferrucci

