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Gasparri: 'La proposta di Upa per la Rai è contraddittoria'

Come si legge oggi, 23 febbraio, sulle agenzie, il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri si dichiara contrario alla proposta di Lorenzo Sassoli de Bianchi, presidente dell'Associazione che riunisce le imprese che investono in pubblicità. "E' singolare che chi si occupa di pubblicità diventi un difensore di un’impostazione statalista", ha affermato.
Arrivano le prime reazioni alla proposta lanciata da Lorenzo Sassoli de Bianchi, presidente Upa, riguardante la riforma auspicata per la Rai (vedi notizia correlata).

Come si legge oggi, 23 febbraio, sulle agenzie, il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, ha espresso parere negativo in merito all'iniziativa dell'Associazione che riunisce le imprese che investono in pubblicità, giudicandola contraddittoria.

In particolare Gasparri ha dichiarato: "Il presidente dell'Upa entra in un’evidente contraddizione. Da un lato dice che gli studi che ha fatto condurre propendono per la tesi di una Rai sotto controllo pubblico. Ciò contraddice gli auspici di tanti e le possibilità di apertura al mercato che le leggi vigenti consentono. E’ singolare che chi si occupa di pubblicità diventi un difensore di un’impostazione statalista. Dall’altra l’Upa propone una fondazione in cui sia rappresentata la realtà sociale, culturale, economica ed istituzionale del paese in cui comunque la politica sarebbe sempre presente, facendo parte della realtà istituzionale. E non si capisce poi come si dovrebbero formare le rappresentanze di questa fondazione".

"Chi vuole una Rai pubblica deve rispettare le sentenze della Corte Costituzionale - ha continuato Gasparri - . Capisco che chi vive in un mondo di spot possa non aver letto questo tipo di documentazione, ma quando ci si accosta in maniera così imprecisa ad argomenti delicati ha il dovere di un approfondimento. Leggano le sentenze della Consulta ed evitino di proporre costruzioni simil-partitocratiche senza nessuna chiarezza sotto il profilo delle garanzie per la democrazia ed il pluralismo. A meno che i pubblicitari vogliano travestirsi da fondazione per impossessarsi, per i loro scopi commerciali e speculativi, del servizio pubblico".

Una presa di posizione forte quella del presidente dei senatori del Pdl alla quale resta ora da vedere come e se risponderà Sassoli de Bianchi.

SP